
(METEOGIORNALE.IT) Anche se spesso sbuffiamo davanti a un cielo grigio e piovoso, il ritorno delle precipitazioni è fondamentale per l’equilibrio del territorio. Una primavera ricca d’acqua gioca un ruolo assolutamente essenziale in vista delle condizioni meteo estive.
Se piove spesso il prezioso oro blu può infiltrarsi lentamente nel terreno e andare ad alimentare le falde sotterranee. Queste ultime, si sa, rappresentano la nostra riserva principale in vista dei mesi più caldi. Che tanto arriveranno di sicuro…
Le dinamiche atmosferiche
È tornato a piovere con insistenza da alcuni giorni. È il motivo potrebbe essere legato sia alle dinamiche atmosferiche sia ad uno degli attori principali: il Vortice Polare. Siccome è piuttosto frammentato e debole, è altamente possibile che nelle prossime settimane, non possiamo affatto escludere improvvise discese di aria fredda provenienti dalle regioni artiche. Un fenomeno che, tra l’altro, non dovrebbe sorprenderci più di tanto.
Il mese di marzo, e in generale l’inizio della primavera, è storicamente caratterizzato da questa accentuata variabilità climatica. Questi ritorni di freddo, talvolta anche piuttosto marcati e pungenti, fanno parte della normale fase di transizione tra inverno e primavera. Non dobbiamo quindi sbandierare ai quattro venti l’arrivo di gelo e neve. Ma sarebbero comunque condizioni meteo idonee al periodo.
L’attività temporalesca
Se al momento, come è lecito aspettarsi, i temporali diffusi non sono la caratteristica dominante, le condizioni atmosferiche tenderanno a favorirli sempre di più con il procedere della stagione. La dinamica è piuttosto tipica: masse d’aria più calde risalgono dai bassi strati dell’atmosfera, mentre correnti più fresche scorrono in quota.
Questo contrasto termico verticale crea l’energia necessaria per lo sviluppo di nubi temporalesche anche molto intense. Quando queste differenze diventano marcate, i fenomeni possono risultare violenti. Negli ultimi anni, ad esempio, il mese di maggio ha spesso mostrato un aumento significativo delle precipitazioni, talvolta sotto forma di rovesci davvero intensi. Piogge si, anche piuttosto forti, ma meno benevole rispetto a quelle attuali.
E l’estate?
Quando arriveranno giugno, luglio e agosto, le precipitazioni in Italia tenderanno generalmente a calare in modo significativo. Attenzione, questo non vuol dire che d’estate non pioverà affatto: anzi, specie sulle Alpi e in parte della Valle Padana, basta una piccola falla nella quota di geopotenziale per scatenare temporali intensi.
Ma attenzione. Si tratta spesso di fenomeni violenti e improvvisi, autentici nubifragi che scaricano molta acqua in pochissimo tempo. Per giunta in maniera non solo rapida ma anche circoscritta. In queste condizioni, gran parte dell’acqua scivola via rapidamente in superficie senza riuscire a penetrare nel terreno ormai secco e indurito.

Per concludere, diciamo che…
L’obiettivo principale dovrebbe essere quello di arrivare all’estate con riserve idriche ben fornite. Bacini, fiumi e falde sotterranee devono poter contare sull’apporto accumulato durante l’inverno e la primavera. In fondo il messaggio è piuttosto semplice.
Sopportare qualche giornata nuvolosa adesso potrebbe rivelarsi un piccolo sacrificio utile per evitare problemi ben più seri nei mesi successivi. In fondo, sappiamo già che l’estate prossima avrà condizioni meteo di caldo intenso e pioverà poco e male. Perché lamentarsi di alcune giornate grigie a marzo?
