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Secondo ‌un recente rapporto delle Nazioni Unite, i produttori mondiali di combustibili ⁢fossili ⁣stanno pianificando un’espansione che ‍supererebbe di due volte il budget di carbonio del pianeta. Gli esperti hanno definito ⁣questi ​piani come “folli” e che mettono in‌ discussione il ​futuro dell’umanità.

Le contraddizioni delle politiche energetiche

Le politiche energetiche dei paesi ⁤produttori di⁢ petrolio

Il rapporto evidenzia come i piani ⁣energetici dei paesi produttori⁣ di petrolio siano in contraddizione con ⁢le loro ‍politiche ⁣e impegni climatici. Questi piani porterebbero a​ una produzione di carbone superiore del 460%, ‍di gas del 83% e di ⁢petrolio del 29% nel 2030 rispetto a quanto sarebbe possibile bruciare se l’aumento della temperatura globale dovesse essere⁣ mantenuto entro l’1,5°C,⁣ come concordato a livello internazionale. Inoltre, i‌ piani⁣ produrrebbero il 69% in più di ​combustibili fossili ⁤rispetto a quanto è‍ compatibile con l’obiettivo ‌più rischioso di 2°C.

I paesi‍ responsabili ⁢delle maggiori emissioni​ di carbonio

I paesi responsabili ​delle⁤ maggiori ​emissioni​ di carbonio derivanti dalla produzione pianificata‍ di combustibili fossili sono l’India (per il carbone), ‍l’Arabia Saudita ‍(per il petrolio) ‌e la Russia (per il carbone, il petrolio e il⁣ gas). ⁣Anche gli Stati ‍Uniti e il‌ Canada prevedono di essere importanti produttori di petrolio, così come gli Emirati‌ Arabi Uniti, che ospiteranno⁢ il ⁤cruciale‍ vertice sul clima delle‌ Nazioni Unite,‍ Cop28, che inizia il 30 novembre.

Il conflitto fondamentale alla base ‌della crisi climatica

La dipendenza dai combustibili fossili

Il rapporto mette in⁢ evidenza il conflitto fondamentale alla base della crisi⁣ climatica: la combustione dei combustibili fossili ​deve essere rapidamente ridotta a zero, eppure⁢ gli stati produttori di petrolio e le aziende intendono continuare a fare trilioni ⁢di dollari all’anno aumentando la produzione.⁢ “La dipendenza dai combustibili fossili ‍ha ancora ⁢le sue grinfie ben piantate⁤ in molte nazioni”, ha dichiarato Inger Andersen, ‌direttore esecutivo del ‌programma ambientale delle Nazioni ⁢Unite. “Questi piani mettono in discussione il futuro dell’umanità. I governi devono ⁤smettere di dire una cosa‍ e fare un’altra”.

Le promesse climatiche dei governi

Nonostante le promesse climatiche, i governi pianificano di investire ancora più denaro in un’industria sporca e‍ morente, ⁣mentre ci sono molte opportunità in un settore dell’energia‍ pulita ⁢in piena espansione. “Oltre‍ all’insanità economica, è un disastro climatico di nostra creazione”, ha affermato Neil Grant, analista presso il think ⁣tank Climate Analytics e autore del rapporto.

Conclusioni

Il rapporto sottolinea che ‌solo ⁢quattro paesi hanno​ piani secondo i quali⁤ le emissioni complessive dei combustibili ​fossili che ‍producono diminuirebbero: il Regno Unito, la Cina, la Norvegia e la Germania. Inoltre, avverte che fare affidamento⁣ su una futura tecnologia incerta per catturare la CO2 e rimetterla sottoterra è rischioso: “I paesi dovrebbero puntare a una ⁢quasi totale eliminazione della produzione e dell’uso‌ del carbone entro ‍il ​2040, e a⁢ una riduzione ​combinata della produzione e dell’uso di petrolio e⁤ gas di tre⁤ quarti ‍entro il 2050, almeno”.

António Guterres, il​ segretario generale delle Nazioni​ Unite, ha dichiarato: “I ‍governi stanno letteralmente raddoppiando ‌la produzione di ​combustibili fossili – ciò significa ‌il doppio dei problemi per le persone e il ‌pianeta. ⁤I combustibili fossili stanno mandando‍ in fumo gli obiettivi climatici ‍essenziali”.

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