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La⁢ scoperta dei cristalli fotonici nell’antico ‌vetro romano

Recenti ricerche⁢ hanno portato alla luce⁢ una scoperta sorprendente: frammenti di vetro risalenti all’antica Roma, trasformati nel‌ corso dei secoli, contengono cristalli​ fotonici con potenziali utilizzi nella tecnologia moderna. Questi ritrovamenti non⁢ solo offrono uno spaccato sui materiali⁢ antichi, ⁣ma riflettono anche l’evoluzione storica e ambientale di Roma.

La creazione dei cristalli fotonici attraverso la corrosione e la cristallizzazione

Circa 2.000 anni fa, nell’antica Roma, vasi di vetro contenenti vino, acqua o forse profumi esotici, cadevano da un tavolo in un⁤ mercato e ‌si frantumavano in pezzi sulla strada. Con il passare dei secoli, questi frammenti ⁣venivano coperti da strati di polvere e terra ed esposti a un ciclo continuo di variazioni‌ di temperatura, umidità e minerali‌ circostanti.

Ora questi piccoli pezzi di vetro vengono⁢ scoperti in cantieri edili e scavi ⁤archeologici e si rivelano essere qualcosa di ‍straordinario. Sulla loro superficie si trova⁢ un mosaico di colori ⁢iridescenti di blu, verde​ e arancione, con alcuni che‍ mostrano specchi dorati‌ cangianti.

Questi bellissimi ‍manufatti di vetro sono spesso incastonati​ in gioielli come ciondoli ⁤o orecchini, mentre oggetti più grandi e completi sono esposti nei ​musei.

La scienza⁢ moderna⁤ incontra ⁢gli‍ antichi manufatti

Per Fiorenzo Omenetto e ‌Giulia Guidetti, professori di ingegneria presso il Silklab della Tufts ⁤University ed esperti ⁢in scienza dei materiali, ciò che affascina è come ⁢le molecole nel vetro si siano ​riorganizzate⁢ e ricombinate con i minerali nel corso ‌di migliaia ⁤di anni ⁢per formare ciò che viene‌ chiamato cristalli fotonici – disposizioni ordinate‍ di atomi che filtrano e riflettono la ⁢luce in modi molto specifici.

I cristalli fotonici hanno molteplici applicazioni nella tecnologia moderna. Possono essere utilizzati per creare guide ‌d’onda, ‌interruttori ottici e altri dispositivi per comunicazioni ottiche molto veloci nei computer e su internet. Poiché possono‌ essere progettati per bloccare⁢ determinate lunghezze⁣ d’onda della luce mentre ne consentono il passaggio di ⁢altre, sono ‍utilizzati ⁢in⁣ filtri, laser, specchi⁤ e dispositivi anti-riflesso (stealth).

In uno studio recente pubblicato sulle Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) USA, Omenetto, Guidetti e collaboratori riportano sulle uniche strutture atomiche e⁤ minerali che‍ si‌ sono⁤ formate a partire dai ​costituenti originali di silicato e minerali del vetro, modulate dal⁣ pH dell’ambiente ‍circostante e dai livelli fluttuanti di acque sotterranee nel ⁣suolo.

Una scoperta casuale porta a intuizioni scientifiche

Il progetto è iniziato ‍per caso ⁣durante ⁣una visita al Centro per la Tecnologia del Patrimonio Culturale dell’Istituto Italiano di Tecnologia⁢ (IIT). “Questo bellissimo pezzo di vetro scintillante sulla mensola ha attirato la nostra attenzione”, ha detto⁤ Omenetto. “Era un frammento di vetro romano recuperato vicino all’antica città di Aquileia in Italia”. Arianna Traviglia, direttrice del⁢ Centro,⁣ ha detto che il suo team lo chiamava affettuosamente il ‘vetro wow’. Hanno deciso di esaminarlo più ⁢da vicino.

I ricercatori si sono ⁣presto‌ resi conto che ciò che stavano osservando era la nanofabbricazione di ‍cristalli fotonici da parte della natura. “È davvero notevole che⁢ tu abbia del vetro⁣ che è⁢ seduto nel ‌fango per⁢ due millenni e finisci ‍con qualcosa che è un esempio⁢ da manuale di un componente nanofotonico”, ha detto Omenetto.

Scoprire il processo dietro la bellezza

L’analisi chimica del team dell’IIT ha datato ​il frammento​ di vetro tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., con origini dalle sabbie dell’Egitto – un’indicazione del commercio globale dell’epoca. La maggior⁣ parte del frammento ha conservato il suo colore verde scuro originale, ma sulla sua superficie si trovava una⁢ patina spessa un‍ millimetro che aveva⁤ una riflessione quasi ​perfetta simile ⁢a​ uno specchio dorato. Omenetto e Guidetti hanno utilizzato un nuovo tipo di microscopio elettronico a scansione che non solo ⁣rivela la struttura⁢ del materiale, ma fornisce anche un’analisi elementare. “In ⁢sostanza, è uno strumento che può dirti​ con ‍alta risoluzione di cosa ‌è fatto il materiale e come gli⁢ elementi sono messi insieme”, ha detto Guidetti.

Hanno potuto vedere che la patina possedeva una struttura⁣ gerarchica ⁣composta da ⁢strati di ⁤silice altamente regolari e spessi un⁤ micrometro di densità alternata ⁢alta e bassa che assomigliavano a riflettori‌ noti⁣ come pile di Bragg. Ogni pila di Bragg rifletteva fortemente⁣ diverse lunghezze d’onda relativamente strette⁢ di luce. L’impilamento ‌verticale⁣ di decine di pile di Bragg ⁢ha ‍portato all’aspetto dello specchio dorato della patina.

Come si è​ formata questa struttura nel⁢ tempo? I ricercatori suggeriscono un⁣ possibile meccanismo che si è svolto pazientemente nel corso dei ​secoli. ⁢”Questo ‍è probabilmente un processo ⁣di‌ corrosione e ricostruzione”, ha detto‍ Guidetti. “L’argilla ⁤circostante e la pioggia hanno determinato‌ la diffusione dei minerali e una corrosione ciclica⁤ della silice nel⁢ vetro. Allo stesso tempo, si è verificato ⁢anche un assemblaggio ‍ciclico di strati spessi 100 nanometri che combinavano la silice e i minerali. ⁣Il risultato è un arrangiamento incredibilmente ordinato di centinaia di strati di materiale ‌cristallino.”

“Mentre l’età​ del vetro può essere parte del suo fascino, in questo caso⁣ se potessimo accelerare significativamente il processo⁢ in laboratorio ‍potremmo ⁣trovare un modo per far crescere materiali ottici piuttosto che produrli”, ha aggiunto Omenetto.

La storia di Roma ‍riflessa nel ⁢vetro

Il processo ‍molecolare di decadimento e ricostruzione ha‌ alcuni paralleli con la città di⁤ Roma stessa. Gli antichi Romani avevano ⁤una propensione ⁣per‍ creare‍ strutture durature come acquedotti, strade, anfiteatri e ‌templi. Molte di queste strutture sono diventate la base della‍ topografia della‍ città.

Nel ‌corso dei secoli, la‍ città‍ è cresciuta ​a strati, ‌con⁣ edifici che sorgono e cadono con i cambiamenti portati dalle guerre, dai⁣ tumulti sociali⁣ e dal passare del⁢ tempo. Nel ⁢Medioevo, le persone ⁢utilizzavano materiali da edifici​ antichi​ rotti e abbandonati per nuove costruzioni. Ai tempi moderni, strade e ‍edifici sono spesso costruiti direttamente sopra le fondamenta antiche.

“I cristalli cresciuti sulla superficie del ​vetro sono ⁢anche un riflesso dei cambiamenti nelle condizioni‌ che si sono verificati‌ nel terreno mentre la città si evolveva – un registro della sua storia ambientale”, ha detto Guidetti.

Riferimento: “Cristalli fotonici costruiti⁤ dal‌ tempo nel ⁤vetro romano antico” di Giulia Guidetti, Roberta Zanini, ⁢Giulia ‌Franceschin, Mauro Moglianetti, Taehoon Kim, Nathaniel ​Cohan, Lisa Chan, John Treadgold, Arianna Traviglia e Fiorenzo G. ⁣Omenetto, ⁢18 settembre 2023, Proceedings ⁤of‌ the National Academy of Sciences.

DOI:⁤ 10.1073/pnas.2311583120

Finanziamento: Office of Naval Research

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