La missione Peregrine, condotta dalla compagnia privata americana Astrobotic con sede a Pittsburgh in Pennsylvania, ha catturato l’attenzione degli appassionati di esplorazione spaziale. Questa missione avrebbe dovuto segnare il ritorno degli Stati Uniti sulla Luna, a cinquant’anni di distanza dall’ultima missione Apollo nel dicembre 1972. Tuttavia, Peregrine non avrebbe portato uomini sulla superficie lunare, ma si sarebbe trattato di un atterraggio automatico.
Le motivazioni dietro questa impresa spaziale non sono solo di natura scientifica, ma anche politica, in quanto la capacità di raggiungere e atterrare su un altro corpo celeste rappresenta un simbolo di prestigio e leadership tecnologica. Finora, solo quattro nazioni sono riuscite a compiere questa impresa: Unione Sovietica, Stati Uniti, Cina e India, con il Giappone che potrebbe aggiungersi presto a questa lista con la missione Slim. Per quanto riguarda le compagnie private, invece, non si è ancora registrato alcun successo.
Le difficoltà delle missioni private
Le missioni private alla Luna hanno incontrato diverse difficoltà. Oltre a Peregrine, solo la sonda israeliana Beresheet e quella giapponese Hakuto-R hanno tentato di atterrare sulla Luna negli ultimi anni, ma entrambe le missioni si sono concluse con lo schianto delle sonde a causa di problemi tecnici.
Il problema tecnico di Peregrine
Purtroppo, anche la missione Peregrine ha incontrato un problema tecnico al sistema propulsivo di bordo, che ha impedito l’orientamento corretto dei pannelli fotovoltaici verso il Sole, essenziali per l’alimentazione dei sistemi di bordo. La situazione è stata parzialmente recuperata da Astrobotic e, in accordo con la NASA, è stato deciso di far rientrare la sonda sulla Terra in modo più “ecologico”. Peregrine si dirigerà verso la Terra e brucerà in atmosfera sopra l’Oceano Pacifico nella tarda serata del 18 gennaio.
Il viaggio di Peregrine
La missione Peregrine è partita da Cape Canaveral l’8 gennaio, spinta da un lanciatore Vulcan-Atlas bistadio della United Launch Alliance (ULA), un’altra compagnia privata statunitense che supporta le attività di lancio della NASA. Dopo il lancio, il secondo stadio del Vulcan ha dato l’impulso finale all’astronave per alzare progressivamente la sua quota orbitale terrestre fino a entrare nella regione di influenza gravitazionale della Luna. L’atterraggio sulla superficie lunare era previsto per il 23 febbraio 2024.
L’osservazione di Peregrine
Il 12 gennaio, l’astronave Peregrine è stata osservata dai telescopi dello strumento Tandem per la sorveglianza spaziale e tracking (SST) presso la Stazione osservativa di Loiano dell’Osservatorio INAF di astrofisica e scienze dello spazio di Bologna. Poco dopo queste osservazioni, sono sopraggiunti i problemi al sistema propulsivo che hanno portato alla decisione di abortire la missione.
La fine prevista per Peregrine
La sonda Peregrine, di circa due metri di dimensioni e del peso di una tonnellata, con circa 100 kg di carico utile, si disintegrerà in atmosfera diventando una luminosa meteora nel cielo sopra l’Oceano Pacifico. A bordo della sonda si trovano anche campioni di ceneri di personalità famose come il creatore di Star Trek, Gene Roddenberry, e lo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke, che non riposeranno sulla Luna, ma faranno ritorno sulla Terra per disperdersi nella nostra atmosfera.
La missione Peregrine, nonostante le difficoltà incontrate, rimane un esempio dell’ambizione e della determinazione umana nell’esplorare lo spazio. La sua storia ci ricorda che, anche di fronte agli ostacoli, il desiderio di conoscenza e di superare i confini del possibile continua a guidare l’umanità verso nuove frontiere.