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La storia genetica dei Balcani: nuove scoperte sfidano le ipotesi ​sull’influenza romana

Un recente studio di analisi del‍ DNA⁣ ha rivoluzionato⁤ le precedenti‍ teorie ⁤sull’influenza⁤ romana nei Balcani, rivelando una diversificata eredità​ genetica ‍influenzata principalmente ⁤dalle migrazioni​ slave, piuttosto che da antenati italiani. Nonostante l’ampio​ impatto militare e culturale dell’Impero ⁢Romano sulla vicina penisola balcanica, un’analisi del DNA⁤ di‌ individui vissuti⁤ nella regione tra ​l’1 e il 1000 d.C. non ​ha trovato tracce‍ genetiche di antenati ⁢italiani dell’età del ‍ferro.‍ Al contrario, uno studio pubblicato il ⁤7 dicembre sulla rivista Cell⁢ ha rivelato successive ondate di migrazioni provenienti dall’Anatolia occidentale, dall’Europa centrale e settentrionale e dalla steppa⁤ pontico-caspica durante il regno dell’Impero.

L’impatto della migrazione slava

A​ partire ‍dal VII secolo d.C., un gran numero di persone emigrò dall’Europa orientale, probabilmente‌ in relazione ‍all’arrivo di ‌popolazioni di lingua slava, risultando in una discendenza⁢ slava presente nei moderni abitanti dei Balcani che ⁣varia ⁢tra il 30% e‌ il 60%.

Il DNA antico: una finestra sulla storia

“Il DNA‍ antico può fornire molte informazioni sui periodi storici, specialmente ⁣per le regioni dove le⁣ fonti storiche⁢ sono scarse o quando non sappiamo se ⁢le fonti siano imparziali o meno”, afferma l’autore principale e genetista delle popolazioni Iñigo Olalde dell’Università ‌del Paese Basco (UPV/EHU).⁣ “Ad esempio, la maggior parte delle fonti storiche dei Balcani sono⁤ scritte dal punto ⁢di vista dei Romani, poiché i⁢ popoli slavi non scrivevano in⁣ quel periodo.”

Esplorare ‌la storia ⁤demografica dei Balcani

Studi precedenti hanno indagato l’ascendenza ​delle persone che⁣ vivevano in Italia⁤ e in Inghilterra durante e dopo la caduta dell’Impero Romano, ma poco si sapeva sulla demografia e l’ascendenza ‍dei ⁢Balcani durante questo periodo. “Questa regione era una delle frontiere lontane dell’Impero Romano, il che la rende ⁤interessante da studiare perché è chiaramente un‍ luogo dove ci si ‍aspetterebbe che⁤ le persone entrassero in contatto con⁢ persone ⁢provenienti dall’esterno dell’Impero, quindi si‌ possono testare cose ​come la globalizzazione”, dice Olalde.

Per esplorare la storia della popolazione dei Balcani e esaminare l’influenza dell’ascesa e della caduta​ dell’Impero romano, i⁤ ricercatori hanno estratto il DNA da ‌136‌ individui antichi scavati ‌in 20 ⁤diversi siti⁣ in tutta la regione balcanica, definita⁢ come ⁢la regione delimitata dai ⁤mari Adriatico, Mediterraneo centrale e Egeo e dai fiumi ​Danubio medio e‍ inferiore e Sava. Questi siti includevano grandi⁢ città romane,‍ fortezze militari e ⁣piccole città rurali. Il team si è concentrato su ​tre periodi: durante l’espansione e l’apice dell’Impero Romano⁣ (1-250 d.C.),⁣ durante il tardo periodo imperiale (circa 250-550 d.C.) ⁣e dopo il crollo dell’Impero d’Occidente⁢ (550-1000 d.C.).

Metodologia e scoperte sorprendenti

Per fornire⁢ un contesto culturale e storico ai dati genetici, il team ha collaborato con archeologi e storici locali. Per ogni ‍tomba, ‌hanno documentato il tipo ‌di sepoltura,‍ così come eventuali oggetti sepolti insieme agli individui, come monete, gioielli, ceramiche,​ utensili e ⁤armi. I ricercatori hanno anche utilizzato la datazione‌ al radiocarbonio per verificare l’età di‌ 38 degli individui antichi, generando dati isotopici che forniscono una finestra sulla dieta ⁤di quegli individui.

I ricercatori sono rimasti ​sorpresi nel non trovare⁢ prove di ascendenza italiana dell’età ⁢del ​ferro ‍nelle popolazioni balcaniche durante⁢ l’apice dell’Impero Romano. ⁣Invece, hanno dimostrato che c’era un afflusso di persone dall’Anatolia occidentale, un’altra parte dell’Impero Romano, durante quel periodo. Hanno anche⁣ trovato prove di migrazioni individuali nei Balcani ⁢sia dall’interno che dall’esterno dell’Impero Romano.​ In particolare, un maschio di 16 anni scavato da⁣ una necropoli in ‌una grande città romana era⁤ di ascendenza africana orientale al ‍100%. L’individuo​ era ‌sepolto con ‍una lampada ad olio raffigurante l’iconografia dell’aquila ​legata a Giove, ⁢ma ‍l’analisi isotopica dei suoi denti ‍indicava che aveva consumato fonti di proteine marine ⁤durante l’infanzia e quindi era probabilmente cresciuto in una località lontana.

Il tardo periodo imperiale e l’influenza slava

Durante il tardo periodo imperiale, tra il 250 e il 550 d.C., i ricercatori hanno rilevato migranti con‍ ascendenza mista dall’Europa⁢ settentrionale ⁣e ⁢dalla steppa pontico-caspica. “Abbiamo scoperto che queste​ due ascendenze – europea centrale/settentrionale e sarmato-scita – tendevano a venire insieme, il che‌ suggerisce che queste sono probabilmente‍ state⁢ confederazioni multi-etniche di persone in movimento”, afferma l’autore principale e ⁢genetista​ delle popolazioni David Reich dell’Università​ di Harvard.

Tuttavia, queste fonti di ascendenza scomparvero dopo il 700 d.C. Dal 600 d.C., poco⁢ dopo la caduta‍ dell’Impero Romano d’Occidente,‌ ci fu un importante‍ afflusso di individui dall’Europa orientale. Dopo ‍il 700 d.C., ​gli individui nei Balcani avevano una composizione ancestrale molto simile ai gruppi presenti oggi nella regione, suggerendo che queste migrazioni hanno portato all’ultimo grande cambiamento demografico nell’area. Queste migrazioni coincidono con le ⁤migrazioni slave registrate, ⁣ma l’analisi del DNA fornisce ⁢informazioni sulla scala di ​queste migrazioni che è impossibile ottenere dalle risorse storiche.

Direzioni ‍future e miglioramenti dello studio

“Ci⁤ sono ‌state discussioni su quanto queste migrazioni fossero impattanti e fino ⁤a che punto la diffusione‌ della lingua slava sia stata in ⁢gran parte ⁣attraverso influenze culturali o movimenti‌ di persone, ma il nostro studio‍ mostra‍ che queste ⁣migrazioni hanno avuto un profondo‍ effetto demografico”, afferma Reich. “Più della metà⁣ dell’ascendenza della⁣ maggior parte dei popoli‍ nei Balcani oggi proviene dalle migrazioni slave,‍ con circa un terzo‍ di ascendenza slava anche in paesi come ⁤la Grecia dove oggi non si parlano lingue slave.”

Il team sta già pianificando quella che chiamano la ‍”versione due” dello studio, che sfrutterà i miglioramenti nelle ‍tecnologie del DNA antico.‌ “Ora siamo in grado di sequenziare centinaia di individui dallo ​stesso ‍sito, quindi possiamo passare a un altro livello di⁤ risoluzione e iniziare a capire di ​più sulle interazioni sociali e la parentela‌ tra i diversi individui”, afferma⁤ Olalde.

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