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Meteo: caldo estremo, ma pure violenti temporali, le zone a rischio fino al 30 Giugno

Non solo caldo infernale: saranno possibili brevi (ma violenti) temporali, andiamo ad analizzare le zone coinvolte

Siamo letteralmente bersagliati da domande su quando finirà questo inferno climatico. Purtroppo, analizzando per bene i run dei modelli GFS ed ECMWF, non si scorge una fine definitiva per tutti. Le indicazioni che arrivano verso la fine del mese restano piuttosto deboli, poco definite e avvolte in una notevole incertezza. C’è però un dettaglio importante.

Sebbene l’anticiclone sia enorme ed estremamente potente, in qualche occasione si registrerà un minimo calo della pressione in quota. Questo vuol dire che, nonostante un caldo a dir poco estremo, non ci sarà sempre e solo sole indisturbato per tutti: potranno verificarsi diversi fenomeni termoconvettivi.

Indice EFI a cura del modello ECMWF. Indica, in parole povere e, quanto la temperatura attuale si sta discostando dalla media che ci dovremmo attendere in un determinato luogo. Ciò significa che il rosso intenso è da primato assoluto, arancione è molto anomalo e il giallo è al di sopra delle medie tipiche del periodo. Si può notare che, a livello italiano, sia più coinvolto il Nord del Sud, sebbene proprio al Settentrione ci saranno più temporali.

Che cosa sono i temporali di calore

Si tratta, come suggerisce il termine stesso, di episodi generati dal forte riscaldamento del suolo e dalla conseguente crescita verticale del cumulonembo. Sono nubi a sviluppo verticale, capaci di portare rovesci intensi e persino grandinate di una certa consistenza.

Ma sono episodi locali: potranno portare sollievo soltanto in alcune zone, mentre in altre non avranno effetti significativi. In assenza di piogge, il caldo e la siccità continueranno a essere i denominatori comuni. Inoltre, considerando l’enorme quantità di energia presente nell’atmosfera a causa delle temperature elevate e dell’alto tasso di umidità, questi fenomeni potranno risultare anche piuttosto pericolosi, poiché si accompagneranno a colpi di vento furiosi e grandinate.

Quali sono le regioni interessate

Le aree maggiormente coinvolte, secondo gli scenari dei modelli citati, saranno sostanzialmente sempre le stesse. Al Nord i temporali pomeridiani saranno più probabili sulle zone alpine e prealpine: particolare attenzione per la Valle d’Aosta, il settore occidentale delle Alpi e il Piemonte. Fenomeni analoghi potranno interessare anche la Valtellina, il Trentino-Alto Adige e le zone settentrionali del Friuli. Possibili episodi temporaleschi anche lungo l’Appennino Ligure e Tosco-Emiliano, mentre sulla Pianura Padana non si esclude il passaggio serale o notturno di qualche cella più organizzata, soprattutto a nord del fiume Po, nella nottata di mercoledì e poi nel fine settimana, a tratti.

Temporali di calore piuttosto diffusi sulle zone alpine e appenniniche, nonostante il caldo estremo. Saranno locali, ma spesso di elevata intensità

Ancora meno nelle altre aree

Al Centro Italia i fenomeni saranno più isolati e concentrati soprattutto nelle aree interne. Sono attesi temporali di calore nelle zone montuose dell’Appennino tra Lazio e Abruzzo e occasionalmente anche nelle aree interne della Sardegna. Quanto al Sud, meno alle prese col caldo estremo ma anch’esso condizionato dalla quasi totale assenza di nubi, i temporali convettivi potranno formarsi nelle zone interne della Sicilia, sull’Appennino Calabrese e Lucano, nonché sull’Irpinia, con fenomeni rapidi e occasionali.

Per tutte le aree non citate in questa analisi c’è ben poco da aggiungere: assenza totale di piogge fino a data da destinarsi. Qualcosa comincia a muoversi nei primissimi giorni di luglio, ma stiamo parlando di tendenze meteo a lunghissimo termine che andranno sicuramente confermate.

Attenuazione del caldo a partire dal 1-2 luglio? I modelli meteo fiutano questa opzione, ma andrà confermata dai prossimi aggiornamenti

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