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La proposta dell’ONU per⁤ ridurre il consumo di carne e combattere il cambiamento climatico

Una recente iniziativa delle Nazioni Unite ha sollevato l’idea che le nazioni a reddito più​ elevato dovrebbero ridurre il loro ​consumo di carne, migliorando ⁣al contempo l’accesso per ‍i ⁤paesi a basso reddito, come ⁤misura⁣ per combattere il cambiamento climatico.

Una mappa stradale per i ‌sistemi⁣ alimentari globali

La prima⁢ volta per la⁣ FAO

Per la⁢ prima volta,⁢ l’Organizzazione delle Nazioni Unite ‍per l’Alimentazione e‍ l’Agricoltura (FAO) ha pubblicato ⁢una mappa stradale⁤ per i sistemi alimentari globali, delineando le aree prioritarie per la riduzione delle emissioni⁤ nel⁤ settore agricolo. L’organismo internazionale ha suggerito che gli stati più ricchi “possono trarre vantaggio​ dalla riduzione ​del consumo di alimenti‍ di origine animale”,⁤ mentre le⁤ nazioni più povere possono beneficiare di un accesso migliorato a tali alimenti.

Un ‍piano non vincolante

Sebbene il piano non‍ vincolante non approfondisca politiche prescrittive, la proposta dell’ONU delinea a⁤ grandi linee ⁤dove i paesi dovrebbero concentrarsi​ per “riequilibrare” le risorse, come⁤ il consumo di carne, ⁤lo spreco alimentare e l’uso di fertilizzanti. Il ⁣piano afferma che i paesi dovrebbero puntare ⁤a​ una ⁣”distribuzione ‌più equa senza contrapporre le nazioni sviluppate a quelle in via di sviluppo”.

Riequilibrare globalmente

“Il riequilibrio⁤ globale non riguarda l’aumento della produzione in‌ luoghi⁢ improduttivi, ma lo ‌spostamento di ⁢essa nelle ‌regioni” nel modo più efficiente o nelle aree con ⁢”grande potenziale”, ha affermato il piano.

Non dettare diete specifiche

Tuttavia, la proposta‍ chiarisce che non ⁣intende “dettare ​diete specifiche”, ma garantire l’adesione ai principi per diete sane.

Un equilibrio tra fame zero e riscaldamento globale

Obiettivi ambiziosi

La proposta si​ pone ‌come uno sforzo della FAO per ⁤trovare un equilibrio tra il ⁤raggiungimento dell’obiettivo ‌di ⁣fame ​zero entro il 2030 e il⁢ limitare il⁤ riscaldamento globale⁤ a 1,5 gradi Celsius ‌sopra i ⁢livelli‍ preindustriali. Il piano è stato rilasciato durante la Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici ​del 2023, o COP28, il più grande summit globale sul clima a Dubai.

Focus sulla produzione alimentare

Ciò che distingue questa conferenza dalle precedenti ⁤è il suo focus sulla produzione alimentare, un ⁢settore che è rimasto indietro rispetto ad altri‌ nell’impegno e nell’azione⁤ per‌ la riduzione‍ delle ‌emissioni. Tuttavia, i sistemi alimentari rappresentano ⁤circa un terzo delle emissioni globali di gas serra.

Dieci domini di⁢ intervento

Il​ piano⁢ si è concentrato su 10 domini: ‍allevamento, diete⁤ sane, perdita ‍e spreco di⁤ cibo, suolo e⁤ acqua, ​colture, foreste e zone umide, energia pulita, pesca e acquacoltura. Il⁢ piano ha⁢ stabilito​ obiettivi per le emissioni derivanti⁣ dall’allevamento, mirando a‌ ridurle del ‍25%‌ rispetto ai livelli del 2020 entro il 2030, ⁣e affinché la‍ produttività totale ‍dei fattori cresca dell’1,7% ⁢all’anno a livello globale. Il piano ‍mira inoltre a ridurre lo spreco alimentare globale pro capite del 50% ai livelli di⁤ vendita al dettaglio e consumo, insieme alla richiesta che tutti gli sprechi alimentari siano utilizzati per l’alimentazione animale, il miglioramento del suolo o ‌la produzione di bioenergia.

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