In arrivo le temute nottate tropicali: quando il caldo è estremo anche di notte
Brutte notizie per chi ama il fresco e la pioggia. Sta arrivando una lunga ondata di calore sull'Italia: si tratta di una particolare configurazione
Brutte notizie per chi ama il fresco e la pioggia. Sta arrivando una lunga ondata di calore sull’Italia: si tratta di una particolare configurazione meteorologica che incentiverà la risalita verso il Mediterraneo di masse d’aria molto calde provenienti direttamente dalle regioni desertiche del Sahara. Dopo quella di fine Maggio, è la seconda ondata di questa nuova stagione calda.
A partire dai prossimi giorni, in particolare da Mercoledì 17, le temperature sono destinate a subire un’impennata davvero molto forte. Volete qualche numero? Le massime potrebbero risultare tra gli 8 e i 10 gradi superiori rispetto alle medie climatiche del periodo. Il momento più critico è atteso tra Venerdì 19 e Lunedì 22, quando l’apice dell’ondata di calore potrebbe portare condizioni di forte disagio su gran parte del territorio nazionale.
Le notti tropicali: una conseguenza sempre più frequente
Uno degli aspetti più rilevanti di questa fase calda non sarà soltanto il valore delle temperature massime, ma anche quello delle minime. Sono infatti previste le cosiddette notti tropicali, un fenomeno meteoclimatico ormai di casa nel nostro Paese.
Si definisce Notte Tropicale una situazione in cui la temperatura minima non scende mai al di sotto dei 20°C, nemmeno nelle ore più fresche. Questo parametro meteorologico – ufficiale, sia chiaro – rappresenta un importante indicatore climatico, poiché evidenzia la difficoltà dell’ambiente nel disperdere il calore accumulato durante il giorno. Quando le temperature rimangono elevate anche dopo il tramonto, le case sono bollenti e l’assenza di ventilazione notturna impedisce un adeguato raffrescamento degli ambienti, ovviamente qualora non ci siano condizionatori in funzione.
Le conseguenze
È facile intuire che possono essere rilevanti soprattutto per le persone più vulnerabili, come anziani, bambini piccoli e soggetti con problemi cardiovascolari o respiratori. Il mancato abbassamento delle temperature notturne rende più difficile dormire, con nottate davvero calde anche per chi si corica in indumenti intimi e nient’altro. Già questo è un problema che ormai accomuna tutte le grandi città italiane. La Pianura Padana è sempre più interessata da questo fenomeno meteoclimatico, mentre le coste non riescono più a sentire le brezze refrigeranti a causa dei mari surriscaldati. L’unica vera fuga da questo ambiente rovente resta la montagna – ed è il futuro, perché ormai anche il mare sta diventando un problema, soprattutto tra Luglio e Agosto, quando le superfici marine sono all’apice annuale della calura.
L’afa notturna
Oltre alle minime molto alte, il problema è anche il tasso di umidità. Il meccanismo alla base è legato alla capacità del nostro organismo di raffreddarsi attraverso la sudorazione. In condizioni di aria secca e magari ventilata, il sudore riesce a evaporare facilmente, contribuendo a disperdere il calore corporeo. Quando invece l’umidità aumenta – a maggior ragione in assenza di vento – l’evaporazione rallenta e il sistema naturale di raffreddamento diventa meno efficace.
Se l’aria è già ricca di vapore acqueo, il sudore rimane sulla pelle senza riuscire a evaporare completamente. Di conseguenza, il calore resta intrappolato nell’organismo, aumentando la temperatura percepita e il livello di affaticamento fisico. Ecco perché, se da un lato l’unico parametro meteorologico ufficiale è la temperatura del termometro, dall’altro è fondamentale analizzare anche l’indice di stress fisiologico e l’umidità relativa dell’aria. Per approfondire la tendenza stagionale, si rimanda alle previsioni ECMWF per Giugno e Luglio e all’analisi sull’estate 2026.
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