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L’esperto avverte: fine del caldo da questa data, ma attenzione a temporali e grandine

Un'analisi attenta dei modelli ECMWF e GFS conferma il graduale calo termico, ma con possibili fenomeni intensi

Giuseppe Proietti di Giuseppe Proietti
25 Mag 2026 - 18:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Andrea Meloni, responsabile del sito web Meteo Giornale, ha intervistato Giuseppe Proietti, esperto in materia.

Che cosa sta accadendo in Europa?

(METEOGIORNALE.IT) Il Vecchio Continente è preda di una cupola africana eccezionale. Le temperature sono letteralmente schizzate verso l’alto, raggiungendo valori praticamente estremi per il periodo, più tipici del cuore di luglio. L’anticiclone subtropicale – non è quello delle Azzorre, non facciamo confusione! – che si è esteso sul Mediterraneo e sull’Europa occidentale presenta caratteristiche eccezionali, con geopotenziali molto elevati in quota.

 

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In particolare, la superficie isobarica dei 500 hPa ha raggiunto addirittura i 6000 metri di altitudine su vaste aree europee. Se per molti di voi potrebbe essere difficile capire questo concetto, diciamo semplicemente che fino a pochi decenni fa sarebbe stato raro registrarlo anche nel cuore di luglio o nella prima metà di agosto.

I lettori possono vedere davvero quanto sia anomalo il caldo in corso. In questa immagine si indicano le anomalie della temperatura a circa 1500 metri, utile per vedere effettivamente lo spostamento delle masse d’aria. Tutta l’Europa occidentale è inglobata da un caldo realmente fuori logica.

 

Quindi ora certe strutture di caldo estremo si verificano anche in primavera?

Assolutamente sì. Gli esperti, tra cui il sottoscritto, continuano a sottolineare come il Cambiamento Climatico stia contribuendo a rendere più intensi e persistenti gli episodi di caldo anomalo. Si badi bene che queste cose accadono in tutte le stagioni, ma è proprio tra maggio e settembre che si avvertono maggiormente, perché veniamo investiti da temperature estreme a cui il corpo umano non è abituato.

 

Gli effetti dell’alta pressione si faranno sentire soprattutto nelle zone pianeggianti del nord Italia e lungo le regioni del medio-alto Tirreno. Tra il 25 e il 27 maggio, i termometri potrebbero raggiungere e localmente superare i 34-35°C in diverse città e aree interne. Ci attendono quindi tre giornate davvero bollenti, con la possibilità soltanto di qualche temporale passeggero sulle Alpi, che tuttavia non modifica affatto il pattern in questione.

 

Quindi dobbiamo ancora pazientare?

Certamente sì. Le giornate saranno caratterizzate da cieli pressoché sereni o poco nuvolosi, con ventilazione debole e un generale aumento della sensazione di afa, specialmente durante le ore serali e notturne. Attenzione quindi ai valori minimi, già ora molto alti e in ulteriore intensificazione. Soprattutto nei centri urbani della Valle Padana, tra martedì e giovedì rischiamo minime anche sui 25°C, alimentate dal calore accumulato dal cemento e, ovviamente, dalla massa d’aria bollente. Si tratterebbe di valori eccezionali anche nel cuore di luglio, se paragonati al clima precedente agli anni 2000.

 

Ma allora quando finirà questo strazio?

Nonostante la presenza dominante dell’anticiclone, i modelli ECMWF e GFS concordano entrambi non tanto su una fine improvvisa del caldo, quanto su un suo graduale ridimensionamento. Si badi bene che rimarremo comunque in un range pienamente estivo, ma meno estremo rispetto a quello che stiamo vivendo in questi giorni.

 

L’alta pressione, pur continuando a garantire condizioni di caldo intenso, inizierà a mostrare qualche piccolo cedimento. Alcune infiltrazioni di aria più fresca provenienti dal nord Atlantico riusciranno gradualmente a farsi strada verso il Mediterraneo centrale, facendo calare leggermente la pressione in quota. Non si tratta certo di una perturbazione, ma sarà sufficiente per favorire il ritorno dei classici temporali di calore, tipici delle fasi estive non estreme.

 

A partire da mercoledì 27, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, l’atmosfera diventerà più instabile sulle aree montuose del nord Italia. In un primo momento si tratterà di qualche isolato pennacchio temporalesco, molto locale ma anche violento, in virtù dell’enorme quantità di calore presente.

 

Le prime zone interessate saranno le Alpi e le Prealpi, dove lo sviluppo dei temporali potrebbe risultare rapido e improvviso. In particolare, i fenomeni più intensi potrebbero colpire l’alta Lombardia, l’alto Piemonte, la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige, le Dolomiti e parte dell’alto Friuli.

 

Ancora anticiclone particolarmente forte tra giovedì 28 e venerdì 29, ma con un leggero ridimensionamento termico. Oltretutto, qualche temporale sui rilievi alpini ci potrà essere, anche se risulterà localizzato, ma non per questo poco intenso.

 

Dobbiamo preoccuparci?

Quando parliamo di fenomeni meteo estremi sì, anche se non vogliamo ovviamente creare allarmismo nei nostri lettori. In questo caso non ci sarà nessuna perturbazione organizzata, ma semplicemente un calo della pressione, che favorirà tuttavia la formazione di fenomenologia temporalesca.

 

Il contrasto tra il caldo intenso al suolo e l’arrivo di correnti leggermente più fresche in alta quota rappresenta uno degli ingredienti principali per la nascita di fenomeni estremi. Per questo motivo, soprattutto tra giovedì 28 e venerdì 29, la possibilità di temporali sulle Alpi è piuttosto concreta, anche in maniera via via più diffusa. Qualcosa potrebbe sconfinare in Valle Padana, facendo abbassare le temperature di due o tre gradi. Si rimarrebbe sempre sopra le medie del periodo, ma in un contesto meno estremo rispetto a quanto paventato in questi giorni.

 

Nel resto d’Italia, dalla Toscana in giù, il caldo continuerà a dominare la scena almeno fino alla fine del mese, con temperature ben oltre le medie climatiche. Le regioni del Centro-Sud e le due Isole Maggiori continueranno a vivere condizioni pienamente estive: stavolta anche loro saranno coinvolte dalla calura intensa.

 

È ancora presto prima di dare con certezza i dettagli utili, ma attenzione che i temporali previsti, sia sulle Alpi sia in possibile estensione da lunedì primo giugno, potrebbero essere piuttosto violenti.

 

La novità dai primi di giugno

Attenzione a quello che potrebbe accadere a partire da lunedì 1° giugno. Si tratta ancora di una tendenza meteorologica che andrà ovviamente confermata: il calo della pressione risulterà più marcato e potrebbe aprire la porta all’arrivo di precipitazioni più diffuse e intense.

 

Dovremo monitorare con attenzione l’evoluzione prima di fornire ulteriori dettagli, ma cominciamo a segnare sul calendario la possibilità che, dai primissimi giorni di giugno, il caldo possa diminuire e il rischio temporalesco aumentare sensibilmente. Data l’enorme energia in gioco, massima attenzione ai fenomeni meteo estremi: nubifragi, grandine e colpi di vento violenti. Saremo più precisi quando mancheranno poche ore all’evento.

 


Credit: (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Copernicus Climate Change Service (C3S)
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • WMO – World Meteorological Organization
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