Puntiamo anzitutto a un cambiamento, netto, delle condizioni meteo climatiche. Per essere netto non ci vorrà chissà cosa, d’altronde dopo tutti questi giorni di sole e temperature gradevoli basterebbe una semplice perturbazione atlantica per far sì che il quadro meteorologico venga ribaltato.
Difatti stiamo andando in quella direzione, ovvero nella direzione del cambiamento oceanico. Perché i modelli previsionali concordano, sarà l’Atlantico a spazzar via l’Alta Pressione. In realtà la manovra sarebbe ben più complessa in quanto contemplante lo spostamento di un ramo del Vortice Polare, ma a questo punto di stagione conta soltanto il risultato.
Il risultato dovrebbe essere un peggioramento attorno alla conclusione della prima settimana di febbraio. Alcuni centri di calcolo internazionali ci vanno giù pesante, nel senso che si tratterebbe di un vero e proprio assalto ciclonico capace di isolare una struttura depressionaria secondaria sui nostri mari.
Tale ipotesi ci esporrebbe evidentemente ad un peggioramento coi fiocchi, uno di quei peggioramenti capaci di portare piogge abbondanti ed anche copiose nevicate in montagna.
Altri centri di calcolo internazionali vedrebbero un cambiamento meno impattante, ma comunque oceanico. L’abbassamento del flusso atlantico determinerebbe una spiccata variabilità atmosferica e una contrazione termica generalizzata, ma ciò che più conta si aprirebbero le porte a futuri intensi peggioramenti.
Non solo, la manovra accennata in apertura potrebbe condurci verso una fase centrale di febbraio di tutt’altra natura, ovvero verso quel freddo che ormai manca da troppo tempo. Il freddo che farebbe diventare febbraio invernale, il freddo che a quel punto proverebbe a salvare il salvabile di una stagione che sta confermando tutte le difficoltà di imposizione riscontrabili da alcuni anni a questa parte.