Grandine devastante a Cremona: il Duomo ferito e diecimila auto colpite
Il temporale del 28 agosto ha ridotto Cremona a un campo di macerie: guglia del Duomo crollata, migliaia di veicoli distrutti, decine di feriti. E settembre potrebbe riservare altri episodi della stessa violenza.
È davvero inquietante quello che è successo nella giornata di ieri, venerdì 28 agosto. Chi, nel resto d’Italia, non ha vissuto quei temporali può soltanto immaginare: può vedere foto, immagini e video, soprattutto sui social network, di ciò che è avvenuto. Molto spesso, quando veniamo colpiti da fenomeni così estremi, li percepiamo con una certa distanza. È un fattore anche psicologico, una distanza prodotta dalla ricerca di sentirci protetti da eventi di questa portata.
Contents- Una città ridotta a un campo di macerie
- Chicchi che pesano mezzo chilo e cadono come proiettili
- Dalla Francia alla Spagna, la stessa energia in eccesso
- Le grandinate possono scendere verso Sud
- Quello che gli smartphone non riescono a raccontare
In sostanza è successo che i temporali sono stati accompagnati, in alcune località, da violente raffiche di vento e da scrosci di pioggia fortissimi, ma soprattutto da grandine così grossa da danneggiare le automobili, sia nella carrozzeria sia nei vetri, letteralmente saltati, e persino gli edifici storici. Una dinamica già annunciata dai bollettini di allerta, come nel caso del livello 3 di rischio per grandine assegnato al Nord Italia nei giorni scorsi.
Una città ridotta a un campo di macerie
A Cremona, in Lombardia, nella bassa pianura, è stata danneggiata la guglia del campanile del Duomo: stiamo parlando di un edificio storico che per secoli ha resistito alle intemperie. La guglia del campanile è praticamente sparita. Ma non solo: questo temporale ha danneggiato, secondo una primissima stima, diecimila autoveicoli in città e ha abbattuto migliaia di alberi tra la campagna e l’area urbana. Numerose strade erano intransitabili e i vigili del fuoco stanno ancora lavorando, insieme agli operai del Comune, per liberare le carreggiate da questa devastazione. È come se fosse scoppiata una bomba.
Qualche ora prima, più a nord, nella bergamasca, alcuni edifici di nuova costruzione hanno visto i rivestimenti esterni ridotti a macerie dalla grandine gigantesca. Anche a Bergamo e nella sua provincia il quadro dei danni resta pesante, in linea con quanto accaduto in tutta la regione durante questa fase di temporali e nubifragi sulla Lombardia.
Ma è Cremona ad aver registrato il bilancio più grave: si parla di 43 persone finite in ospedale per ferite causate dalla grandine o dalla caduta di materiali provocata dalle violentissime raffiche di vento. Nessuno di loro sembra essere in condizioni gravi. La furia dell’evento non si è accanita soltanto sul campanile del Duomo: anche diversi altri edifici storici di questa bellissima città lombarda sono stati colpiti, con facciate lesionate e con il palazzo comunale che porta i segni evidenti dei chicchi.
Chicchi che pesano mezzo chilo e cadono come proiettili
La grandine cade a centinaia di chilometri orari e in alcuni casi pesa anche 400-500 grammi. Se 400-500 grammi ti arrivano addosso a quella velocità, è come se venisse lanciata una bomba. E queste bombe si formano soprattutto quando le regioni centrali e meridionali sono investite da un’ondata di calore: in quei temporali è disponibile un’energia immane.
Ora il caldo sta per scemare anche verso il Centro Italia e il Sud Italia, e non è poco. La prossima ondata temporalesca non troverà quindi l’energia presente nella giornata di ieri, ed è presumibile che i temporali dei prossimi giorni non risultino altrettanto devastanti. Gli aggiornamenti sulla fine del caldo estremo anche al Sud vanno esattamente in questa direzione. Ma non è detto che i prossimi temporali non siano violenti, in quanto il giorno precedente in Francia si sono abbattute grandinate violente e ben più diffuse che in Italia.
Dalla Francia alla Spagna, la stessa energia in eccesso
La Francia è un territorio molto vasto e le nubi cumuliformi, le supercelle, hanno un’amplissima area entro cui svilupparsi e generare fenomeni estremi. Là si sono verificate grandinate devastanti, con molti danni agli edifici, all’agricoltura e alle auto, oltre a diversi feriti. Nella parte occidentale del Paese si è formato persino un enorme tornado, che ricorda quelli delle grandi pianure americane.
Cosa significa tutto questo. Che questi fenomeni atmosferici hanno ormai a disposizione una quantità di energia talmente elevata che, soprattutto in settembre, ogni volta che giungerà una goccia d’aria fredda rischiamo eventi estremi. Negli anni passati, al posto di queste violentissime grandinate, abbiamo avuto bombe d’acqua – ovvero – grossi nubifragi che hanno generato l’esondazione di fiumi e torrenti, allagamenti e alluvioni lampo. Quest’anno, ancora nella prima parte di settembre e forse anche oltre, rischiamo nuove grandinate furiose, come già evidenziato nell’analisi sui rischi e le prospettive del mese.
Le grandinate possono scendere verso Sud
Stavolta queste grandinate potrebbero spingersi più a sud, verso il Centro e Sud Italia. Qualche giorno fa si sono già verificati episodi devastanti tra Abruzzo e Marche, ma anche le regioni tirreniche sono esposte, e lo è pure la Sardegna. Nell’agosto 2023 una tempesta di grandine ha colpito il nord dell’isola, iniziando in Gallura, la regione a ovest-nord-ovest di Tempio Pausania, capitale della Gallura interna, per poi devastare centinaia di chilometri quadrati fino alla costa orientale, con chicchi che in alcune località hanno raggiunto i 10 centimetri di diametro. Diametri analoghi a quelli misurati in questi giorni in Val Padana.
Le grandinate, dunque, si possono spostare verso Sud: lo dimostrano anche gli eventi estremi che colpiscono la Spagna. Quando l’energia a disposizione è quella attuale, i fenomeni meteorologici possono risultare davvero violentissimi. E la difficoltà, purtroppo, sta anche nel vederli.
Quello che gli smartphone non riescono a raccontare
Oggi abbiamo molte informazioni su questi fenomeni estremi grazie al fatto che quasi tutti possediamo uno smartphone e, davanti a eventi del genere, cerchiamo di documentarli, tanto è lo shock che proviamo. Quella documentazione, però, resta sommaria: dalle riprese non si riesce quasi mai a percepire l’intensità reale dell’evento. Lo si capisce dopo, osservando i danni, come quelli di Cremona, che i mass media probabilmente diffonderanno. Quei temporali sono micidiali, qualcosa di realmente esplosivo.
In Italia, purtroppo, non c’è una particolare attenzione verso questi fenomeni estremi, o quantomeno i mass media non ne parlano con la diffusione che meriterebbero. Eppure possono colpire chiunque di noi ed essere devastanti, e le prospettive per il mese che sta per iniziare, come emerge dall’analisi su settembre e su ciò che porterà oltre il caldo, invitano alla massima prudenza.
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