Ce ne siamo accorti un po’ tutti. Negli ultimi anni i temporali estivi hanno assunto caratteristiche sempre più estreme. Se in passato erano spesso fenomeni non particolarmente violenti, e diventavano forti solo al culmine delle ondate di calore, oggi si sono trasformati letteralmente in eventi meteo estremi, accompagnati da nubifragi, grandinate con chicchi di grandi dimensioni, raffiche di vento intense e allagamenti improvvisi.
Ma cosa sta succedendo?
Semplice: sta facendo decisamente troppo caldo. Cerchiamo di spiegarne il motivo. Quando le temperature aumentano, soprattutto durante periodi prolungati di caldo intenso, proprio come è successo nel terribile mese di Giugno appena trascorso, il terreno e le acque del Mediterraneo assorbono una quantità sempre maggiore di energia. Questa viene poi trasferita all’aria nei bassi strati, che diventa molto calda, leggera e ricca di vapore acqueo. Si crea così una situazione di forte instabilità potenziale, ovvero la possibilità che si sviluppino i cosiddetti moti convettivi, i quali oggi risultano decisamente più esplosivi rispetto al passato.
In passato i temporali più violenti erano generalmente legati all’arrivo di una perturbazione ben organizzata o di una massa d’aria fredda in grado di sostituire quella calda presente al suolo. Oggi, invece, il Riscaldamento Globale ha cambiato le carte in tavola. Le ondate di calore, sempre più frequenti e persistenti, accumulano una tale quantità di energia che spesso non è più necessario un vero cambio di massa d’aria: è sufficiente un modesto calo della pressione in quota per generare fenomeni meteo davvero violenti.
Ecco i motivi
L’aria surriscaldata dalle temperature estreme dei giorni scorsi tende infatti a salire rapidamente verso gli strati più alti dell’atmosfera. Durante questa risalita il vapore acqueo condensa, formando enormi nubi temporalesche chiamate cumulonembi, capaci di raggiungere anche i 15 chilometri di altezza nei casi più estremi, arrivando a sfondare la tropopausa. All’interno di questi “mostri” si sviluppano correnti ascensionali e discensionali estremamente intense.
E quali sono gli eventi più temuti? In primis la grandine, sempre più imponente perché i chicchi vengono trasportati più volte verso l’alto dalle correnti interne alla nube, attraversando zone con temperature inferiori allo zero. A ogni passaggio si ricoprono di nuovi strati di ghiaccio, aumentando progressivamente di dimensioni. Quando diventano troppo pesanti per essere sostenuti dalle correnti ascensionali, precipitano al suolo, risultando molto più grossi rispetto al passato.
Questo comportamento è tipico delle regioni tropicali
A titolo informativo, nelle aree equatoriali i temporali si sviluppano spesso senza il passaggio di fronti freddi: è il forte riscaldamento del suolo a generare moti convettivi così intensi da produrre quotidianamente fenomeni violenti. Anche il bacino del Mediterraneo sta mostrando dinamiche simili. C’è però un aspetto molto importante che potrebbe sfuggire in questo discorso: l’incredibile rapidità con cui si sviluppano questi nuovi e violenti temporali. Se un tempo servivano un paio d’ore, da un cielo quasi sereno, per arrivare ai primi colpi di tuono, adesso con la cosiddetta convezione esplosiva bastano 30-45 minuti per far scoppiare un vero e proprio temporale violento. Quante volte vi è capitato di uscire per una mezz’oretta e sentire improvvisamente i primi colpi di tuono?
Piove di più?
Non è affatto detto. Paradossalmente, uno degli aspetti più preoccupanti riguarda proprio la distribuzione delle precipitazioni. I giorni caratterizzati da piogge deboli e regolari tendono a diminuire, mentre cresce la frequenza di episodi molto intensi concentrati in poche ore. Questo favorisce allagamenti improvvisi, frane e danni alle infrastrutture. Sulla carta, quindi, può piovere anche di più, ma nelle falde ne arriva di meno rispetto al passato. Come vedete, dunque, il cambiamento climatico enfatizza i fenomeni meteo estremi e, soprattutto, continua a non portare alcun beneficio.
Fonti e approfondimenti:
- Nature Reviews Earth & Environment – The effects of climate change on hailstorms
- Nature – Rising global hail damage potential in a warming world
- UCAR Center for Science Education – Climate influences on severe storms
- Climate Central – Severe Storm Super Hazards (dati NOAA)