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      Home » Caldo africano in aumento: quanto durerà l’ondata dal Sahara
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      Caldo africano in aumento: quanto durerà l’ondata dal Sahara

      Un vasto serbatoio di aria subtropicale continua a espandersi verso nord: dopo Spagna, Portogallo e Francia, dove si toccano valori estremi, il grande caldo minaccia ora anche l'Italia, con un'incognita sulla possibile tregua di metà luglio.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 06/07/2026
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      8 Min Lettura
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      Contents
      • Aria subtropicale in espansione sul Mediterraneo
        • Nuova ondata di calore tra Spagna, Portogallo e Francia
        • Italia solo sfiorata, ma pianure e zone interne a rischio 40°C
        • Il possibile affondo oceanico sull’Italia: i modelli matematici in forte contrasto
        • Francia flagellata: temperature fino a 45°C
        • Caldo torrido o caldo afoso, e cosa dicono GFS ed ECMWF

      Aria subtropicale in espansione sul Mediterraneo

      L’aspetto più preoccupante di questa stagione estiva è soprattutto il fatto che si è spostato esageratamente verso nord un grosso ammasso di aria subtropicale, che sta invadendo tutta la regione del Mediterraneo e si sta addirittura espandendo verso l’Europa centrale; e l’Italia se ne trova direttamente coinvolta. Tale situazione atmosferica è quindi favorevole alla persistenza, e soprattutto alla marcata intensità, di ondate di calore di origine africana, per giunta intensificate dalla presenza di un campo di alta pressione soprattutto in quota, che va a comprimere l’aria nei bassi strati e quindi a incrementare ulteriormente le temperature, già elevate per l’aria calda in arrivo da sud.

      A tutto questo si somma anche un incremento sensibile della temperatura del Mar Mediterraneo, che rilascia in atmosfera enormi quantità di umidità: un fenomeno che va a determinare una situazione estremamente favorevole al caldo afoso, con temperature percepite superiori a quelle misurate dai termometri. Questa situazione meteorologica sembra essere senza sblocco, quantomeno per ora, forse fino addirittura al 20 luglio.

       

      Nuova ondata di calore tra Spagna, Portogallo e Francia

      Si sta materializzando una nuova ondata di calore, che ha cominciato a interessare già nei giorni scorsi il sud della Penisola Iberica, colpendo anche città molto importanti come Madrid e Lisbona, dove la temperatura ha toccato valori attorno ai 40°C. Il caldo ora si sta espandendo verso la Francia, dove sono attesi valori intorno ai 40°C in un primo momento, per poi addirittura superarli.

       

      Italia solo sfiorata, ma pianure e zone interne a rischio 40°C

      Per fortuna questa massa d’aria calda interesserà più marginalmente l’Italia, com’è avvenuto la volta precedente, quantomeno nella prima fase. Ciò vuol dire che inizialmente non avremo temperature atroci, per così dire, cioè superiori ai 40°C come accade in Spagna e in Francia; c’è però il rischio che tali masse d’aria si espandano poi verso l’Italia, accentuando in particolare le temperature delle aree a clima continentale. In questo caso estremamente vulnerabile risulta essere la Pianura Padana.

      Ma vulnerabili sono anche le pianure interne dell’Italia centrale e le aree interne della Sardegna, esposte anch’esse all’aria calda che arriva da ovest e da sud. Aria calda che proviene da sud per quanto riguarda l’origine, che è subtropicale, ma anche perché è presente un campo di alta pressione in quota piuttosto potente, che comprime l’aria nei bassi strati e ne favorisce quindi, come ho detto prima, l’incremento della temperatura.

       

      Il possibile affondo oceanico sull’Italia: i modelli matematici in forte contrasto

      Purtroppo, man mano che passeranno i giorni, c’è il rischio che questa colonna d’aria molto calda, che si sta dirigendo verso la Penisola Iberica e la Francia, si orienti maggiormente verso l’Italia e possa quindi colpire in maniera massiccia anche il nostro Paese, determinando un’ondata di calore imponente. E questo potrebbe accadere neanche troppo avanti nei giorni, forse tra questo fine settimana e la metà della prossima, oppure a inizio della prossima settimana. Il fenomeno, tra le altre cose, lo ripeto, non sembra avere una conclusione imminente, perché non vediamo, ad esempio, un cambiamento neppure con il modello matematico europeo, anche se più avanti ci potrebbe essere.

      Consultando le mappe del modello matematico americano si intravede, come spesso accade, una maggiore variabilità e quindi anche una possibile interruzione della fase di grande caldo, ad esempio nel corso della prossima settimana, con una escalation temporalesca soprattutto sulle regioni settentrionali, su quelle centrali e sulla Sardegna, oltre che sulla Campania, perché entrerebbe aria più fresca di origine oceanica che andrebbe a inserirsi soprattutto verso la Francia, dove si avrebbe un deciso abbassamento della temperatura. Si tratta però di previsioni soggette a molte fluttuazioni, il che significa, sostanzialmente, che possono variare nel corso dei giorni e imporci una situazione atmosferica diversa rispetto a quella che vediamo attualmente attraverso i modelli matematici. Insomma, siamo in una fase piuttosto incerta, in cui potrebbe accadere sia che l’ondata di calore si protragga per due settimane, sia che si interrompa per poi riprendere nuovamente.

       

      Francia flagellata: temperature fino a 45°C

      Riprendere nuovamente perché, innanzitutto, abbiamo una persistenza delle masse d’aria subtropicali, come dicevo prima, nelle latitudini mediterranee, sull’Italia e sulla Penisola Iberica, e addirittura queste si spingono oltre la regione alpina: interessano infatti anche la Francia, come sappiamo, e soprattutto la Francia occidentale ne è battuta duramente, con temperature estreme, elevatissime, che nei giorni scorsi hanno raggiunto persino i 45°C. Sono valori stratosferici, se vogliamo parlare di quelle aree geografiche, perché in Francia il clima, soprattutto verso le coste oceaniche, è decisamente molto più mite durante la stagione estiva rispetto all’Italia: le temperature medie estive sono cioè inferiori, eppure si verificano situazioni atmosferiche così estreme, mettendo a dura prova i francesi.

       

      Caldo torrido o caldo afoso, e cosa dicono GFS ed ECMWF

      Il problema che si potrebbe porre è che quella massa estremamente calda, derivante sia dall’interferenza subtropicale sia dall’alta pressione che schiaccia l’aria verso i bassi strati, possa coinvolgere direttamente l’Italia: una possibilità che, teoricamente, si aggira attorno al 50%. Potrebbe esserci una rottura di questa grande calura verso il 18-20 luglio, tale da dare, come ho detto prima, quella fase temporalesca e un po’ di refrigerio. Ecco, il refrigerio che stiamo verificando ormai in queste ultime annate estive è quello di avere temperature verso la media stagionale, se non anche sopra la norma, soprattutto in quelle aree dove poi si realizzano correnti settentrionali di tipo adiabatico, cioè il vento che scende dalle montagne verso il basso: la temperatura si mantiene elevata, ma con aria secca, e a questo punto il caldo diventa torrido e non più afoso. Ricordo che la differenza tra i due è molto importante: il caldo torrido è quando la temperatura è elevata ma con un basso tasso di umidità, mentre il caldo afoso è quando abbiamo un elevato tasso di umidità accompagnato da alte temperature.

      Insomma, staremo a vedere nei prossimi giorni che cosa sforneranno i principali modelli matematici, per capire quando potrebbe concludersi questa ondata di caldo in arrivo e, soprattutto, se invece ci sarà un suo prolungamento con un’intensificazione. Diciamo che le differenze sono estreme, come potrete tranquillamente individuare da quello che ho analizzato: per questa analisi ho utilizzato sia il modello matematico GFS, ovvero quello americano, sia quello europeo, l’ECMWF.

       

      Credit

      • Copernicus Climate Change Service – ECMWF
      • World Meteorological Organization – WMO
      • Copernicus / EU Space Programme – Sentinel-3
      • Copernicus Climate Change Service – El Niño e caldo europeo
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