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La minaccia dell’acidificazione oceanica in Antartide

Un ‌recente studio ​condotto dall’Università del Colorado a Boulder rivela‌ che ‍entro il 2100, l’acidità delle acque ​costiere dell’Antartide potrebbe raddoppiare, mettendo a rischio la vita marina⁢ nell’Oceano ‍Meridionale. Questo aumento dell’acidità,⁤ dovuto principalmente alle emissioni di CO2, minaccia l’intero ecosistema, inclusi balene e pinguini.

 

Impatto delle emissioni di ‍CO2‌ sull’acidità oceanica

Gli oceani ⁣svolgono un ruolo fondamentale come tampone ⁢contro il cambiamento climatico, assorbendo quasi⁢ il 30%⁣ delle emissioni ​di CO2⁣ a livello mondiale. Tuttavia,⁤ man mano che più ⁢CO2​ si scioglie negli⁤ oceani, l’acqua marina diventa più acida. “Le emissioni ​di‍ CO2 causate dall’uomo sono al centro dell’acidificazione oceanica”, afferma Cara Nissen, autrice principale dello studio e ricercatrice presso l’Institute‌ of Arctic and Alpine Research (INSTAAR).

Previsioni del modello e aree marine protette

Utilizzando un modello ‍informatico, ​Nissen, Lovenduski e il loro ‍team hanno simulato come cambierebbe l’acqua marina dell’Oceano Meridionale nel corso del XXI secolo. Hanno scoperto che diventerà più acida entro il 2100, e la situazione sarà grave se il mondo non ridurrà le emissioni.

“Non è solo‌ lo strato superficiale dell’oceano. L’intera‌ colonna d’acqua delle acque costiere dell’Oceano Meridionale, anche⁤ in fondo, potrebbe subire un’acidificazione grave”, ha detto Nissen.

Il team ha poi esaminato le condizioni specificamente nelle aree marine protette (AMP) dell’Antartide. In queste regioni, le attività umane, come la pesca, sono limitate per proteggere la biodiversità. Attualmente, ci sono due ‍AMP nell’Oceano Meridionale, che coprono circa il 12% delle acque della regione. Negli ultimi anni, gli scienziati hanno proposto ‍di designare altre tre AMP a un consiglio ​internazionale, che comprenderebbero circa il 60% dell’Oceano Antartico.

Il modello del team ha mostrato che sia le AMP ‌adottate che quelle proposte ‌subiranno un’acidificazione ‌significativa entro⁢ la fine del secolo.

 

Effetti sulla rete alimentare

Studi precedenti hanno dimostrato che il⁤ fitoplancton, un gruppo di alghe che costituisce​ la base della rete alimentare marina, cresce a un ritmo più lento o muore quando l’acqua diventa troppo acida. L’acqua acida indebolisce anche i gusci di organismi come le lumache di⁣ mare e i ricci di mare.⁢ Questi cambiamenti potrebbero interrompere la rete alimentare, influenzando infine i predatori ‍al vertice come balene e pinguini.

Il​ Mare ‍di Weddell è una delle ‍tre AMP proposte situate ⁢al largo della Penisola Antartica. Nissen ha detto che‌ gli scienziati pensano che la regione ‍del‌ Mare di Weddell possa agire come un santuario per⁤ gli organismi in caso di cambiamenti climatici, principalmente perché questa area ha i⁢ livelli più alti di copertura di ⁣ghiaccio marino in Antartide. Il ghiaccio protegge l’oceano dal‌ riscaldamento e impedisce all’acqua‍ marina sottostante di assorbire⁢ CO2 dall’aria, riducendo‌ così il tasso di acidificazione. Inoltre, la regione ha finora poco impatto umano.

Tuttavia, il modello suggerisce che, man ​mano che il pianeta continua a riscaldarsi, il ⁣ghiaccio marino si scioglierà e ⁤la regione del‌ Mare ⁣di Weddell subirà un’acidificazione pari a quella ⁤delle altre AMP⁤ in scenari di emissioni da intermedi ad alti, ma con una progressione leggermente⁢ ritardata.

“Il risultato mostra⁢ che stabilire la regione del Mare di Weddell⁤ come area protetta dovrebbe avere alta priorità”, ha detto Nissen.

Il cammino da seguire: riduzione delle emissioni

Lo studio suggerisce‌ che il‌ mondo potrebbe evitare un’acidificazione ⁢oceanica grave ‍dell’Oceano Meridionale solo ‍sotto lo scenario di emissioni più basse, in cui la società riduce rapidamente ‍e aggressivamente​ le emissioni di CO2.

“Abbiamo⁤ ancora⁤ tempo per scegliere il nostro percorso di ​emissioni, ma non ne ⁤abbiamo molto”, ha⁤ detto Nissen.

Il riscaldamento globale e ⁤l’acidificazione degli oceani sono⁣ sfide che richiedono azioni immediate e decise. Ridurre le emissioni di CO2 non ​è solo ‌una questione di ⁣salvaguardare ‌l’ambiente, ma anche di proteggere la vita marina e mantenere l’equilibrio degli ecosistemi che sono‌ essenziali ⁤per la nostra ⁣sopravvivenza. L’Antartide, con la ⁣sua biodiversità unica e il suo ruolo ​cruciale nel sistema climatico globale, merita una particolare attenzione e protezione. Le aree marine‍ protette sono uno strumento importante in‍ questa ‌lotta, ma devono‌ essere supportate da politiche globali efficaci per la riduzione ‌delle ​emissioni. Il tempo‍ per agire ⁣è adesso.

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