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La ricerca sulla materia oscura e la possibile esistenza degli ​assioni

La materia‌ oscura è uno dei ‍componenti‍ più misteriosi e ricercati del nostro universo. Nonostante gli sforzi degli scienziati, ⁣questa ⁣forma di materia non è ancora⁢ stata rilevata direttamente,⁢ ma si⁤ stima che costituisca circa ⁢l’85% della ​materia presente​ nell’universo. La sua esistenza​ è dedotta principalmente attraverso l’effetto ​gravitazionale che esercita sugli altri oggetti astronomici. Tuttavia, gli ⁢scienziati sono alla ricerca di ⁤qualcosa di ‍più: vogliono ‍poter vedere o quantomeno rilevare direttamente​ la materia oscura e comprendere di cosa sia fatta.

La teoria⁢ degli assioni

Una delle⁣ ipotesi più accreditate è che la materia ⁢oscura sia composta da particelle teoriche chiamate assioni. Queste particelle ipotetiche sono⁣ state introdotte negli anni ⁤’70 per​ risolvere un problema legato alla fisica delle particelle, in particolare alla separazione delle cariche⁣ positive e negative ⁣all’interno del⁣ neutrone. Il premio Nobel Frank Wilczek propose il nome “assione”, ispirato⁢ anche da un detersivo omonimo, per ​indicare questa nuova particella che avrebbe potuto “pulire” ⁢il problema in questione.

Nonostante ​non siano mai stati rilevati, gli‌ assioni potrebbero ‍risolvere non uno, ma due ‍problemi. Diverse teorie delle​ particelle elementari, tra cui la⁢ teoria delle⁤ stringhe, ‌suggeriscono l’esistenza di particelle simili agli ⁣assioni. Se‌ gli assioni fossero effettivamente‍ presenti nell’universo, potrebbero costituire ⁣una parte o addirittura la ​totalità della materia‌ oscura mancante. Ma come possiamo rilevarli?

La luce ⁣come chiave⁢ di rilevamento

Se le⁢ teorie che ‍prevedono​ gli assioni sono corrette, questi⁢ ultimi ⁢potrebbero ​essere prodotti in grande quantità⁣ nell’universo e alcuni di ⁣essi potrebbero convertirsi in luce ⁢in presenza di campi ‍elettromagnetici forti. Questo potrebbe essere il ‌metodo per rilevare gli assioni e, ‌di conseguenza, ‍la materia oscura.

Le⁤ regioni circostanti le stelle di ‌neutroni rotanti, note ⁢come pulsar, sono‌ i luoghi dell’universo dove si ‍verificano i campi elettrici e magnetici più‍ forti. Le pulsar, oggetti densi con una massa simile a quella del nostro Sole ma con un ‌raggio‍ circa ⁣100.000 volte più piccolo,‍ emettono⁢ fasci stretti ⁤e luminosi di emissione ‌radio‍ lungo il loro asse di rotazione. La rotazione rapida delle pulsar‍ le trasforma in elettromagneti estremamente ‍potenti, che potrebbero essere ⁢efficienti “fabbriche”⁤ di assioni.

Un gruppo di⁣ fisici e astronomi ha‌ costruito un quadro teorico completo che permette ​di comprendere in dettaglio come gli assioni vengono prodotti, come ⁣sfuggono alla forza gravitazionale‌ della ‍stella ‍di neutroni ⁣e come si convertono‍ in ‌radiazione radio⁣ a ⁣bassa energia durante la loro fuga.

Testare‍ i modelli⁣ degli assioni

I‍ risultati teorici sono stati ⁢poi‌ messi ‌alla prova ⁣attraverso osservazioni di 27 pulsar vicine. Purtroppo, i risultati non hanno ​confermato ‍l’esistenza⁢ degli assioni, ma questo non significa che la ⁢ricerca debba fermarsi. ​Al‍ contrario, la mancata osservazione di segnali ​radio provenienti⁣ dagli assioni ha posto i limiti più stringenti ad oggi sull’interazione che gli assioni possono‍ avere⁤ con la luce.

L’obiettivo finale è dimostrare l’esistenza degli assioni o escludere con certezza che ‌siano un componente della‌ materia oscura. I risultati attuali sono⁢ solo un primo passo in questa direzione e⁣ potrebbero aprire la strada a ⁢un nuovo campo interdisciplinare che potrebbe avanzare significativamente la ​ricerca sugli assioni.

Riferimento: “Novel Constraints ⁤on Axions Produced in Pulsar Polar-Cap Cascades” di Dion Noordhuis, Anirudh⁣ Prabhu, Samuel J.​ Witte, Alexander Y. ⁢Chen, Fábio Cruz e‌ Christoph Weniger, 15 settembre 2023, Physical Review Letters. DOI: 10.1103/PhysRevLett.131.111004

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