Un gruppo di astronomi, guidati dai ricercatori dell’Università di Montréal, ha utilizzato il Telescopio Spaziale James Webb (JWST) per studiare l’atmosfera dell’esopianeta HAT-P-18 b, noto come ”Saturno caldo”. Questo pianeta, situato a oltre 500 anni luce di distanza, ha una massa simile a quella di Saturno ma dimensioni più vicine a quelle di Giove, rendendo la sua atmosfera particolarmente adatta all’analisi.
Il transito davanti a una stella macchiata
Le osservazioni del JWST sono state effettuate mentre HAT-P-18 b transitava davanti alla sua stella simile al Sole. Questo momento, chiamato transito, è fondamentale per rilevare e caratterizzare un esopianeta con precisione sorprendente. Gli astronomi non osservano direttamente la luce emessa dal pianeta distante, ma studiano come la luce della stella centrale viene bloccata e influenzata dal pianeta che la orbita, cercando di distinguere i segnali causati dalla presenza del pianeta da quelli causati dalle proprietà della stella stessa.
Le stelle, come il nostro Sole, non hanno superfici uniformi. Possono avere macchie scure e regioni luminose, che possono creare segnali che imitano gli attributi atmosferici di un pianeta. In particolare, durante lo studio dell’esopianeta HAT-P-18 b, il JWST ha catturato il pianeta proprio mentre passava sopra una macchia scura sulla sua stella, un evento chiamato “attraversamento di una macchia stellare”, il cui effetto era evidente nei dati raccolti.
Acqua, CO2 e nuvole in un’atmosfera rovente
Dopo aver modellato l’esopianeta e la stella nel sistema HAT-P-18, gli astronomi dell’Università di Montréal hanno eseguito un’analisi dettagliata della composizione atmosferica di HAT-P-18 b. Esaminando la luce che filtra attraverso l’atmosfera dell’esopianeta durante il suo transito davanti alla stella ospite, i ricercatori hanno rilevato la presenza di vapore acqueo (H2O) e anidride carbonica (CO2).
Hanno anche rilevato la possibile presenza di sodio e osservato forti segni di un manto nuvoloso nell’atmosfera di HAT-P-18 b, che sembra attenuare i segnali di molte delle molecole presenti al suo interno. Inoltre, hanno concluso che la superficie della stella era coperta da molte macchie scure che possono influenzare significativamente l’interpretazione dei dati.
La vita su HAT-P-18 b: una possibilità remota
Sebbene molecole come l’acqua, l’anidride carbonica e il metano possano essere interpretate come biosignature, o segni di vita, in certi rapporti o in combinazione con altre molecole, le temperature roventi di HAT-P-18 b, vicine ai 600 gradi Celsius, non lasciano presagire bene per l’abitabilità del pianeta.
Le sfide nell’interpretazione dei dati
Per determinare con precisione la composizione atmosferica dell’esopianeta, i ricercatori hanno dovuto modellare simultaneamente l’atmosfera del pianeta e le peculiarità della sua stella. Nel loro studio, hanno sottolineato che tale considerazione sarà cruciale nel trattare future osservazioni di esopianeti tramite il JWST per sfruttarne appieno il potenziale.
Prospettive future
Osservazioni future da un altro strumento del JWST, lo Spettrografo ad Infrarossi Vicini (NIRSpec), promettono di aiutare a perfezionare i risultati del team, come la rilevazione di CO2, e di gettare ancora più luce sulle complessità di questo esopianeta Saturno caldo.
In conclusione, lo studio dell’atmosfera di HAT-P-18 b ha aperto nuove frontiere nella comprensione degli esopianeti e nella ricerca di segni di vita al di fuori del nostro sistema solare. Tuttavia, le sfide nell’interpretazione dei dati e l’importanza di considerare le caratteristiche della stella ospite rimangono aspetti cruciali per gli astronomi.