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Un Ciclone romperà l'Estate al Nord, ma al Centro-Sud restano 40°C

Una bassa pressione a ovest del Portogallo alimenta l'anticiclone che rovescia caldo estremo in arrivo sull'Italia e temperature oltre i 40°C per alcune aree del Centro e Sud entro metà settimana, mentre al Nord si affacciano linee temporalesche con grandine, nubifragi e raffiche di vento violente.

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Il ciclone che preoccupa il meteorologo Reinhart

Il meteorologo Reinhart, sulla base delle informazioni fornite dal National Hurricane Center (NHC), ha diffuso ulteriori dettagli riguardo a quella burrasca a ovest del Portogallo che, vista dal satellite meteorologico, appare piuttosto inquietante e lo è a tutti gli effetti: ci sono state infatti alcune possibilità che potesse evolvere in una tempesta tropicale. Il sistema si trova alla latitudine appena a nord di Lisbona e a est delle Isole Azzorre, arcipelago che nei giorni scorsi è stato colpito da violentissimi temporali, con tempeste elettriche di straordinaria ed eccezionale intensità.

Tra l’altro questo ciclone – che significa area ciclonica, quindi una bassa pressione e non un uragano, per intenderci – staziona su acque che hanno una temperatura superficiale superiore alla media attorno a 2,5°C e in alcuni tratti addirittura 3°C. Apparentemente ciò può sembrare poco, ma invece è parecchio, perché comunque è come se questa area depressionaria fosse attiva molto più a sud, quindi in una regione atlantica dal clima tropicale, cioè laddove peraltro si formano le tempeste tropicali che poi migrano verso il Golfo del Messico, diventando uragani. Orbene, non diventerà un uragano, ma ci riguarda parecchio. Infatti questa bassa pressione è una spina nel fianco di un anticiclone maledetto.

Caldo in rinforzo su Centro e Sud Italia

Bisogna dire che sta già portando elevate temperature in Italia, anticiclone che garantisce purtroppo caldo, tra l’altro anche afoso, su tutta la penisola: una calura molto meno sentita al Nord Italia, bisogna comunque anche sottolinearlo, decisamente più pesante verso il Centro e il Sud. Tuttavia, la fase di violenza arriverà nel corso di questa settimana, a metà settimana per essere precisi, quando le temperature veramente impazziranno verso l’alto e i modelli matematici, anche quelli a più alta risoluzione e sono diversi, prospettano valori decisamente sopra i 40°C nelle zone interne della Sardegna, della Sicilia e di diverse aree meridionali, oltre ad alcune del Centro. Un respiro rovente di matrice sahariana che, per fortuna, non dovrebbe durare più di due o tre giorni.

Meteosat 23 agosto 2026 ore 12:00

Linee di instabilità sul Nord Italia

Nel Nord Italia, invece, ci sarà un susseguirsi di fronti temporaleschi: non chiamiamoli vere e proprie perturbazioni. Si tratta di linee di instabilità atmosferica che sviluppano aree temporalesche, e queste aree saranno più attive verso i monti, ma in Piemonte anche in pianura. Quindi Torino, per esempio, ne pagherà le conseguenze, così come tutte le varie province. I temporali si avvicineranno minacciosamente a Milano e il capoluogo lombardo potrebbe anche esserne colpito, ma con più veemenza i fenomeni avranno vigore sull’area a nord della città, quindi parliamo della Brianza, della zona dei laghi, poi delle Alpi e Prealpi lombarde.

Le fasce temporalesche si espanderanno successivamente verso est, interessando Trentino Alto Adige e Veneto, eccetto l’area del Po, dove potrebbe esserci sempre quella cella isolata che poi provoca anche grandinate devastanti, e poi il Friuli Venezia Giulia. I fenomeni di maggiore rilevanza sembrano tuttavia concentrati sul settore nord-occidentale e potrebbero colpire nuovamente anche la Liguria: qui ci potrebbe essere una situazione che si chiama convergenza, cioè masse d’aria che convergono sostanzialmente e che vanno a generare nubi a sviluppo verticale, quelle che ricordo essere chiamate cumulonembi, i quali arrivano poi a interessare anche le zone costiere. La Liguria risulta dunque a rischio soprattutto con il primo fronte.

Passando invece ai modelli matematici che hanno una maggiore risoluzione e affidabilità, questi ci dicono che i temporali andranno a interessare, seppur in maniera più sporadica rispetto al Nord, anche la Toscana, ancor meno l’Umbria e poi le Marche: rovesci sparsi di forte intensità e nuovamente violente raffiche di vento, rischio di nubifragio a carattere locale, grandinate. Solito discorso, il copione è già visto e rivisto ormai ogni volta che si presentano questi peggioramenti. Peraltro il Mar Ligure è caldissimo e segna temperature sopra i 30°C, anche se sono un po’ scese a causa di un rimescolamento dovuto ai fortissimi temporali che si sono scatenati tra giovedì e venerdì, capaci di generare fino a 500-600 fulmini al minuto.

Fulmini, un pericolo di cui si parla troppo poco

Riguardo ai fulmini devo evidenziare che sono un pericolo. Se ne parla molto poco, ma è un pericolo che può uccidere: recentemente, purtroppo, due persone sono state uccise. Non si parla però di quelle che invece vengono colpite e rimangono ferite, addirittura invalide. Quindi molta attenzione quando ci sono i fulmini: esistono numerose indicazioni, facilmente reperibili su Internet, per evitare di essere coinvolti.

Due scenari opposti sulla stessa penisola

Il cambiamento sarà quindi di due tipologie: la linea di instabilità sulle regioni settentrionali e, all’opposto, la vampata di aria caldissima su Italia centrale e meridionale, Sardegna e Sicilia, incentivata dal ciclone che vediamo a ovest del Portogallo. Un sistema che, come ho detto precedentemente, secondo l’istituto che se ne sta occupando attentamente, in collaborazione anche con la NOAA americana e con il centro uragani statunitense, non evolverà in uragano. Ma questo era già risaputo, perché ne abbiamo parlato analizzando la grave ondata di calore marino in atto sul Mediterraneo e il carburante che quelle acque, ormai vicine ai 33°C, mettono a disposizione dell’atmosfera.

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