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Stiamo parlando di quelle proiezioni che nel cuore dell’Autunno indicavano le solite condizioni meteo climatiche: Inverno mite anticiclonico, stop.

 

Chiaro, all’epoca era impossibile assimilare tutte le variabili atmosferiche correttamente. Difficile, ad esempio, sapere quale sarebbe stata l’esatta evoluzione di El Nino. Difficile, ad esempio, sapere se il Vortice Polare avrebbe manifestato sbandamenti. Lo scrivemmo in tempi non sospetti, piano con le sentenze, quest’anno potrebbe andare diversamente.

 

Ecco quindi che la progressiva virata modellistica non ci stupisce. Qualcuno ricorderà un recente approfondimento in materia, ovvero un editoriale dedicato alle novità evolutive stagionali. Alcuni modelli, circa un mesetto fa, cominciarono a rivedere le proprie posizioni proponendo interessanti scenari invernali tanto a gennaio quanto a febbraio.

 

La presenza di determinate anomalie bariche sul Nord Europa e in Atlantico sembravano condurci verso azioni meridiane consistenti, frutto evidentemente di un indebolimento del Vortice Polare.

 

Ebbene sì, quelle dinamiche sono state confermate e addirittura accentuate. Cosa significa? Semplice, che se fino a qualche settimana fa eravamo convinti che l’Inverno avesse tutte le carte in regola per fare il proprio dovere alla luce di tali emissioni modellistiche la nostra opinione non cambia.

 

E’ evidente che tale opinione si stia rafforzando, quando a corredo v’è il sostegno degli autorevoli centri di calcolo internazionali tutto cambia. Quelle che prima erano sensazioni, indizi, chiamateli un po’ come volete, improvvisamente diventano linee di tendenza. c’è poco da fare, l’Inverno 2023-2024 sarà diverso dagli altri, soprattutto dagli ultimi 2.

 

Prepariamoci, le sorprese sono dietro l’angolo e ben presto ce ne renderemo conto. Ce ne renderemo conto semplicemente guardando i vari modelli di previsione, dove certi scenari prenderanno forma in men che non si dica.

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