
L’inverno ha superato l’estate: ecco perché gli italiani non sopportano più il grande caldo
Un ribaltamento che nessuno si aspettava
In questi giorni, facendo un’indagine, ci siamo accorti che moltissime persone in Italia, ma anche in Europa, così come nel Nord America e – attraverso altre ricerche di mercato svolte in Asia – anche laggiù, indicano ormai l’inverno come la stagione preferita. Pensate che in passato era l’estate. Ma cosa è successo all’estate rispetto a dieci, venti, trent’anni fa? È capitato che la stagione estiva si sia riscaldata eccessivamente e che sia quindi diventata vittima di ondate di calore terrificanti, non c’è altro termine da usare. Succede in tutto il nostro emisfero settentrionale, ma anche nell’emisfero meridionale, dove le città che un tempo avevano un clima mite durante l’estate, tipicamente mediterraneo, oggi non lo hanno più.
Ricordiamo, tra le altre cose, che il clima mediterraneo non comporta temperature di 40°C. Chi lo sostiene sbaglia totalmente. Quando capita di sentire “vado in Sardegna, vado in Sicilia, ma è tutto normale se ci sono 40°C, altrimenti non è estate”, ebbene, ciò che viene detto è un errore assoluto: è una non conoscenza della metodologia, ma soprattutto del clima locale. Perché le temperature di queste isole del sole e del caldo durante la stagione delle vacanze non sono certo quelle di 40°C, che rappresentano un limite estremo, valori che si raggiungevano poche volte all’anno, soprattutto sulle coste. Nelle zone interne capitava qualche volta di toccare quota 40°C, ma erano valori rari, una o due volte all’anno. Oggi il quadro è completamente diverso, come raccontiamo nell’aggiornamento sulla nuova ondata africana pronta a investire l’Italia.





La neve che non cade più in pianura
Ora mi sposto verso un’altra area d’Italia, il Nord Italia. La scena che vedete nella foto era assai frequente: succedeva cinque, dieci volte all’anno, o meglio, si contavano cinque o dieci giornate all’anno in cui si poteva osservare una fitta nevicata in pianura. Sì, proprio in Pianura Padana, quella pianura dove in questo lasso di tempo la neve non cade più. L’ultima abbondante nevicata è avvenuta il 28 dicembre 2020 nel nord ovest. Sì, quest’inverno c’è stata una nevicata in Emilia-Romagna, tutto sommato bella, ma alla fin fine si tratta di episodi così rari e occasionali che vengono quasi dimenticati. Capitano ogni tot anni, e ormai per lo più si hanno delle fioccate: quando arrivano, sembra che stia nevicando, ma per fioccate intendiamo nevischio. Un tema che abbiamo affrontato spiegando perché la neve in Pianura Padana non è un miraggio e ripreso poi con i fiocchi di neve in Valle Padana.
Le stagioni preferite, tra primavera e autunno
Tuttavia, parlando delle stagioni oggetto di questo articolo, è sicuramente l’inverno una delle preferite dalla globalità degli italiani. Nel Nord Italia le stagioni predilette sono in parte la primavera e l’autunno, sì, perché le temperature sono miti e piacevoli, mentre l’inverno continua a essere abbastanza freddo, così come nel Centro e nel Nord Europa. Primavera e autunno sono dunque le stagioni preferite fra le quattro, anche se poi c’è da dire che una vera, netta distinzione fra le quattro stagioni traballa parecchio. Infatti, a causa del Cambiamento Climatico, le stagioni sono stravolte, e non mi vengono molti altri termini in merito. Sì, perché osserviamo sempre più frequentemente ondate di freddo tardive in primavera e ondate di calore tardive in autunno. E c’è sempre lui, il caldo, quel caldo che ha maledetto la stagione estiva e che ci sta facendo dannare, soprattutto sulle regioni coinvolte in questo momento.
Le regioni del Sud Italia possono dire di aver avuto un inizio di stagione estiva tutto sommato tranquillo, senza eccessi incredibili, anche se spesso le temperature sono andate oltre la media. Ora però si prospetta loro un’ondata di calore infernale, soprattutto durante questo fine settimana, come si legge nell’analisi sui picchi di temperatura e la durata della canicola. E non molti avranno la voglia di rinunciare a vivere una giornata come quella della fotografia, sotto la neve, al fresco. Anzi, al freddo, direi. Sì, perché dal freddo in realtà ci possiamo proteggere, ma dal caldo molto meno: siamo meno abituati a difenderci.
Il caldo che entra nelle case e nelle strade
Il caldo procura disagi a chi lavora all’esterno e disagi a chi sta in casa, perché magari non tutti dispongono di un climatizzatore, oppure ci sono coloro che nutrono diffidenza verso il climatizzatore. E sì, si deve vivere a fianco a un elettrodomestico che crea un’aria piacevole ma artificiale, mentre all’esterno, quando si esce, ci sono temperature poco piacevoli: inadatte per stare molto tempo all’aria aperta, inadatte per fare sport, inadatte per stare sotto il sole, poco adatte anche per stare in spiaggia. Tanto che purtroppo si sente tutti i giorni un bollettino di guerra: i morti per il caldo, oppure coloro che svengono, che stanno male, che accusano malesseri e finiscono ad affollare il pronto soccorso, soprattutto nelle località marittime, o i punti di soccorso medico.
E sì, perché al mare fa troppo caldo. Si pensa di tornare al mare come succedeva negli anni Settanta, Ottanta, Novanta, ma no: è cambiato il clima e non si può più stare tutto il giorno sotto l’ombrellone come un tempo. Chi porta i bambini in spiaggia lo dovrebbe fare solo in certi orari, non di certo in pieno pomeriggio: farlo è da incoscienti, non è da genitori. E bisognerebbe punire – sono sempre drastico su questo – coloro che compiono del male, perché portare i bambini sotto il sole con quelle temperature è da incoscienti. Mi capita di uscire per strada, io vivo in una grande città, e di vedere bambini intrappolati nel passeggino, protetti dal sole, pensate un po’, con un copri-sole, insomma qualcosa che li soffoca all’interno del passeggino, mentre si cammina su marciapiedi roventi dove la temperatura probabilmente arriva a 50°C. I bambini non hanno un climatizzatore autonomo e devono stare dentro la carrozzina. Siete incoscienti, cari genitori miei: dovete stare a casa, non portate i bambini fuori all’aperto.
Incoscienti sono anche coloro che portano fuori il cane e lo fanno camminare con le zampe ovviamente non protette sul marciapiede rovente. Voi avete la scarpa per proteggervi, il cane no. E anche il cane si lamenta, poverino: il cane si prende tutto quello che il padrone gli passa, molto spesso anche il male.
Adeguarsi, e farlo tutti insieme
Sì, è meglio che ci sia l’inverno, o quantomeno una stagione più tranquilla, non l’estate. Ecco, quest’estate non la vogliamo, però purtroppo ci è venuta addosso e ci verrà addosso anche nei prossimi anni. E allora cosa dobbiamo fare? Adeguarci. Sì, adeguarci: possiamo fare molto di più, pianificare un adattamento, magari anche con l’aiuto statale e l’aiuto delle compagnie energetiche, perché di denari, soprattutto nei paesi occidentali come l’Italia, ce ne sono tantissimi. Si parla sempre di deficit, di questo e di quello, di problemi di soldi, ma insomma, vergogniamoci: l’Italia è un paese ricchissimo se facciamo un confronto con altri.
In Italia ci sono i poveri del caldo. Ho letto stamattina un servizio molto bello sul quotidiano di una città del Nord Italia: il caldo lo soffrono soprattutto nei quartieri periferici, sì, perché non si possono permettere il climatizzatore. Lo soffrono i pensionati, sì, perché non si possono permettere un climatizzatore. Ed è a questo che deve pensare lo Stato, la Regione, il Comune: ci sono le autorità che possono pensarci. Ma ci sono anche i ricchi, i ricchissimi, che dovrebbero attivare delle fondazioni, le fondazioni per il Cambiamento Climatico, perché se si è diventati ricchi molto spesso lo si è fatto sfruttando il nostro pianeta in qualche maniera, sfruttando quel mondo che avevamo alcuni decenni fa, anzi forse molti decenni fa, prima dell’era pre-industriale. Poi pian piano l’abbiamo inquinato, e chi l’ha inquinato siamo noi, soprattutto i paesi occidentali.
Ora, certo, ci sono anche gli altri paesi, quelli detti del terzo mondo, oppure quelli emergenti che inquinano. Alcuni hanno amplificato sensibilmente la transizione energetica, tra cui la Cina, per esempio, che comunque risulta uno dei paesi più inquinanti del pianeta, anzi pare che sia il paese che inquina di più, anche se però loro sono ben più di un miliardo di persone, a differenza degli Stati Uniti d’America, 300 milioni e qualcosa in più, secondi inquinanti del pianeta. C’è da dire che alcuni Stati hanno adottato la transizione energetica, altri assolutamente no, e sì, c’è anche una politica molto strana. Ma sapete, ciascuno a casa sua fa quello che vuole, però a discapito degli altri. Qui, in questo pianeta così fantastico come il nostro, dovremmo pensare che tutte le nostre azioni hanno una conseguenza, e la conseguenza è quella di avere queste stagioni estive terrificanti.
A pensarci devono essere tutti, a partire dai ricchi, dai super ricchi, dai paesi più ricchi. Sì, questi ci devono pensare per primi e sostenere i paesi più poveri, perché le necessità non conoscono confini e questa è una necessità globale.
Non c’è solo l’orso polare
E sì, non c’è solo l’orso polare che, poveretto, è rimasto lì intrappolato su un iceberg che si sta fondendo. No, ci sono le persone che stanno patendo il caldo con temperature domestiche di 38°C. Mi è capitato di parlare con qualcuno in Sardegna che in casa aveva 38°C. Ecco, pensate voi, cari miei, che in questo momento avete il climatizzatore sparato magari a 22°C, che cosa vuol dire stare a 38°C, passare la notte e le giornate a quella temperatura, magari avendo anche problemi di salute. Qui bisogna fare prevenzione, e la prevenzione significa sostenere il prossimo, non solo sostenere il nostro pianeta. Pensateci, perché il tempo qui ha una scadenza, e la scadenza vuol dire sempre più vittime delle ondate di calore.
E sì, lasciate perdere qualche medico che dice che, per sapere se sono morti di caldo, bisogna fare l’autopsia. Questi sono medici di serie B, forse di una serie che neanche esiste, tra l’altro anche di pronto soccorso, mi è capitato di leggere. Uno scandalo, insomma, che la classe medica dovrebbe condannare fermamente, scrivendo delle lettere ai giornali laddove sono state pubblicate queste sciocchezze. Perché quelle sono sciocchezze, in quanto la medicina internazionale, l’OMS, avvisa che in Italia abbiamo avuto migliaia di morti. Eh sì, la politica poi dice che ce ne sono stati di meno, e così i governi, ma qui è tutta una questione di responsabilità, e la responsabilità comunque alla fine non cambia i numeri, perché i numeri sono quelli che forse nessuno conoscerà mai.
Nel frattempo, nella mia foto che oggi vi dedico, nevica fitto. Spero che presto il fresco arrivi anche da voi, e per capire quando potrebbe accadere vi rimando alla data di fine del caldo rovente e a ciò che emerge dal modello ECMWF. Buona giornata.
Credit
- World Meteorological Organization – Record-breaking heat spreads through Europe
- WHO/Europe – Extreme heat: more deadly weeks may still lie ahead for the European Region
- WMO – Western Europe has hottest June on record (Copernicus C3S/ECMWF)
- WMO – Extreme heat grips Europe: isola di calore urbana e salute
- UN News – Peak heat in Europe just broke historic 1970s records