La crisi climatica e l’agricoltura spagnola
L’agricoltura è una delle attività più antiche e fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo, ma è anche una delle più vulnerabili ai cambiamenti climatici. In Spagna, il settore agricolo sta affrontando una delle crisi più gravi degli ultimi anni, con una superficie coltivata danneggiata che supera i 3,4 milioni di ettari, su un totale di quasi 17 milioni di ettari di terreno agricolo. Questo dato, riferito al 30 novembre, evidenzia l’impatto devastante che eventi meteorologici estremi, come siccità, gelate, piogge torrenziali e grandinate, stanno avendo sull’agricoltura del paese.
• Le conseguenze sulle colture
• Oltre la siccità: altri eventi climatici
• Il pedrisco e le sue conseguenze
• Modifiche al sistema assicurativo agrario
Un anno di eventi estremi
Il 2023 è stato caratterizzato da condizioni climatiche particolarmente avverse, con temperature elevate e una scarsità di precipitazioni che hanno messo a dura prova i coltivatori spagnoli. La siccità, in particolare, è stata la causa principale del maggiore numero di sinistri registrata quest’anno, con previsioni di indennizzi da parte delle assicurazioni agrarie che superano i 1.200 milioni di euro, un incremento del 48,7% rispetto al totale del 2022. La mancanza di pioggia ha portato a un calo del 12% rispetto alla media, con gravi ripercussioni su colture come quelle erbacee, la vite, l’olivo e le orticole.
Le conseguenze sulle colture
Le alte temperature e la siccità hanno avuto effetti negativi anche sulle colture che non sono state direttamente danneggiate da eventi estremi. Ad esempio, la vendemmia ha subito una riduzione del 15% e si prevede un calo significativo nella produzione di olio d’oliva, con un impatto diretto sull’aumento dei prezzi al consumo di questo prodotto.
Oltre la siccità: altri eventi climatici
Oltre alla siccità, l’instabilità climatica del 2023 si è manifestata con eventi violenti come la DANA di settembre, che ha portato piogge torrenziali, grandinate e venti di forte intensità. Anche l’inverno è stato segnato da gelate e, nonostante la secchezza dell’anno, si sono verificati danni a diversi tipi di colture a causa di grandinate, inondazioni e piogge persistenti.
Il pedrisco e le sue conseguenze
Il pedrisco, ovvero la grandine, è stato il secondo evento più dannoso per l’agricoltura spagnola nel 2023, con stime di indennizzi che si avvicinano ai 270 milioni di euro. Questo fenomeno, sempre più intenso e distruttivo, ha colpito frutteti, agrumeti, colture erbacee, viti, ortaggi, cachi, oliveti e uve da tavola.
Le gelate hanno causato danni per oltre 100 milioni di euro, mentre le piogge persistenti hanno richiesto indennizzi per almeno 83 milioni di euro. Anche i venti hanno provocato danni significativi, in particolare agli agrumeti, al caqui e all’olivar, con indennizzi che superano i 30 milioni di euro.
Modifiche al sistema assicurativo agrario
Di fronte a questa situazione, gli esperti sottolineano la necessità di introdurre modifiche al sistema assicurativo agrario per evitare il suo collasso e garantire che rimanga accessibile agli agricoltori e agli allevatori. Una proposta è quella di distinguere tra una siniestralità “normale” e una “straordinaria”, legata al cambiamento climatico, con indennizzi a carico del Consorzio di Compensazione e non dell’assicurazione agraria. Questa visione è condivisa anche da organizzazioni agrarie come la COAG, che chiede di escludere le indennità straordinarie legate al cambiamento climatico dal costo dell’assicurazione agraria, affinché questi rischi siano coperti dal Consorcio di Compensazione di Seguros.
In conclusione, l’agricoltura spagnola sta affrontando una crisi senza precedenti, aggravata da un clima sempre più instabile e imprevedibile. È fondamentale che il settore si adatti a queste nuove sfide, con un sistema assicurativo che sia in grado di sostenere gli agricoltori e gli allevatori in un contesto di cambiamento climatico sempre più evidente.
