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      Home » Ritorno del caldo estremo dal 10 Luglio in poi: i modelli meteo a confronto
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      Ritorno del caldo estremo dal 10 Luglio in poi: i modelli meteo a confronto

      Gfs ed Ecmwf concordano: dalla seconda decade di Luglio una nuova ondata di caldo intenso potrebbe investire l'Italia, con caldo molto intenso

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 04/07/2026
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      6 Min Lettura
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      Contents
      • I cambiamenti dei modelli
      • Cosa emergerebbe
      • Ma che cos’è che è cambiato?
      • Quindi ricapitolando…

      Brutte notizie sul fronte delle tendenze meteo a lungo termine. Entrambi i modelli GFS ed ECMWF propongono un’evoluzione che merita particolare attenzione: a cominciare dal 10 Luglio circa, l’anticiclone africano potrebbe infatti tornare a rafforzarsi con decisione, candidandosi a protagonista praticamente indiscusso di tutta la seconda decade di questo mese. Che cosa è cambiato? Rispetto agli aggiornamenti dei giorni scorsi, il segnale appare oggi più netto e convincente, con una vera e propria lingua di fuoco pronta a invadere l’Europa, anche se la sua traiettoria non è ancora stata definita con precisione, come conferma anche questo aggiornamento sul ritorno del caldo firmato dalla redazione.

      I cambiamenti dei modelli

      Negli ultimi giorni alcune infiltrazioni provenienti dai Balcani sono riuscite a portare un po’ di temporali anche al Sud, dopo l’ingente ondata temporalesca del primo Luglio al Nord, come raccontato anche in questo approfondimento sui temporali estremi tra il 9 e il 10 Luglio. Secondo gli ultimi scenari, però, l’eventuale discesa fresca che si paventava per la metà della prossima settimana è stata ridimensionata. Le correnti più fresche verrebbero infatti respinte verso l’Europa orientale, a causa di un anticiclone davvero molto forte. Fortunatamente, almeno fino all’8-9 Luglio, non ci saranno le condizioni per un caldo estremo: potremo quindi respirare un po’. Il problema, però, comincia a porsi nel periodo successivo.

      Siamo ancora sotto condizioni meteo non estreme. Il caldo è sicuramente presente, ma piuttosto moderato e oramai tipico delle medie del nuovo clima

      Cosa emergerebbe

      L’alta pressione, secondo le analisi dei modelli meteo odierni, appare più compatta, estesa e resistente, con una capacità maggiore di bloccare le perturbazioni atlantiche e di impedire alle correnti fresche di raggiungere il Mediterraneo centrale. Siamo di fronte a una nuova ondata di calore estrema? La risposta è sì, anche se non è ancora chiaro se possa colpire o meno l’Italia. C’è una probabilità, stimata attorno al 50%, che possa colpirla in pieno: questa volta il bersaglio prediletto sarebbero le regioni centro-meridionali, uno scenario descritto anche in questo approfondimento sulla data del possibile cedimento dell’anticiclone.

      Se questa tendenza dovesse trovare conferma nei prossimi aggiornamenti, la seconda decade del mese potrebbe essere caratterizzata da una nuova fase di caldo molto intenso. Le temperature potrebbero salire ben oltre le medie climatiche del periodo, con punte che in alcune aree interne del Centro-Sud e delle Isole Maggiori potrebbero superare anche abbondantemente la soglia dei 40°C. Un po’ meno estrema la situazione in Pianura Padana, con valori inferiori ma con tassi di umidità capaci di aumentare sensibilmente la sensazione di afa.

      Modello Europeo: Fortissima ondata di caldo vicino all’Italia dal 10/11 luglio in poi. L’area che sta sotto la linea nera indica a caldo molto intenso o estremo.

      Ma che cos’è che è cambiato?

      Fino a pochi giorni fa, uno scenario meteo di questo tipo rappresentava soltanto una delle possibili evoluzioni. Oggi, invece, le nuove emissioni modellistiche di entrambi i modelli che confrontiamo e analizziamo quotidianamente sembrano attribuirgli una probabilità maggiore, mostrando un anticiclone decisamente più determinato a consolidare la propria presenza sul bacino del Mediterraneo, come emerge anche da questa analisi sull’Italia ai margini del caldo estremo.

      C’è anche un’altra opzione: alcuni run ipotizzano una graduale rotazione delle correnti dai quadranti occidentali, con la possibilità che impulsi instabili riescano a raggiungere almeno le regioni settentrionali nel corso della seconda parte della seconda decade del mese. In questo caso potrebbero svilupparsi temporali molto violenti, ma solo nelle regioni del Nord, perché il flusso atlantico sarebbe perennemente ostacolato dalla violenta cupola anticiclonica che potrebbe formarsi poco prima della metà del mese.

      Modello americano GFS, sempre per l’11 luglio. Previsione molto simile, che vede quasi tutto il bacino del Mediterraneo sotto caldo molto intenso e, a tratti, veramente estremo.

      Quindi ricapitolando…

      Godiamoci per bene il clima di questi giorni, più o meno in linea con le medie o forse un pelino al di sotto, come descritto anche in questo aggiornamento sulla goccia fredda e il caldo che sparisce. Le emissioni modellistiche di oggi delineano un quadro più caldo e stabile rispetto a quanto paventato nei giorni scorsi. Questo perché il promontorio africano appare intenzionato a rafforzarsi in maniera drastica a partire dal 10 Luglio, favorendo una nuova ondata di caldo intenso su gran parte dell’Italia, un tema affrontato anche in questo articolo sul ritorno del caldo dopo il fresco illusorio.

      Qualche scenario continua a lasciare aperta la possibilità di temporali al Nord entro metà mese, ma allo stato attuale la tendenza dominante resta quella di un deciso ritorno dell’alta pressione, con stabilità assoluta e caldo molto intenso, forse ben oltre i 40°C. Per ulteriori dettagli, però, sarà necessario attendere i prossimi aggiornamenti meteo.

      CREDIT

      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • Copernicus Climate Change Service (C3S)
      • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
      • World Meteorological Organization (WMO)
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