Cinque giorni di caldo estremo. O forse è meglio dire: almeno cinque giorni. Purtroppo le tendenze meteo a cura sia del modello GFS sia ECMWF sono chiare. Bisogna prepararsi a vivere un’ondata di caldo destinata a raggiungere il suo apice tra il 10 e il 15 del mese. Mancano ancora alcuni dettagli, ma la tendenza ormai è ristretta.
Diamo qualche numero
Gli esperti evidenziano come le isoterme previste a circa 1.500 metri di quota possano oscillare tra +20°C e +28°C, valori estremamente elevati che rappresentano un chiaro indicatore della massa d’aria eccezionalmente calda in arrivo. In pianura e nelle principali città italiane ciò potrebbe tradursi in temperature massime diffusamente superiori ai 35°C, con punte prossime o persino superiori ai 40°C, se non addirittura 45°C nei casi peggiori, qualora il caldo riuscisse a coinvolgere in pieno il Meridione. Anche nella migliore delle ipotesi, tutta l’Italia resterà comunque al di sopra delle medie tipiche di riferimento.
Il Nord questa volta dovrebbe essere un poco più risparmiato, soprattutto le regioni del Triveneto. L’asse dell’anticiclone, invece, dovrebbe coinvolgere in pieno le due Isole Maggiori, portando una fase meteo estremamente calda in quelle zone, come confermato anche in questo approfondimento sul ritorno del caldo estremo dal 10 luglio.

Non solo caldo: cresce anche il problema della siccità
Come se non bastasse tutto questo, la persistente assenza di precipitazioni rischia di aggravare ulteriormente il problema della siccità, soprattutto nelle regioni del Nord Italia. Non che altrove la situazione sia migliore, ma va ricordato che in Pianura Padana il bisogno d’acqua è molto importante per via delle colture in questo periodo. La mancanza di piogge significative e di temporali diffusi impedirà al terreno di recuperare parte dell’umidità persa nelle ultime settimane, mentre fiumi, laghi e bacini idrici restano attualmente al di sotto delle medie tipiche di questo periodo, un tema approfondito anche in questo articolo sul ruolo dell’Anticiclone Africano nel meteo estivo.
Chiariamo subito il concetto: non saremo come nella famigerata estate 2022, quando la siccità fu qualcosa di biblico. Ma anche quest’anno la situazione non sta andando per il verso giusto. Il deficit idrico, per quanto riguarda la disponibilità di acqua, è tra il 30 e il 45%: stiamo parlando di un ammanco veramente notevole, come descritto anche in questo approfondimento sui rischi climatici dell’estate 2026.

Ci sarà una svolta?
Nonostante uno scenario dominato dall’anticiclone, i modelli lasciano intravedere una possibile svolta intorno alla metà del mese. Alcune simulazioni, soprattutto quelle del modello americano, ipotizzano infatti l’arrivo di una goccia fredda proveniente dall’Europa occidentale, capace di interrompere temporaneamente la stabilità atmosferica. Se questa configurazione dovesse concretizzarsi, si assisterebbe allo sviluppo di forti temporali, con una generale rinfrescata e qualche giorno di tregua, come indicato anche in questa analisi sui modelli meteo a confronto per la seconda decade di luglio.
Ma attenzione: ci vuole davvero molta prudenza. Si tratta infatti di una tendenza ancora tutta da confermare e soggetta a possibili variazioni nei prossimi aggiornamenti previsionali. Sarà nostra premura tenervi al corrente di eventuali cambiamenti, proprio perché si tratterebbe di una piccola isola felice in un mare di aria bollente.

Il confronto con il 2003
Vi ricordate quella che fu l’estate più bollente mai registrata in Europa occidentale? Ebbene, in questo 2026 il confronto appare sempre più frequente tra gli addetti ai lavori. Sebbene sia ancora presto per stabilire se verranno effettivamente battuti quei record, ciò che inquieta è che, a distanza di soli 23 anni, si stia delineando una situazione simile, come discusso anche in questa intervista sulle tendenze meteo di ECMWF per giugno e luglio.
Per la cronaca, solamente nel 2022 ci andammo molto vicini, e quindi ormai queste estati roventi possono verificarsi ogni tre o quattro anni. Le tendenze meteo-climatiche, ormai, sono queste.
CREDIT
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
- Copernicus Climate Change Service
- World Meteorological Organization (WMO)
