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Le Cicadi: Come Queste Antiche Piante Sopravvissero ‌all’Era dei Dinosauri

Le⁤ cicadi, piante antiche risalenti all’era‌ mesozoica, sono sopravvissute fino⁣ ai giorni nostri grazie ‌a una​ relazione ‌simbiotica con batteri fissatori di azoto. Questa scoperta offre nuove prospettive sull’evoluzione ​ecologica‍ delle cicadi e sulla loro adattabilità ai cambiamenti climatici del​ passato.

Le Cicadi e l’Era​ Mesozoica

Le cicadi, un tempo piante‌ diffuse durante l’era mesozoica, sono per lo‍ più estinte, con poche specie che ⁢sopravvivono in aree ‍tropicali e subtropicali. Queste piante, che un ⁣tempo erano il cibo preferito dei dinosauri erbivori, hanno contribuito a ‍sostenere questi e altri animali preistorici durante l’era ⁣mesozoica, iniziata 252 milioni di anni fa, grazie⁣ alla loro abbondanza ⁤nel sottobosco‍ delle foreste. ‍Oggi,⁤ solo poche ⁣specie di‍ queste piante​ simili a palme ‍sopravvivono in habitat tropicali e subtropicali.

Estinzione e Sopravvivenza⁢ delle Cicadi

Come i loro ‍grandi erbivori, la maggior⁢ parte‍ delle⁤ cicadi si è estinta. La loro⁤ scomparsa dai loro ⁤precedenti habitat è iniziata durante ​il ​tardo mesozoico e si è protratta fino all’inizio dell’era cenozoica, segnata​ dall’impatto catastrofico di un asteroide e dall’attività vulcanica che segnano il confine K-Pg ‌66 milioni⁤ di anni fa. Tuttavia, a differenza dei dinosauri,‌ alcuni gruppi di‌ cicadi sono riusciti a sopravvivere fino ai giorni nostri.

La Sopravvivenza delle Cicadi e​ i Batteri Simbionti

Una nuova ricerca ha scoperto che le cicadi sopravvissute si⁢ sono affidate a batteri simbionti per la fissazione dell’azoto, una caratteristica non riscontrata nelle⁢ loro​ controparti estinte.⁤ Queste cicadi, come le moderne leguminose e altre piante che ​utilizzano la ​fissazione dell’azoto, scambiano i loro zuccheri con i batteri nelle loro radici in cambio di azoto prelevato dall’atmosfera.

Lo Studio sulle Cicadi e ‍le Scoperte

Lo studio,⁢ pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution, ha concluso che le specie di ‍cicadi sopravvissute si sono affidate‍ a batteri simbionti nelle loro ‍radici,‌ che forniscono loro l’azoto necessario‍ per crescere. L’autore​ principale dello studio, Michael Kipp,‌ ha analizzato⁢ alcuni fossili di piante molto antiche durante il suo dottorato presso l’Università di Washington, scoprendo⁢ che la maggior parte delle vecchie cicadi non erano fissatrici di ⁤azoto, ma ⁣queste si ‌sono rivelate essere le linee⁢ estinte.

Metodi ‍e Scoperte

Gran parte di ciò che sappiamo sulle antiche atmosfere proviene​ da studi chimici sulla vita marina antica e sui sedimenti. Applicare alcuni di questi metodi alle piante terrestri è un nuovo approccio. “All’inizio del progetto, non c’erano dati‌ pubblicati sugli isotopi dell’azoto provenienti da fogliame di piante fossilizzate”, ha detto Kipp. Ci è voluto un po’ di‌ tempo per perfezionare il metodo e ottenere campioni di preziosi ​fossili di piante che i curatori dei musei erano riluttanti a vedere vaporizzati per ottenere ‍i dati.

Implicazioni e⁣ Ricerche Future

Non è ancora chiaro come la fissazione dell’azoto abbia​ aiutato le cicadi sopravvissute. Potrebbe averle aiutate a resistere al drastico cambiamento climatico o potrebbe averle permesso di competere ​meglio con le piante‌ angiosperme a crescita più rapida che fiorirono‌ dopo l’estinzione. “Questa⁤ è una nuova tecnica con la quale possiamo fare molto ‌di più”, ha detto ⁤Kipp.

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