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Quando parliamo di anticiclone africano, la nostra mente va subito dritta verso le condizioni meteo estive. Vengono immediatamente alla luce ondate di calore estreme, aria soffocante e cieli lattiginosi carichi di pulviscolo sahariano.
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E come dargli torto. Dietro questo quadro decisamente poco piacevole cโรจ un unico grande protagonista. Chi, se non lui, possiede la forza termodinamica per far schizzare le temperature verso lโalto in modo cosรฌ rapido e brutale?
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Cosa sta succedendo negli ultimi anni
Oggi, pronunciare la parola โestateโ nel bacino del Mediterraneo significa quasi esclusivamente fare riferimento a un caldo intenso, persistente, clima umido e sole per settimane. Le dinamiche atmosferiche sono cambiate in modo radicale rispetto a qualche decennio fa.
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Oltretutto, per quanto sia umano e comprensibile, non serve piรน a nulla lamentarsi o sperare in un improvviso cambiamento delle condizioni meteo estive. Quello che un tempo era il nostro protettore, il mite e benevolo Anticiclone delle Azzorre, รจ diventato un ricordo lontano, quasi una figura mitologica. Pochissime volte lo ritroviamo dโestate, quando abbiamo splendide giornate di sole con massime al di sotto dei 30ยฐC.
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Cosa รจ successo
Per comprendere a fondo la gravitร della situazione attuale, รจ necessario fare un passo indietro e guardare a come erano le estati italiane fino a un paio di decenni fa. Chi ha qualche annetto sulle spalle se le ricorderร sicuramente bene. Fino agli anni Novanta circa, lโestate mediterranea era dominata dallโazzorriano. Come รจ facile intuire, si tratta di un promontorio originario dellโOceano Atlantico, il quale si allungava dolcemente verso lโEuropa meridionale.
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Il risultato? Giornate soleggiate ma termicamente gradevoli, cieli di un azzurro limpido, tassi di umiditร contenuti e, soprattutto, qualche temporale sui monti in maniera molto isolata. Era quasi impossibile vedere le montagne secche, perchรฉ cโera letteralmente il temporale quotidiano. A livello di pianura, poi, le temperature massime raramente superavano i 30-32ยฐC e le notti garantivano sonni tranquilli anche senza condizionatore.
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Oggi, a causa dei complessi meccanismi legati al cambiamento climatico e allโespansione della Cella di Hadley, le fasce di alta pressione subtropicale si sono spostate drammaticamente verso nord. LโAnticiclone delle Azzorre rimane spesso confinato in pieno oceano o si spinge verso il Nord Europa, lasciando il Mediterraneo scoperto. Non possiamo sperare che arrivino masse dโaria retrograda da est: sarebbe pressochรฉ impossibile avere ondate di freddo in piena estate.
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In questo vuoto barico si inserisce con facilitร il promontorio subtropicale africano, che non porta sui nostri cieli aria fresca oceanica, bensรฌ masse roventi e secche prelevate direttamente dal cuore del deserto del Sahara โ le quali, sorvolando il Mediterraneo, si caricano di umiditร . Ecco perchรฉ lโafa sta diventando sempre piรน opprimente.
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Dome di calore
Alla domanda se ci aspetti un caldo feroce in questa estate in arrivo, la risposta, purtroppo, non puรฒ che essere affermativa. Le tendenze meteo a lungo termine, i modelli matematici stagionali e le proiezioni climatiche indicano tutti la stessa inequivocabile direzione. Potremo certamente assistere a una certa dinamicitร atmosferica, come รจ successo ad esempio nel Luglio scorso, relativamente fresco e ricco di precipitazioni. Ma ciรฒ non toglie che le fasi anticicloniche dominanti saranno indubbiamente caratterizzate da profonde propaggini africane.
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Il promontorio africano agisce come una vera e propria pressa, creando un fenomeno noto come cupola di calore (o heat dome). I moti di subsidenza, ovvero le correnti dโaria che dallโalta troposfera vengono spinte con forza verso il suolo, comprimono lโaria, surriscaldandola ulteriormente per compressione adiabatica e inibendo la formazione di nuvole. Fin qui non ci sarebbe nulla di male, perchรฉ lโanticiclone porta sempre tempo stabile.
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Il problema รจ che lโaria ristagna, il vento si placa e lโumiditร โ specialmente nelle zone costiere e pianeggianti โ si accumula giorno dopo giorno. Questo mix porta a temperature elevate e ad anomalie termiche persistenti, senza contare il tasso di umiditร . Un altro aspetto critico รจ quello delle notti bollenti: non cโรจ piรน quella freschezza notturna che permetteva di dormire anche con le finestre chiuse. Spesso le minime superano i 25ยฐC per giorni nei grandi centri urbani. Come si fa a essere soddisfatti di un clima simile?
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Rischio 50 gradi
Da anni i climatologi osservano queste dinamiche, avvertendoci che ciรฒ che una volta era considerato unโeccezione estrema โ si pensi alla famigerata estate del 2003 โ รจ ora diventato la norma. Paradossalmente, oggi lโeccezione sarebbe vivere unโestate come 50 anni fa. Ma allora la domanda che sorge spontanea รจ la seguente: si riuscirร a breve a raggiungere la fatidica soglia psicologica dei 50ยฐC?
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Sembrava impossibile fino a poco tempo fa, ma basta ricordare la straordinaria ondata di calore del Luglio 2023: ci siamo andati drammaticamente vicini, specialmente nelle aree interne delle Isole Maggiori, toccando quota 48ยฐC.
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E non possiamo dimenticare che nellโAgosto del 2021, a Floridia, in provincia di Siracusa, la colonnina di mercurio ha toccato i 48,8ยฐC, segnando il record ufficiale per lโintero continente europeo. Siamo davvero a poco piรน di un grado dal limite. E purtroppo quel valore รจ destinato a essere battuto nei prossimi anni โ non necessariamente tra qualche mese, ma certamente entro qualche anno.
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Altre conseguenze
Cโรจ un ulteriore elemento di preoccupazione nello scenario meteo delineato. Le analisi indicano un andamento stagionale caratterizzato da una discreta frequenza di fenomeni temporaleschi, con due ricadute molto serie. La prima รจ che lโalta pressione, quasi sempre presente sulle nostre teste, devierร le normali perturbazioni atlantiche verso le alte latitudini europee, rischiando di far tornare il problema della siccitร , anche dopo una primavera molto piovosa.
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La seconda รจ molto piรน subdola. Il calore estremo accumulato nei bassi strati dellโatmosfera e il surriscaldamento anomalo delle acque del Mar Mediterraneo โ che agisce come un immenso serbatoio di energia โ creano un potenziale termodinamico esplosivo. Prima o poi lโalta pressione perderร il controllo del Mediterraneo, lasciando infiltrare correnti di aria piรน fresca e instabile in quota. Ed รจ in quellโoccasione che i contrasti saranno estremi.
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Nuova normalitร temporalesca
Quando questi temporali si verificheranno โ perchรฉ sappiamo con certezza che si verificheranno โ non avranno le caratteristiche dei classici e rinfrescanti acquazzoni estivi del passato. Saranno fenomeni molto piรน intensi, vere e proprie tempeste in grado di generare danni significativi e diffusi.
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Parliamo di nubifragi e alluvioni lampo (flash floods). La capacitร dellโaria calda di trattenere vapore acqueo รจ maggiore: quando lโaria condensa rapidamente, scarica quantitร dโacqua impressionanti in pochissimo tempo su terreni spesso resi inariditi. Ecco perchรฉ, anche quando piove lโintera concentrazione mensile in mezzโora, una buona parte va perduta perchรฉ non riesce a penetrare nel suolo.
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Un altro problema molto ricorrente negli ultimi anni sono le grandinate distruttive. Le forti correnti ascensionali (updrafts) allโinterno delle famigerate supercelle permettono ai chicchi di grandine di rimanere sospesi a lungo a temperature sotto lo zero, crescendo a dismisura prima di precipitare al suolo, devastando i raccolti, danneggiando le automobili e mettendo in pericolo le persone. Lo ricordiamo bene con il Luglio 2023, ma anche con il Giugno 2025: diversi episodi di grandinate devastanti hanno lasciato il segno.
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Chiudiamo con i famigerati effetti da raffiche di vento: downburst e trombe dโaria. I primi sono colpi lineari che precipitano dalla nube temporalesca e si espandono orizzontalmente a velocitร paragonabili localmente agli uragani โ spesso scambiati erroneamente per tornado โ sradicando alberi e scoperchiando tetti. Le seconde sono veri e propri vortici tornadici che aspirano tutto ciรฒ che trovano.
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Non resta altro che adattarsi
Ormai non รจ piรน una novitร : fare i conti con il promontorio africano per diverse settimane รจ il prezzo da pagare per vivere le nostre nuove estati. La sua presenza fissa continua a crescere anno dopo anno, esasperando un trend climatico che ha trasformato ciรฒ che un tempo era un grave e raro evento estremo in qualcosa di ordinario. Avere diverse settimane con temperature superiori a 35ยฐC โ magari con punte oltre i 40ยฐC โ รจ ormai considerato normale.
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Il caldo sahariano รจ diventato il denominatore dellโestate, sostituendo in modo piuttosto brusco le gradevoli vacanze mediterranee. Continuerร a portare temperature estreme che possono superare con facilitร i 40-42ยฐC in molte regioni del Sud e spingere i termometri su valori critici anche nel Nord Italia, con 36-38ยฐC e tassi di umiditร da giungla.
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Inutile sperare in un cambio del trend meteo. La nuova normalitร รจ qui: spetta a noi imparare a conviverci con la massima consapevolezza. Senza allarmismi, divulgando quello che concretamente potrebbe riservarci il futuro. Una stagione di vero e proprio adattamento climatico.
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Credit:
- World Meteorological Organization (WMO) โ Heat and heatwaves
- Copernicus Climate Change Service (C3S) โ European State of the Climate
- NOAA National Centers for Environmental Information โ Global Climate Report
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) โ Seasonal forecasts
- NASA Earth Observatory โ Heatwaves