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      Home ยป Caldo estremo sull’Italia: il problema non sono solo i 40 gradi in Valpadana…
      A Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Caldo estremo sull’Italia: il problema non sono solo i 40 gradi in Valpadana…

      Tra il rischio di picchi a 40ยฐC in Pianura Padana, notti che non danno piรน tregua e una siccitร  che rievoca il 2022, proviamo a capire perchรฉ questa stagione non รจ soltanto un'ondata di caldo passeggera, ma un problema serio per il futuro

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 01/08/2026
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      5 Min Lettura
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      Contents
      • Quanto รจ realistico il rischio 40ยฐC
        • Il problema sottovalutato delle notti roventi
        • Il fronte della siccitร 
        • Non รจ piรน una semplice oscillazione climatica

      Siamo nel cuore di una fase meteo davvero bollente. Molti utenti, su numerosi social network e su varie piattaforme, hanno enfatizzato la possibilitร  di arrivare a 40ยฐC in Pianura Padana. Ma, a ben vedere, questo รจ solo uno dei tanti problemi sul tavolo. Intanto chiariamo un concetto: se ci si limita a osservare una singola corsa di un modello previsionale, si rischia di enfatizzare gli scenari piรน estremi, magari proprio per inseguire i valori piรน alti possibili.

      Quanto รจ realistico il rischio 40ยฐC

      Facciamo un esempio. Diversi modelli avevano effettivamente stimato la possibilitร  di superare i 40ยฐC nelle ore diurne al Nord Italia, anche se non si trattava dello scenario piรน probabile. Le simulazioni mostrano infatti che solo una parte delle corse dei modelli stimava il superamento di quella soglia. Alla fine, quindi, รจ possibile che i 40ยฐC siano effettivamente plausibili a livello locale, ma la maggior parte della Val Padana si attesterร  tra 35ยฐC e 38ยฐC. Valori comunque altissimi, sia chiaro: non stiamo affatto minimizzando.

      Il problema sottovalutato delle notti roventi

      Ciรฒ che appare ormai pressochรฉ certo รจ la persistenza di temperature eccezionalmente elevate anche di notte, con minime tipiche delle cosiddette notti equatoriali. Non solo tropicali, ma proprio equatoriali: quelle in cui la temperatura non riesce a scendere sotto i 25ยฐC, valori un tempo pressochรฉ impossibili e oggi diventati molto piรน comuni nelle nostre nuove estati. รˆ proprio lโ€™assenza di un raffrescamento notturno a rappresentare uno degli aspetti piรน critici di questo nuovo clima.

      Passi anche la possibilitร  di superare i 40ยฐC, ma un conto รจ farlo con minime di 17ยฐC e 18ยฐC, un altro รจ farlo con minime di 27ยฐC. Nel primo caso si potrebbero avere giร  25ยฐC alle ore 23:00, mentre nel secondo se ne hanno ancora 32-33ยฐC: una condizione che rende impossibile rinfrescare una casa se non con un impianto di condizionamento.

      Il fronte della siccitร 

      Cโ€™รจ poi la gravissima situazione idrica. Lโ€™inizio del 2026 aveva lasciato sperare in una stagione favorevole, grazie alle abbondanti precipitazioni invernali che avevano ripristinato le riserve dโ€™acqua nei suoli. Sembrava un buon punto di partenza. E invece no: la scarsitร  di neve sulle Alpi e il marcato deficit di precipitazioni tra primavera ed estate hanno rapidamente vanificato tutto, facendo scivolare la situazione verso uno stato idrico non troppo distante da quello del 2022, lโ€™anno piรน siccitoso della storia recente europea.

      Oggi i primi 40 centimetri di terreno, uno strato essenziale per lโ€™agricoltura, mostrano condizioni di siccitร  agraria gravissima o estrema. E questo accade anche nelle aree alpine, che risentono a loro volta della carenza dโ€™acqua: gli alpeggi presentano estesi fenomeni di disseccamento, mentre i principali corsi dโ€™acqua, compreso il Po, registrano portate ben al di sotto della norma โ€“ non ancora drammatiche come quattro anni fa, solo grazie alle scorte idriche accumulate fino a metร  aprile. La situazione, del resto, non mostra segnali di svolta nelle prossime settimane.

      Siccitร  veramente estrema sul medio periodo, ovvero quella che coinvolge mediamente gli strati piรน profondi fino a 100 cm. Le anomalie peggiori sono per buona parte dellโ€™Europa centro-occidentale, mentre per quanto riguarda lโ€™Italia il nord-ovest รจ la regione piรน critica, proprio perchรฉ la primavera (che ricordiamo essere la stagione piรน piovosa per il Piemonte) รจ stata molto secca, mentre lโ€™estate sta diventando un calvario per tutti.

      Non รจ piรน una semplice oscillazione climatica

      Questi eventi non possono piรน essere considerati semplici oscillazioni climatiche. Negli ultimi anni la climatologia ha sviluppato strumenti sempre piรน sofisticati, riuniti nella disciplina della Extreme Event Attribution, che permettono di valutare quanto il cambiamento climatico abbia modificato la probabilitร  e lโ€™intensitร  degli eventi meteo estremi. Non parliamo solo di temporali, ma anche di ondate di calore e, soprattutto, della loro persistenza.

      E ormai non ci sono piรน dubbi: il contributo antropico รจ schiacciante, perchรฉ senza lโ€™intervento dellโ€™uomo condizioni meteo come quelle dellโ€™estate 2026 sarebbero quasi impossibili, o comunque realizzabili nellโ€™arco di secoli. Invece, a distanza di soli quattro anni dal 2022, eccoci di nuovo punto e a capo.

      Fonti e approfondimenti internazionali:

      • ECMWF โ€“ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • NOAA โ€“ National Oceanic and Atmospheric Administration
      • WMO โ€“ World Meteorological Organization
      • Copernicus Climate Change Service (C3S)
      • Carbon Brief โ€“ mappa degli eventi estremi attribuiti al cambiamento climatico
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