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Scoperta una nuova specie di mosasauro:​ il ​Jormungandr walhallaensis

Il recente ritrovamento di una nuova specie di mosasauro, il Jormungandr walhallaensis, offre preziose informazioni sulla storia evolutiva di questi‍ antichi rettili marini e sulla ⁢storia geologica del Nord America nel tardo Cretaceo. Questa specie di transizione colma un vuoto tra i mosasauri primitivi e quelli⁤ più ⁢avanzati,⁢ suggerendo nuovi dettagli sulle loro adattamenti acquatici e sulla loro discendenza.

Il Jormungandr walhallaensis: un gigantesco rettile marino di transizione

Gli scienziati hanno recentemente identificato una nuova specie di mosasauro, grandi rettili acquatici carnivori che vivevano nel tardo⁢ periodo Cretaceo. Con caratteristiche “di transizione” che lo collocano tra due mosasauri ben noti, la nuova specie è stata chiamata in onore di un serpente marino della ‍mitologia norrena, ‍Jormungandr, e della piccola città del Nord Dakota,‍ Walhalla, vicino⁣ alla quale è stato trovato il fossile.

Caratteristiche comparative e contesto storico

“Se mettessi delle pinne su un drago di Komodo e lo ingrandissi molto, avresti un’idea di come sarebbe apparso”, ha detto l’autrice principale‌ dello studio Amelia Zietlow, studentessa ⁣di dottorato in ​biologia comparata presso la Richard Gilder⁤ Graduate School dell’American Museum of Natural History.

Il primo mosasauro è ⁤stato scoperto più di 200 anni fa, e la parola “mosasauro” precede la parola “dinosauro”. Tuttavia, molte domande su questi ⁣animali rimangono senza ⁤risposta, tra cui quante volte hanno sviluppato pinne e​ sono diventati completamente acquatici – ⁣gli ricercatori pensano che⁢ sia successo almeno tre volte, forse⁤ quattro o più – e se sono più strettamente correlati ai varani o ai serpenti. Gli studiosi stanno ancora cercando di⁤ determinare come i ⁢diversi gruppi di mosasauri siano correlati tra loro, e il​ nuovo studio aggiunge un nuovo tassello a questo puzzle.

La scoperta⁢ del fossile

Il fossile su cui si basa lo studio ⁣è stato ‌scoperto nel 2015, quando i ricercatori ⁣che scavavano nella parte nord-orientale del Nord Dakota hanno trovato un esemplare impressionante: un cranio quasi completo, le ‍mascelle e la colonna vertebrale cervicale, oltre a‍ un certo numero di vertebre.

Dopo un’analisi approfondita e⁢ la ‍scansione della superficie del materiale fossile, Zietlow e i suoi collaboratori hanno scoperto che‍ questo animale è una nuova‌ specie con una serie di caratteristiche viste in‌ due mosasauri iconici: Clidastes, una forma di ⁣mosasauro più piccola e primitiva; ‌e Mosasaurus, una forma più grande che poteva raggiungere⁤ quasi 15 metri di lunghezza e viveva accanto al Tyrannosaurus‌ rex.‌ Si stima⁣ che l’esemplare fosse lungo circa 7 metri e, oltre ‍alle pinne e a una coda simile a quella di uno squalo, avrebbe avuto “sopracciglia arrabbiate” causate da una ⁤cresta ossea sul cranio, e una coda leggermente tozza che sarebbe stata più corta del suo corpo.

Significato evolutivo⁢ e geologico

“Mentre questi animali si evolgevano in questi giganteschi mostri‍ marini, stavano costantemente apportando modifiche”, ha detto Zietlow. “Questo lavoro ci⁤ avvicina un​ passo di più alla⁢ comprensione di come tutte queste diverse forme siano correlate tra loro”.

Il Jormungandr come precursore del⁤ Mosasaurus

Il lavoro suggerisce che il Jormungandr era un precursore del Mosasaurus e che ‌avrebbe vissuto circa 80 milioni di anni fa.

Importanza geologica del ritrovamento

“Questo fossile proviene da un periodo geologico negli ​Stati Uniti che non capiamo veramente”, ha detto l’autore Clint⁤ Boyd, del North Dakota Geological Survey. “Più riusciamo a riempire la linea temporale geografica, meglio possiamo capire queste creature”.

Il coautore Nathan Van Vranken del Eastern West Virginia Community and Technical College ha‌ aggiunto: “La storia del Jormungandr dipinge un quadro meraviglioso e ⁤contribuisce⁣ alla nostra comprensione​ delle regioni⁣ più settentrionali della via marittima interna, specialmente con i mosasauri, ‍e scoperte come queste possono​ stimolare la curiosità scientifica”.

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