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      Home » Caldo fino a 42°C e temporali lampo con grandine
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      Caldo fino a 42°C e temporali lampo con grandine

      L'anticiclone subtropicale non arretra: afa da record, notti oltre i 25°C e celle temporalesche capaci di scaricare grandine in pochi minuti. Il primo varco si intravede dopo il 17 agosto.

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 08/08/2026
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      13 Min Lettura
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      Contents
      • Un caldo che non si concede pause dalla Primavera
        • Perché la cupola subtropicale viene “definita cattiva”
        • Afa opprimente e notti insonni senza climatizzatore
        • Il fine settimana si annuncia tra sole improvvisi rovesci temporaleschi, ma vediamo il dettaglio
        • La rimonta anticiclonica e l’apice della calura
        • Temporali di calore, non perturbazioni
        • Lo spiraglio dopo la metà del mese

      Un caldo che non si concede pause dalla Primavera

      È il punto centrale di questa fase: il caldo non se n’è mai andato. La sequenza di rimonte anticicloniche è cominciata praticamente a maggio e non si è mai interrotta davvero, con tregue brevissime e quasi sempre confinate al settentrione. Ora l’alta pressione torna a rinforzarsi e i modelli matematici indicano un nuovo incremento termico, con picchi che potranno toccare i 42°C indifferentemente al Nord, al Centro o al Sud, in Sardegna e in Sicilia. Non esiste, in altre parole, un’area della Penisola al riparo: il valore estremo può comparire nella Valle Padana come nell’entroterra siciliano.

      Un promontorio anticiclonico di matrice subtropicale continua a proteggere – di fa per dire, vista l’emergenza caldo e ormai siccità – il Mediterraneo centro-occidentale, garantendo tempo stabile e calura intensa soprattutto sulle regioni centro-meridionali. Sul fronte opposto, le correnti perturbate atlantiche scorrono a nord della struttura e lambiscono le Alpi, alimentando l’instabilità atmosferica al settentrionale. Venerdì 7 agosto i temporali hanno interessato l’alta Lombardia e il Triveneto, con fenomeni isolati anche sulle pianure lombarde orientali, in linea con quanto già anticipato nell’analisi sulla piccola tregua attesa nel fine settimana.

       

      Perché la cupola subtropicale viene “definita cattiva”

      Stiamo sperimentando condizioni bariche eccezionali, attenzione, queste si manifestano in quota, non al suolo, perché se osservate il barometro domestico, non segna valori elevati. Questo è ancor peggio, la pressione atmosferica è elevata soprattutto in quota. La struttura anticiclonica africana possiede radici subtropicali e schiaccia con forza le masse d’aria verso il suolo che si riscalda. Questa dinamica, definita subsidenza, agisce esattamente come il tappo di una pentola a pressione: blocca la dispersione del calore e lo intrappola nei bassi strati dell’atmosfera. così che registriamo temperature non dissimili a località del Nord Africa, come Il Cairo, Tunisi, Algeri, per intenderci.

      Parallelamente, la temperatura dei mari ha oltrepassato la soglia critica dei 30°C. Un’enorme superficie liquida iper-riscaldata genera un’evaporazione imponente, che innalza gli indici di saturazione verso livelli allarmanti. Ne deriva un’oppressione bioclimatica pesantissima, con parametri di condensa paragonabili a quelli delle umidissime coste thailandesi o delle nazioni affacciate sul Golfo Persico. La stessa persistenza del blocco atmosferico è stata messa in evidenza anche nell’approfondimento sulla durata del caldo africano secondo il centro europeo.

       

      Afa opprimente e notti insonni senza climatizzatore

      C’è un elemento che rende questa fase diversa dalle precedenti, innanzitutto una durata simile a quella dell’estate 2003, quindi il caldo che si somma al tasso di umidità, elevatissimo, anche maggiore rispetto ad altre estati molto calde. Non parliamo di un caldo torrido e secco, bensì di una calura afosa, appiccicosa, con valori igrometrici che in varie aree ricordano quelli della Foresta Amazzonica: le zone costiere, le fasce precostiere e l’intera Pianura Padana sono le più penalizzate. Una curisità, c’è allarme caldo da “Foresta Amazzonica” anche nel lato della costa est del Nord America. Questo qualcosa vorrà dire.

      L’aria satura di vapore che viene dal mare impedisce l’evaporazione del sudore e amplifica in modo notevole la sensazione di calore percepita, che può superare di parecchi gradi il dato reale del termometro. In Italia è in disuso l’utilizzo di termine temperatura percepita, ma invece è fondamentale.

      Le notti: in molte aree d’Italia siamo ormai stabilmente in regime di notti tropicali, con minime che non scendono sotto i 20°C per le più fortunate, mentre sono sempre di più le località dove si registrano notti super tropicali, con valori minimi superiori ai 25°C. Sono le condizioni che l’organismo fatica maggiormente a sopportare, perché vengono a mancare le ore di recupero: Milano, Roma, Napoli, Bari, Palermo e Cagliari rientrano fra le città più esposte, ma il fenomeno riguarda anche Bologna e Firenze. L’unico modo per sfuggire al caldo notturno e dormire è l’aria condizionata in camera da letto, magari regolata ad una temperatura non esageratamente bassa, o con il deumidificatore ed in modalità notte.

       

      Il fine settimana si annuncia tra sole improvvisi rovesci temporaleschi, ma vediamo il dettaglio

      Tutta l’energia termica immagazzinata funge da polveriera atmosferica. Basta una minuscola infiltrazione fredda d’alta quota per accendere la miccia: il calore, più leggero, sale rapidamente e si scontra con i refoli freschi, generando nubi a sviluppo verticale estremamente violente.

      Sabato 8 agosto al Nord i temporali persistono fino alle prime ore del mattino sulle zone pianeggianti comprese tra Lombardia orientale, Emilia-Romagna e Veneto, con instabilità residua su Alpi e Prealpi in rapido riassorbimento. Altrove il tempo si mantiene stabile e poco nuvoloso, salvo foschie dense all’alba lungo la Pianura Padana.

      Dal pomeriggio si sviluppa nuvolosità cumuliforme a ridosso dell’Arco Alpino, in particolare sui settori centro-orientali, e lungo la dorsale appenninica settentrionale, con temporali sparsi sui rilievi e possibile sconfinamento sulle pianure pedemontane. Su Centro e Sardegna dominano cieli sereni, con addensamenti pomeridiani lungo l’Appennino tra Umbria, Lazio e Abruzzo e temporali isolati, localmente forti. Al Sud e in Sicilia prevale tempo soleggiato, a eccezione delle coste tirreniche della Calabria, dove la copertura si fa consistente nelle ore notturne. Le temperature minime risultano in deciso calo al settentrione, le massime in decisa diminuzione lungo il crinale tra Toscana, Emilia-Romagna e Marche, mentre persistono picchi fino a 40°C sulle aree interne del Centro-Sud tirrenico, in Umbria, Puglia e sulle regioni ioniche.

       

      Domenica 9 agosto l’instabilità si sposta verso le Alpi occidentali e l’Appennino centro-meridionale: nubi compatte fin dall’alba sui settori alpini e prealpini, temporali termoconvettivi in estensione all’Appennino emiliano e, nel pomeriggio, anche sulle pianure nord-occidentali, comprese quelle piemontesi. Al Sud la copertura aumenta nelle ore centrali, con fenomeni forti sulla Basilicata e più deboli su Molise, Campania, Calabria e Sicilia. Le massime scendono in modo marcato in Basilicata, calano su Valle d’Aosta, Piemonte e Puglia, aumentano altrove: l’ondata di calore prosegue con punte di 38-40°C nelle aree interne del Centro-Sud e della Sicilia, mentre al Nord le pianure superano i 35°C. I venti restano deboli e variabili ovunque, moderati settentrionali solo sulla Puglia; i mari vanno da poco mossi a mossi sull’Adriatico meridionale e sullo Ionio, calmi o quasi calmi altrove.

       

      La rimonta anticiclonica e l’apice della calura

      Il gigantesco scudo nordafricano ripara velocemente la breccia che sie era aperta e torna a fungere da cupola protettiva, ripristinando una monotona quiete meteorologica.

      Lunedì 10 agosto il cielo si presenterà sereno su tutto il Paese, con annuvolamenti nelle ore centrali sui rilievi alpini, sull’Appennino settentrionale e lungo le coste meridionali tirreniche; proprio qui, e soprattutto sulla Sila, si potranno avere temporali locali, mentre nelle ore centrali la miccia si accende anche sui territori interni siculi e calabresi.

      Martedì 11 residui fenomeni convettivi interessano le regioni centrali del Nord per poi estendersi a tutto l’arco alpino e prealpino e alla dorsale appenninica, con temporali diffusi.

      Mercoledì 12 e giovedì 13 il cielo resta prevalentemente sereno, con addensamenti pomeridiani capaci di produrre temporali locali soprattutto al Meridione. Temperatura in diffuso aumento in tutti questi giorni.

      Il dominio del promontorio si rafforza ulteriormente a partire dall’11 agosto e accompagna la Penisola dritta verso il culmine del 15 agosto. La bolla desertica garantisce cieli tersi ma temperature insopportabili: notti tropicali diffuse, con termometri che nei centri urbani padani e lungo le fasce litoranee difficilmente scenderebbero sotto i 25°C durante l’oscurità, e massime oltre i 35°C quasi ovunque, con sfondamento del muro dei 40°C all’interno delle vallate. I picchi urbani attesi sono impressionanti: 39-40°C a Roma e circa 38-39°C a Milano e Torino. Anche l’alta quota patisce, con l’isoterma di zero gradi proiettata alla quota sbalorditiva di 4800, localmente di nuovo i 5000 metri, sufficiente a liquefare persino le nevi perenni alpine. Un quadro che conferma la traiettoria descritta nell’approfondimento sull’assedio anticiclonico atteso per tutto il mese.

       

      Temporali di calore, non perturbazioni

      Sul tipo di fenomeni che avremo, e si, ci saranno anche i temporali, il quadro è netto: non parliamo di perturbazioni organizzate, ma di temporali di calore sparsi, spesso di forte intensità, con grandine e colpi di vento, però a carattere strettamente locale. Chi li prende può registrare accumuli di pioggia notevoli in pochi minuti; a pochi chilometri di distanza non cade una goccia. È il meccanismo tipico del nuovo clima dell’estate mediterranea sotto cupola calda, già raccontato nelle previsioni su temporali e grandinate fino a metà mese. Le zone più esposte restano le vette alpine, la fascia prealpina e i crinali appenninici emiliano-abruzzesi, con sconfinamenti prepotenti verso le vallate e le adiacenti pianure, in particolare sui settori orientali.

       

      Lo spiraglio dopo la metà del mese

      Le proiezioni sulla durata di questa nuova fiammata indicano una decina di giorni circa: l’anticiclone subtropicale non mostra segni di cedimento strutturale e le oscillazioni bariche attese restano deboli. I centri di calcolo, però, intravedono uno spiraglio al termine del percorso. Tra il 17 e il 18 agosto una vasta depressione fredda scandinava potrebbe sferrare un attacco decisivo all’alta pressione: se l’irruzione nordica penetrasse nel bacino mediterraneo, lo scontro con l’aria preesistente risulterebbe deflagrante.

      Le conseguenze sarebbero tre, concatenate. Le temperature subirebbero una vigorosa sforbiciata, ponendo termine agli eccessi termici. Il mescolamento di masse d’aria così diverse scatenerebbe burrasche, grandine di grosse dimensioni e piogge torrenziali distribuite in modo irregolare. E la settimana fino al 23 agosto riporterebbe le nostre regioni verso dinamiche atmosferiche tipicamente tardo estive. Le elaborazioni del modello ECMWF collocano il rischio temporalesco più elevato per il 17-19 agosto sul Nord-Est e sulle regioni centrali, con particolare riferimento ai rilievi.

      Attualmente le chance di questo guasto si attestano al 50%. Ma questo valore è solo ipotetico, non si possono fare previsioni a così lungo termine, qui si parla solo di linee di tendenza.

      Considerando però l’ostinazione della figura anticiclonica, essa potrebbe simulare un arretramento per poi rimontare a sorpresa. Saranno necessarie nuove validazioni da parte dei modelli matematici.

       

      Credit

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • National Oceanic and Atmospheric Administration
      • Deutscher Wetterdienst
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