L’intelligenza artificiale svela i segreti di un rotolo di Ercolano mai letto in 2000 anni
La scoperta di un antico rotolo di papiro risalente a 2000 anni fa, mai letto fino ad oggi, è stata resa possibile grazie all’uso dell’intelligenza artificiale (AI). Questo straordinario ritrovamento è il risultato di un concorso chiamato Vesuvius Challenge, che ha visto la partecipazione di studiosi e ricercatori da tutto il mondo, con l’obiettivo di decifrare i testi antichi celati nei papiri pietrificati di Ercolano, in Italia.
Il Vesuvius Challenge è stato lanciato nel marzo del 2023 con l’ambizione di “fare la storia”, e a quanto pare, l’obiettivo è stato raggiunto. Gli organizzatori hanno incoraggiato individui provenienti da diversi ambiti accademici a ideare nuovi metodi per leggere gli antichi rotoli recuperati dai resti piroclastici di Ercolano, sepolti sotto la cenere e i detriti vulcanici durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
I rotoli, ora completamente pietrificati, si trovavano originariamente nella Villa dei Papiri, una ricca residenza che fu sepolta durante l’eruzione. Nonostante siano stati ben conservati, i rotoli sono rimasti illeggibili a causa del calore dell’eruzione che li ha “fritti” istantaneamente, trasformandoli in grumi carbonizzati. Ma ora, dopo 10 mesi di intenso lavoro, i vincitori del Vesuvius Challenge hanno trovato il modo di svelare questi inestimabili manufatti utilizzando tecniche di intelligenza artificiale che ne scandiscono il contenuto senza danneggiarne la fragile struttura.
La svolta grazie all’intelligenza artificiale
Il contributo dei vincitori
Il team responsabile di questo enorme successo è composto da Luke Farritor, uno studente di informatica di 21 anni, Youssef Nader e Julian Schilliger, vincitori di precedenti premi nel corso della competizione. La loro collaborazione ha permesso di creare la sottoposizione più leggibile, rivelando oltre 2000 lettere greche dal rotolo.
Il lavoro di Schilliger, in particolare, ha permesso la mappatura 3D delle aree di papiro utilizzate nella sottoposizione vincente, mentre Farritor e Nader hanno contribuito con le loro precedenti scoperte, rispettivamente la decifrazione della parola “πορφυρας” (che significa “tintura porpora” o “panni di porpora”) e l’identificazione della presenza di inchiostro nel rotolo non aperto.
Il contenuto del rotolo
Finora, gli studiosi che hanno esaminato il primo rotolo sono riusciti a leggere circa il 5% del suo contenuto. La trascrizione preliminare indica che si tratta di un testo completamente originale e non di un duplicato di altre opere. Sembra che questo testo filosofico affronti il tema del “piacere”, la forma più alta di bene secondo la filosofia epicurea.
Nel testo, l’autore si interroga se e come la disponibilità di beni, come il cibo, possa influenzare il piacere che essi forniscono. La domanda posta alla fine del testo suggerisce che le risposte possano essere contenute in altri rotoli della stessa collezione. Inoltre, l’inizio del primo testo menziona un certo Xenophantos, che potrebbe essere stato un musicista e che è stato anche citato nell’opera “Sulla Musica” di Filodemo, un epicureo che potrebbe essere stato il filosofo residente nella Villa dei Papiri.
Gli studiosi potrebbero definirlo un trattato filosofico, ma sembra familiare a noi, e non possiamo sfuggire alla sensazione che il primo testo che abbiamo scoperto sia un post di blog vecchio di 2000 anni su come godersi la vita. Filodemo sembra criticare gli stoici nell’ultimo paragrafo, affermando che lo stoicismo è una filosofia incompleta perché non ha “nulla da dire sul piacere”. Le questioni che sembra discutere – i piaceri della vita e ciò che rende la vita degna di essere vissuta – sono ancora attuali oggi.
Quello che è chiaro è che questo è solo l’inizio di quello che potrebbe essere un nuovo capitolo nell’analisi storica. Una nuova ed entusiasmante riscoperta di opere antiche che, a quanto pare, nemmeno un vulcano è riuscito a nascondere per sempre.