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L'Estate meteorologica chiude oggi. Ma fa caldo diffusamente

La mappa delle anomalie del 31 agosto 2026 fotografa un pianeta quasi ovunque più caldo del normale, con l'Artico a +1,69°C, la Groenlandia in controtendenza e l'Antartide che resta il comparto meno alterato.

Anomalie temperatura globale. Credit karstenhaustein.com

Come si sale nel calendario, l’estate meteorologica sta per terminare. Vale la pena chiarire subito cosa significa questa espressione, perché nei giorni che precedono il 1° settembre torna puntuale l’equivoco. L’estate meteorologica è un riferimento introdotto dagli organismi internazionali per definire meglio le stagioni a livello statistico: tre mesi pieni, giugno, luglio e agosto nell’emisfero boreale, così che i confronti fra un anno e l’altro risultino omogenei. Le stagioni astronomiche, legate a solstizi ed equinozi, hanno durata variabile fra 89 e 93 giorni e date d’inizio ballerine; per chi elabora medie climatiche sarebbe una complicazione.

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Ciò non vuol dire comunque che improvvisamente il 1° settembre si piomberà nel pieno dell’autunno. Fra le altre cose ce lo dimostrano anche le mappe, e una di queste ve la stiamo proponendo.

Come si legge la carta delle anomalie

La carta indica le anomalie a livello globale elaborate dal modello matematico americano GFS confrontato con la rianalisi CFSR, sulla climatologia di riferimento 1981-2010. In rosso compaiono tutte quelle aree del nostro pianeta che in questo momento stanno subendo temperature sopra la media, in azzurro e viola quelle sotto media. Un dettaglio che sfugge spesso: la base di confronto è già un trentennio caldo, quindi gli scarti che vedete sono più contenuti di quelli che si otterrebbero rispetto all’epoca preindustriale. Poi va anche detto che buona parte delle mappe consultabili, fanno riferimento al trentennio 1991/2020.

Il pianeta sopra la media, con qualche eccezione

Noterete che l’anomalia è molto importante soprattutto nella regione polare, dove il valore medio tocca +1,69°C, ben oltre il dato planetario. Con una curiosità: la Groenlandia sembra essere sotto una temperatura normale, macchia azzurra in mezzo a un Artico che scotta. Non è una stranezza, quando l’aria mite viene convogliata verso il Mar Glaciale Artico lungo i meridiani, la grande isola resta spesso tagliata fuori, sotto il proprio anticiclone freddo, e finisce per segnare valori inferiori alla norma mentre tutto attorno si riscalda. Il fenomeno prende il nome di amplificazione artica ed è ormai un tratto strutturale del Riscaldamento Globale: alle alte latitudini il termometro corre a velocità doppia o tripla rispetto al resto del pianeta.

Continua a esserci una situazione di temperature sotto la media a est degli Urali, mentre nella Siberia campeggiano temperature sopra la media, così come nella regione degli Himalaya e della Cina occidentale. La Cina orientale, al contrario, viaggia su temperature sotto la media. È il disegno tipico di una corrente a getto ondulata: dove il flusso sale verso nord richiama aria calda, dove scende la spinge verso latitudini più basse, e il risultato è questo mosaico di tinte contrapposte sull’Asia.

L’emisfero australe che va verso la primavera

Tornano sopra la media le temperature nell’emisfero australe, cioè quello meridionale: Sudamerica, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, dopo che avevano avuto recentemente qua e là delle fasi di freddo. Il Polo Sud resta il comparto meno alterato del pianeta, con un’anomalia media di appena +0,44°C (ma spesso è sotto la media) e vaste aree in netto sottomedia lungo la fascia oceanica attorno ai 60 gradi di latitudine sud, dove la carta vira sul viola.

Questa situazione è abbastanza comune per quanto concerne il Polo Sud. Mentre il Polo Nord si sta riscaldando in fretta, l’Antartide rimane su temperature attorno alla norma o inferiori, protetta dall’oceano che la circonda per intero e da un Vortice Polare australe molto più compatto e stabile del suo omologo boreale. L’aria fredda, insomma, resta imprigionata dove si è formata.

Ondate di calore su tre continenti

Questa cartina parla da sola: abbiamo la possibilità di osservare proprio a livello globale come vanno le cose. C’è un’ondata di calore molto importante sulla parte centrale degli Stati Uniti d’America e su una gran fetta del Canada, fino alle regioni artiche, con nuclei che superano ampiamente i 10 gradi di scarto positivo. Ondata di caldo anche sull’Europa mediterranea, ma tutta l’Europa segna temperature sopra la media, dalla penisola iberica alla Scandinavia, con l’Italia inserita in pieno nel campo caldo e un sopra media che tocca anche il Nord Italia. Un finale di stagione perfettamente coerente con quanto raccontato nelle scorse settimane, quando i modelli matematici avevano già intuito che l’estate 2026 non avrebbe mollato la presa neppure a settembre e che il picco sahariano di fine agosto avrebbe accompagnato la chiusura del trimestre.

Tutta la parte settentrionale dell’Africa, e più o meno tutta l’Africa volendo, così come il Medio Oriente, hanno temperature sopra la media, con il Sahara e la penisola arabica dipinti di rosso cupo. Le temperature sopra la media ci sono in quasi tutto il Brasile, eccetto quello meridionale e l’Uruguay. L’autunno, quindi il cambio di stagione verso la primavera per quanto riguarda l’emisfero sud, inizia con temperature diffusamente sopra la media.

Un’anomalia globale di +1,1°C

A livello globale abbiamo un’anomalia di +1,1°C, per la precisione 1,098 gradi. Un valore che va letto con attenzione: la carta lo esprime in kelvin, ma trattandosi di una differenza fra due temperature il numero coincide esattamente con i gradi centigradi. Le fasce tropicali segnano +1,07°C, quindi in linea con il dato planetario.

Questa cartina, va detto, prospetta un’anomalia riferita a un singolo istante, la corsa del modello matematico delle 00 UTC del 31 agosto 2026, non una media mensile o stagionale. Ma il quadro d’insieme collima con quanto emerso durante tutto il trimestre, quando il caldo aveva già messo in fila diversi primati e le proiezioni parlavano di una stagione destinata a chiudersi ai vertici delle classifiche europee. Il bilancio termico globale mese dopo mese del pianeta viaggia su questi ordini di grandezza ormai da anni, ovvero fa più caldo rispetto al passato, e questo quindi non è una novità, ma un dato di fatto, una conferma.

Il passaggio al mese di settembre, in definitiva, sposta una casella sul calendario statistico e nulla più.

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