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      Home » Neve su Alpi prima del caldo record Luglio-Agosto 2017. Ci riguarda
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneMeteo del passato

      Neve su Alpi prima del caldo record Luglio-Agosto 2017. Ci riguarda

      Nel cuore dell'estate 2017 le vette alpine vissero un sorprendente videro il ritorno dell'inverno con neve fresca oltre sin 2000 metri a Luglio. Ma poi fu l'inferno di calore, picchi di 46°C.

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 13/07/2026
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      9 Min Lettura
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      Contents
      • Estate 2017, quando l’Italia toccò i 46°C, mentre le Alpi si imbiancavano di neve qualche settimana prima
      • L’ondata di calore di inizio Agosto, il cuore rovente dell’estate
      • Record di temperatura, città per città
      • Le cause di un caldo così estremo
      • Eppure a fine Luglio tornò la neve sulle Alpi
      • Le regioni più colpite dal caldo del 2017

      Estate 2017, quando l’Italia toccò i 46°C, mentre le Alpi si imbiancavano di neve qualche settimana prima

      Ci sono estati che finiscono negli annali di meteorologia. Quella del 2017, in Italia, è una di queste. Seconda soltanto alla leggendaria stagione del 2003 nell’intera serie storica dal 1800, secondo i dati ISAC CNR, chiuse i conti con un’anomalia media nazionale di circa +2,5°C rispetto al trentennio 1971-2000. Un numero che, da solo, dice poco. Ma dietro quella cifra si nascondono settimane di afa implacabile, fiumi ridotti a rigagnoli e termometri impazziti. E, sorpresa, persino una nevicata estiva sulle Alpi. Sì, avete letto bene, vivemmo anche la neve, questo a luglio. E sapete, se vedi la neve a quote insolite, la mente si rilassa, e c’è l’illusione, quasi, che non ci sarà più il caldo vissuto nelle settimane precedenti.

       

      L’ondata di calore di inizio Agosto, il cuore rovente dell’estate

      Il momento più critico arrivò tra la fine di Luglio e i primi giorni di Agosto 2017, con il picco concentrato tra il 1 e il 5 Agosto. Un potente promontorio anticiclonico nord africano, esteso dall’Algeria fino ai Balcani, prese possesso del Mediterraneo centrale trascinando verso l’Europa masse d’aria sahariane roventi e secche. La subsidenza, ovvero quell’aria che scende e si comprime riscaldandosi ulteriormente, fece il resto. Insomma un Heat Dome.

      I radiosondaggi raccontano una situazione fuori scala: 25,2°C alla quota di 850 hPa, circa 1600 metri, sopra San Pietro Capofiume nel Bolognese il 2 Agosto, e zero termico schizzato a 5082 metri sopra Milano Linate il 4 Agosto. In pratica, per trovare il gelo bisognava volare più in alto del Monte Bianco. Una dinamica che, diciamolo, oggi conosciamo fin troppo bene, visto che episodi simili si ripetono con ondate africane sempre più frequenti.

       

      Record di temperatura, città per città

      I numeri di quei giorni fanno ancora impressione. In Emilia Romagna il termometro di Forlì toccò 43,0°C il 4 Agosto, nuovo primato assoluto dal 1969, mentre Brisighella arrivò a 42,5°C e Ferrara fissò il suo record dal 1951 con 41,4°C. A Bologna Borgo Panigale si raggiunsero 40,1°C, mai così caldo dall’inizio delle misurazioni.

      In Toscana spiccano i 41,3°C di Firenze Peretola il 1 Agosto, record per il mese, e i 40,4°C di Arezzo due giorni dopo. Nel Lazio Frosinone firmò un clamoroso 42,8°C, primato assoluto dal 1961, e Perugia centrò il suo record storico con 41,0°C, identico valore raggiunto anche a Pescara. E la Sardegna? Fu la regione dei numeri estremi: 41,9°C ad Alghero Fertilia, record dal 1951, e picchi di 45,0°C a Ottana secondo la rete ARPAS, con alcune stime fino a 46,4°C nell’entroterra sassarese. Valori che oggi tornano d’attualità ogni volta che si punta ai 45°C sull’Isola.

      Le temperature percepite, complice un’umidità opprimente, sfiorarono e in qualche caso superarono i 50°C tra Sardegna ed Emilia Romagna. E le notti? Tropicali quasi ovunque, con minime spesso tra 25 e 30°C e un dato curioso: 24,5°C di massima il 3 Agosto al Lago Scaffaiolo, a 1794 metri di quota. A Roma, già a Giugno, si erano contate venti notti tropicali consecutive.

       

      Le cause di un caldo così estremo

      Insomma, cosa alimentò quella fornace? Il motore fu l’anticiclone subtropicale, certo, ma diversi fattori aggravarono il quadro. Il suolo, prosciugato da una siccità invernale e primaverile severissima, non poteva più raffreddare l’aria per evaporazione. La circolazione atmosferica prevalentemente zonale tenne alla larga le perturbazioni atlantiche. In alcune zone del basso Piemonte, dell’Emilia Romagna e delle Marche, il vento di caduta da sud ovest, un vero effetto favonio, compresse ulteriormente l’aria generando picchi locali eccezionali.

      C’è poi il convitato di pietra: il Riscaldamento Globale. Le analisi di attribuzione hanno stabilito che il cambiamento climatico rese un’estate come quella del 2017 almeno dieci volte più probabile rispetto al 1900. Entro metà secolo, avvertono gli studiosi, stagioni del genere diventeranno la normalità nel Mediterraneo. Basta guardare cosa accade oggi ai ghiacciai, con cascate d’acqua a 4000 metri sulle pareti alpine, per capire quanto quel monito fosse fondato.

       

      Eppure a fine Luglio tornò la neve sulle Alpi

      Ed eccoci al paradosso più affascinante di quell’estate. Tra il 24 e il 27 Luglio 2017, poco prima della grande fiammata di Agosto, un’irruzione di aria atlantica più fresca portò temporali diffusi al Nord Italia e un crollo temporaneo dello zero termico. Risultato? Neve fresca in alta quota sulle Alpi occidentali e centro occidentali. Al Rifugio Torino, sul massiccio del Monte Bianco, si misurarono accumuli di 25 centimetri, con fiocchi osservati fin verso i 2000 metri e spruzzate anche poco più in basso. Sopra i 3500, 4000 metri gli accumuli raggiunsero i 40, 50 centimetri. Segnalazioni arrivarono perfino dalle Alpi Giulie, in Friuli, dal Trentino Alto Adige. Fu un refrigerio classico, anni ’70 del secolo scorso, per capirci.

      Un classico “ritorno dell’inverno in quota” nel cuore dell’estate, reso spettacolare dal contrasto con il caldo delle settimane precedenti e successive. Sull’Appennino, invece, nulla di paragonabile: le quote sono troppo basse per nevicate in pieno Luglio, e ci si dovette accontentare di temporali e di un po’ di refrigerio. Ci sono segnalazioni di neve o gragnola su Maiella e Gran Sasso, ma non sappiamo se caddero fiocchi di neve. Episodi del genere, va detto, non sono spariti: anche di recente il maltempo ha riportato fiocchi freschi sulle Alpi in piena stagione estiva, un tempo normalità assoluta, oggi quasi una notizia. L’estemizzazione climatica, anche ai giorni d’oggi potrebbe alleviarci dal caldo con eventi meteo straordinari di fresco, anche in un contesto di stagione estiva bollente. Di recente, ad esempio, nel cuore di un’estate anche per loro caldissima, la neve è caduta nelle Montagna Rocciose nel Nord America, con eccezionale evento per quota nello stato americano dell’Utah.

      Per altro, segnaliamo un’estate straordinariamente fresca in Alaska.

       

      Le regioni più colpite dal caldo del 2017

      Il conto finale fu pesante per tutta la Penisola. Toscana, Lazio, Umbria e Abruzzo tra le aree con i valori più estremi; la Pianura Padana centro orientale stretta tra caldo record e notti insopportabili; la Sardegna regina delle temperature assolute; Calabria e Sicilia tra 42 e 46°C. Il Sud, va ricordato, aveva già pagato dazio con l’ondata di Giugno e con una siccità che non concedeva tregua.

      Le conseguenze andarono ben oltre il disagio. Il fiume Secchia si prosciugò completamente in alcuni tratti, l’agricoltura subì danni ingenti e i ghiacciai alpini registrarono perdite di massa tra le più gravi mai osservate, specialmente sul settore centro orientale. Agosto fu inoltre secchissimo, con un deficit pluviometrico che aggravò la crisi idrica. Un’estate doppia, verrebbe da dire: da una parte il fuoco africano, dall’altra quella nevicata fuori stagione che, per qualche giorno, riportò l’inverno sulle vette alpine. Il clima che cambia, in fondo, si racconta anche così con l’estremizzazione del tempo atmosferico.

       

      Credit

      • World Weather Attribution
      • European Space Agency
      • Climate Signals
      • Inside Climate News
      • France 24
      • MeteoGiornale.it (i nostri archivi sono ricchissimi)
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