Ci troviamo all’inizio di luglio dopo un lungo con meteo davvero rovente, date le temperature elevate e la presenza di un robusto anticiclone di matrice nord-africana. Il Mar Mediterraneo ha inevitabilmente mostrato un’accelerazione preoccupante nell’aumento delle temperature superficiali delle acque. Questo fenomeno, ben visibile dalle rilevazioni satellitari e dalle boe meteo-oceanografiche, si sta configurando come uno dei segnali più chiari e preoccupanti del cambiamento climatico in atto, con ripercussioni meteo che potrebbero risultare critiche già a breve, non solo nel prosieguo dell’Estate.
Il peggioramento atteso a breve può quindi essere ulteriormente enfatizzato dal mare caldo e l’attuale incursione temporalesca che già interessa le regioni settentrionali può quindi ricevere ulteriore carburante. Siamo nel momento dell’anno di massima radiazione solare e pertanto questo riscaldamento marino ha sfruttato tutte le massime potenzialità del periodo, per via delle giornate molto calde, soleggiate e con scarsa ventilazione in mare aperto.
Lungo tutte le coste dell’Italia, dalla Liguria alla Calabria, passando per Sardegna, Sicilia e l’intera fascia adriatica, le temperature dell’acqua stanno superando di 4-5 gradi le medie climatologiche del periodo. In alcune zone del Mar Tirreno centro-meridionale si stanno già registrando picchi oltre i 27-28°C. In alcuni tratti tra il Mar Ligure e i tratti a ridosso delle coste meridionali francesi le anomalie arrivano fino a 7 gradi.
I rischi legati alle acque marine già così calde all’inizio dell’Estate
Questi valori sono del tutto eccezionali per il periodo, ma sarebbero molto elevati anche nel periodo di massimo riscaldamento marino che generalmente riscontriamo nella prima parte di Agosto. Il caldo esagerato del bacino mediterraneo non è solo un dato numerico, ma modifica radicalmente il comportamento delle masse d’aria influenzando in modo diretto le dinamiche e aprendo la strada a scenari potenzialmente estremi.
Acque marine più calde comportano un’evaporazione più intensa, aumentando così il contenuto di umidità nell’aria. In sostanza percepiamo più caldo nell’ambiente e soprattutto sulle coste si smorza l’effetto piacevole che dovrebbe essere garantito dalle brezze marine. Questo surplus di vapore acqueo diventa carburante per i temporali, che possono evolversi in fenomeni violenti: grandinate, nubifragi, downburst e trombe d’aria.
Tutti questi eventi trovano nell’aria calda e umida il terreno perfetto per svilupparsi ed il mare può contribuire non poco. Inoltre, il Mediterraneo funziona da “mare chiuso”, e quindi è più sensibile a ogni variazione termica. L’innalzamento delle temperature marine rende più probabili regimi di blocco da ondate di calore.
Proiettandoci nell’evoluzione meteo per i prossimi giorni, il previsto ingresso di una goccia fredda in pieno Mediterraneo destabilizzerà l’atmosfera e potrà usufruire anche del calore marino già notevole. C’è quindi la possibilità di meteo instabile più marcato non solo sulla terraferma, ma occasionalmente anche in mare aperto. Inutile dire che, di questo passo, il Mar Mediterraneo potrà scaldarsi ulteriormente arrivando verso fine estate in una situazione ancora più insidiosa e con il calore che si trasmetterà anche negli strati più profondi. Tutto questo non depone bene in vista delle eventuali incursioni d’aria fredda e dei peggioramenti meteo attesi verso fine stagione, che possono assumere potenzialità ancora più estreme.