Quindi abbiamo scritto, prima di Natale, che la situazione avrebbe proposto delle variazioni significative e tali variazioni dovrebbero comunque realizzarsi. Ovviamente negli ultimi giorni, com’era prevedibile, abbiamo avuto degli aggiustamenti di tiro e gli step evolutivi sono stati rivisti.
Avevamo parlato di possibile affondo artico, prima però di un abbassamento del flusso nord atlantico e su quest’ultimo punto non dovrebbero esserci dubbi. Le correnti oceaniche saranno le prime a ripresentarsi alla porta, fin dalle prossime ore l’indebolimento dell’Alta Pressione lascerà passare spifferi umidi ai quali si assoceranno nubi sparse e le prime deboli precipitazioni tra Liguria e Alta Toscana.
Poi, quando saremo ormai nel fine settimana, la circolazione occidentale dovrebbe farsi più sostenuta dando luogo a un abbassamento delle temperature – non esagerato – e fenomeni sparsi sui settori di ponente. Oltre ovviamente al ritorno della neve lungo l’arco alpino.
Sì, ma che ne sarà dell’irruzione artica prevista per le festività? Calma, siamo ancora in gioco eccome, difatti le dinamiche atmosferiche in atto potrebbero farci vivere un evento invernale coi fiocchi. Il periodo potrebbe essere quello dell’Epifania, giorno più giorno meno. Sappiamo già che in molti diranno “sì, prima Natale, poi Capodanno, ora l’Epifania e poi chissà”. Beh, certe manovre richiedono tempo.
Richiedono una particolare predisposizione dell’atmosfera, troppo facile ipotizzare o prevedere scenari dando tempistiche esatte. Le irruzioni fredde, lo ripetiamo da tempo, necessitano di pazienza e se sapremo avere pazienza sicuramente verremo ripagati da eventi invernali d’altri tempi.