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Uno studio condotto dalle università di​ Oxford e Pittsburgh ha evidenziato come i⁢ team che lavorano a‍ distanza siano meno efficaci nel ‌raggiungere innovazioni rivoluzionarie rispetto ai team che operano in presenza. Analizzando milioni di articoli di ricerca e ⁤brevetti, lo ‍studio‌ sottolinea​ le difficoltà nell’integrare idee a distanza e invita a trovare un equilibrio tra investimenti nell’infrastruttura digitale e fisica.

La ricerca pubblicata su Nature

La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, indica che i ​team a distanza ⁤hanno‍ minori probabilità di realizzare scoperte significative rispetto ai team che lavorano sul posto, suggerendo la necessità di un approccio equilibrato ⁢agli ‌investimenti infrastrutturali digitali e ⁤fisici per favorire​ l’innovazione.

Le difficoltà delle collaborazioni remote

Secondo la ricerca, guidata dalle ‍università di ‌Oxford e Pittsburgh, i team che collaborano a ​distanza hanno ‌minori probabilità di realizzare scoperte rivoluzionarie rispetto a quelli che lavorano in presenza. Il principale risultato dello studio, pubblicato il 29 novembre su Nature, è che, sebbene la collaborazione a distanza abbia il potenziale di⁢ fornire nuove e creative idee ⁢scientifiche attraverso‌ un più facile accesso a un‍ pool di conoscenze globale,⁣ è più difficile per ​questi team integrarsi ‌efficacemente per ottenere risultati⁤ dirompenti.

Il‌ professor Carl Frey, coautore principale dello studio e professore associato di AI ‌& Work​ presso ‍l’Oxford Internet Institute‍ e direttore del‍ Oxford Martin Programme on the Future of Work, ha dichiarato: “La rivoluzione informatica e l’ascesa di Internet‌ hanno collegato talenti da ⁢tutto ‌il mondo, ⁣tuttavia, piuttosto che accelerare come molti avevano previsto, gli studi hanno mostrato che l’innovazione rivoluzionaria è in‍ declino. ​Il nostro articolo fornisce una spiegazione per questo ⁤fenomeno: mentre la collaborazione a distanza via internet può riunire diversi pool di‌ talenti, rende⁤ anche più difficile fondere le ⁤loro idee.”

L’analisi di articoli di ricerca‌ e brevetti

Il team ha analizzato oltre 20 milioni di articoli​ di ricerca pubblicati tra il 1960 e il 2020, da 22,5 milioni di scienziati⁤ in 3.562 città. Hanno inoltre esaminato quattro milioni di brevetti depositati tra il 1976 e il 2020, da 2,7 milioni di inventori in 87.937 città.

Nel corso di‍ questo periodo, i ricercatori hanno scoperto che:

– La distanza media tra i membri del team per gli articoli è aumentata da 100 ​chilometri a quasi 1.000 chilometri e, per i brevetti, da 250 chilometri a 750 ⁣chilometri;
– La frazione di collaborazioni ⁣a lunga ‌distanza estremamente lunghe (di oltre 2.500 chilometri)⁢ è aumentata ⁢sostanzialmente‍ dal ‌2% al 15% per gli articoli e dal 3% al 9% per i brevetti;
– Tuttavia, i ricercatori in ⁣questi team ⁣a distanza rispetto‍ ai loro colleghi in presenza ⁣erano costantemente meno propensi a realizzare scoperte‌ rivoluzionarie;
– I ⁣ricercatori in team a distanza erano anche‌ meno propensi a impegnarsi in compiti concettuali (necessari per produrre ‌ricerche rivoluzionarie), come concepire ⁤ricerche o scrivere ‌articoli. Tuttavia,‍ erano più propensi a contribuire a compiti tecnici, come eseguire esperimenti e analizzare dati.

Il‍ team afferma che i risultati dello studio hanno importanti⁤ implicazioni‍ politiche: il passaggio al lavoro a distanza dopo ⁤la pandemia potrebbe facilitare miglioramenti più piccoli e ‍più graduati nella ricerca ‍scientifica, ma potrebbe rendere più difficile la realizzazione di scoperte rivoluzionarie. Pertanto, l’attenzione all’infrastruttura digitale non dovrebbe avere la‍ precedenza ‌sugli investimenti nell’infrastruttura fisica che aiutano a ridurre i costi ⁣di viaggio ​e ⁣rendono l’abitazione più accessibile.

Il professor Lingfei Wu, coautore principale dello studio e professore assistente di‍ Scienze dell’Informazione presso la⁤ School of Computing and Information dell’Università di Pittsburgh, ha affermato: “L’innovazione vera⁤ e propria spesso ha una città natale. Questo perché ‌la prossimità‌ geografica rompe la gerarchia, consentendo strutture di team piatte ⁤e una comunicazione intensiva essenziale per concepire idee rivoluzionarie. È più facile, ad esempio, per⁣ uno studente di dottorato discutere⁢ informalmente idee⁤ con un professore senior in un corridoio piuttosto ⁤che tramite email. Anche con i progressi digitali, le riunioni⁢ online non possono sostituire completamente il valore unico delle interazioni faccia ‌a faccia nel alimentare l’innovazione.”

Riferimento:⁤ “Remote collaboration fuses fewer ‍breakthrough ​ideas”‍ 29​ novembre 2023, Nature.
DOI: 10.1038/s41586-023-06767-1

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