La sopravvivenza dei dinosauri carnivori: l’importanza della spoliazione delle carcasse
Secondo recenti studi pubblicati sulla rivista open-access PLOS ONE, i dinosauri carnivori potrebbero aver evoluto specifiche caratteristiche per sfruttare l’abbondanza di enormi carcasse. Questa ricerca, condotta da Cameron Pahl e Luis Ruedas della Portland State University, Oregon, insieme ai loro colleghi, suggerisce che i resti dei giganteschi dinosauri sauropodi potrebbero aver rappresentato una fonte significativa di nutrimento per i grandi dinosauri predatori.
Analisi del modello basato sugli agenti
Ipotesi e creazione del modello
I dinosauri carnivori vivevano in ecosistemi ricchi di prede, sia vive che morte. Gli autori ipotizzano che le grandi carcasse, come quelle dei dinosauri sauropodi, potrebbero aver fornito una fonte di cibo importante per i grandi carnivori. Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno creato un modello basato sugli agenti, una simulazione virtuale semplificata di un ecosistema di dinosauri. Questo modello si basava sulla fauna antica della Formazione Morrison dell’era Giurassica, che includeva grandi predatori come l’Allosaurus, insieme a grandi sauropodi, le loro carcasse e un’infinità di stegosauri cacciabili.
Risultati del modello
Nel modello, ai carnivori (destinati a simulare gli allosauri) sono state assegnate caratteristiche che avrebbero migliorato le loro capacità di caccia o spoliazione mentre ottenevano energia dalle fonti di carne (simulando prede vive o carcasse di sauropodi). Il modello ha misurato l’adattabilità evolutiva di questi carnivori simulati e ha scoperto che, quando erano disponibili grandi fonti di carogne di sauropodi, la spoliazione era più redditizia della caccia, suggerendo che i carnivori in tali ecosistemi potrebbero aver evoluto caratteristiche specializzate per aiutarli a rilevare e sfruttare le grandi carcasse.
Comportamenti di spoliazione in evoluzione
Limiti del modello
Gli autori sottolineano che questo modello rappresenta una semplificazione di un sistema complesso e che i risultati potrebbero essere modificati con l’inclusione di più variabili, come ulteriori specie di dinosauri o caratteristiche della storia della vita dei dinosauri simulati. Fanno notare che modelli come questo potrebbero migliorare la nostra comprensione di come la disponibilità di carogne possa influenzare l’evoluzione dei predatori.
Conclusioni
Gli autori concludono: “Il nostro modello evolutivo dimostra che grandi teropodi come l’Allosaurus avrebbero potuto evolvere per sussistere sulle carogne di sauropodi come risorsa primaria. Anche quando erano disponibili prede cacciabili, la pressione selettiva favoriva gli spazzini, mentre i predatori soffrivano di una minore adattabilità. Quindi pensiamo che gli allosauri probabilmente aspettavano che un gruppo di sauropodi morisse nella stagione secca, si cibavano delle loro carcasse, immagazzinavano il grasso nelle loro code, poi aspettavano la stagione successiva per ripetere il processo. Questo ha senso anche logicamente, perché una singola carcassa di sauropode aveva abbastanza calorie per sostenere circa 25 allosauri per settimane o addirittura mesi, e i sauropodi erano spesso i dinosauri più abbondanti nell’ambiente”.
La sopravvivenza dei dinosauri carnivori: l’importanza della spoliazione delle carcasse