
(METEOGIORNALE.IT) Negli ultimi anni, durante la stagione estiva, tutti noi ci siamo accorti di un cambiamento profondo. Diciamolo chiaramente, il clima si è fatto sempre più pesante e ostile da sopportare. Condizioni meteo oramai roventi per settimane, con l’aria che brucia la pelle sfiorando facilmente i 35°C, seguite da improvvisi ritorni di fresco. E il prezzo da pagare per questo sbalzo termico è altissimo. Fenomeni violenti, talvolta estremi.
Le grandinate eccezionali
Spiccano su tutto le grandinate di dimensioni enormi. Chicchi di ghiaccio, o forse sarebbe più corretto chiamarli blocchi congelati, che hanno raggiunto il diametro di 10 centimetri in diverse località tra Veneto e Friuli durante la famigerata estate 2023 ma pure nella 2025.
Con punte documentate addirittura di 15 centimetri. Impressionante. Questo fenomeno, in effetti, risulta sempre più frequente ed è una conseguenza cristallina della grande energia che si accumula nell’atmosfera. Con il global warming che amplifica i fenomeni.
Raffiche e vento distruttivo
Non c’è solo il ghiaccio a fare paura dal cielo. Un’altra minaccia, nient’affatto secondaria, prende la forma dei temibili downburst. Parliamo di raffiche di vento discendenti dalla Nube temporalesca, capaci di superare agevolmente i 100 chilometri orari. Spazzano via tutto. Spesso vengono confusi con i tornado, ma in realtà questi ultimi hanno moto circolare, mentre i downburst lineare.
Ma cosa innesca esattamente questa furia meteo? Il rischio di simili eventi estremi si moltiplica a dismisura quando immense masse d’aria calda e satura di umidità finiscono per schiantarsi contro correnti provenienti da nord, decisamente più fredde.
Queste correnti riescono a valicare la catena delle Alpi, trovando poi nella conca chiusa della Valle Padana la culla perfetta. Occhio alle conseguenze quindi. Ovviamente questi fenomeni meteo estremi Non sono affatto prevedibili se non a pochissime ore dall’evento. Impossibile quindi provare a fare previsioni adesso! Parliamo solo di rischio statistico.
Nuove allerte per i prossimi mesi
Non avremo solo giornate di sole a farci compagnia. Un fattore da monitorare da vicino sarà l’ingresso delle perturbazioni atlantiche. Nonostante il dominio opprimente del noto anticiclone africano, occhio all’aria fresca a nord atlantica. Dopotutto, nelle recenti stagioni estive al Settentrione è piovuto con notevole frequenza, paradossalmente persino più rispetto al decennio scorso.
Il transito strisciante delle cosiddette gocce fredde, ovvero pericolose sacche di aria instabile alle alte quote, potrebbe fare da innesco definitivo per generare celle temporalesche di notevole intensità e durata sul territorio.
L’addio alle estati di un tempo
Molti lettori ci chiedono una cosa. Che fine hanno fatto i vecchi acquazzoni estivi che rinfrescavano le serate senza distruggere i raccolti? Spariti. Oramai, da svariati decenni, i contrasti termici si sono esasperati. Più calore significa più energia potenziale, e di conseguenza probabilità molto più alte di avere fenomeni violenti.
Le stagioni estive attuali, così come quelle del futuro, saranno un’alternanza tra ondate di calore severe e temporali anche estremi. Certo, vivremo ancora qualche innocuo rovescio qua e là, intermittente. Ciò non toglie che, gli eventi meteo estremi e distruttivi diventeranno sempre più frequenti, prima di trasformarsi inevitabilmente nella normalità del nostro clima. Già adesso in parte lo sono…
