Il riscaldamento globale è una delle sfide più urgenti che l’umanità deve affrontare. La temperatura media della superficie terrestre è già aumentata di 1,2°C rispetto ai livelli pre-industriali e l’obiettivo di limitare l’aumento a 1,5°C sembra sempre più difficile da raggiungere. Alcuni scienziati del clima sostengono che per evitare un ulteriore riscaldamento, oltre a ridurre le emissioni di gas serra, sia necessario intervenire sulla riflessione solare del nostro pianeta.
Il dibattito tra scienziati
La posizione di James Hansen
James Hansen, climatologo della Columbia University, ha recentemente pubblicato uno studio in cui sostiene che le temperature aumenteranno più rapidamente di quanto previsto dal Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC). Secondo Hansen, l’obiettivo di 1,5°C è ormai irraggiungibile e per contenere il riscaldamento al di sotto dei 2°C, non basta più puntare alle emissioni zero. Egli propone di accelerare il pensionamento dei combustibili fossili, una maggiore cooperazione tra i principali inquinatori e, in modo controverso, di intervenire sull’equilibrio della radiazione terrestre per raffreddare la superficie del pianeta.
La posizione di Michael Mann
Michael Mann, altro noto scienziato del clima, ha invece criticato la gestione della radiazione solare, definendola “potenzialmente molto pericolosa” e una “azione disperata”. Mann sostiene che la riduzione dei gas serra sia sufficiente a prevenire un riscaldamento che minacci la stabilità economica e sociale.
La bilancia della radiazione terrestre
Ridurre il riscaldamento globale
Esistono due modi per ridurre il riscaldamento globale: aumentare la quantità di calore irradiato dalla superficie terrestre che sfugge nello spazio e aumentare la quantità di luce solare riflessa nello spazio prima che venga convertita in calore. Entrambe le strategie hanno tempi di risposta diversi: intervenire sulla perdita di calore raffredda il pianeta lentamente, mentre aumentare la riflessione solare ha un effetto immediato.
Quando finirà il riscaldamento?
Secondo Mann, raggiungere le emissioni zero entro la metà del secolo stabilizzerà la temperatura superficiale della Terra. Hansen, invece, sostiene che se la concentrazione di gas serra rimane vicina ai livelli attuali, la temperatura si stabilizzerà solo dopo centinaia di anni, con un aumento di 8-10°C rispetto ai livelli pre-industriali. Per evitare questo scenario, Hansen ritiene necessario rendere la Terra più riflettente.
La necessità di agire
Il riscaldamento continua
Hansen ha analizzato nuovi dati che coprono gli ultimi 65 milioni di anni e ha dimostrato che i modelli IPCC hanno sottostimato l’effetto riscaldante delle emissioni di gas serra e il tempo di risposta del clima a questi cambiamenti.
Tempo di riflessione
Le differenze tra Mann e Hansen sono significative per la risposta globale al cambiamento climatico. Mentre Mann ritiene che raggiungere le emissioni zero sia sufficiente, Hansen sostiene che sia necessario anche rendere la Terra più riflettente. Dati indicano che la Terra si è già oscurata a causa della perdita di ghiaccio.
È fondamentale che scienziati come Mann e Hansen risolvano le loro differenze per aiutare il pubblico e i decisori politici a comprendere cosa sia necessario per minimizzare il rischio di distruzione massiccia e diffusa degli ecosistemi e dei suoi effetti disastrosi sull’umanità. Anche se l’obiettivo di 1,5°C potrebbe essere compromesso, potrebbe ancora esserci tempo per prevenire fallimenti sistemici a catena, ma solo se smettiamo di litigare sulla natura e l’entità dei rischi.