Ed allora siamo quasi giunti al termine del primo mese d’Estate. Sia che lo si consideri dal punto di vista prettamente meteorologico, sia che ci si riferisca al calendario astronomico. Tempo di bilanci definitivi? Non ancora, sebbene una prima idea ce la si possa fare. L’idea che nonostante una prima parte all’insegna della variabilità atmosferica si tratti di un mese estremamente caldo.
Già, l’accelerazione africana registrata la scorsa settimana – alla quale si aggiungerà chiaramente quella del weekend – rischia seriamente di cancellare ciò che di normale avevamo avuto. Perché le temperature, sino alla scorsa settimana, tutto sommato erano state in linea con le medie stagionali.
Chiaro, l’analisi andrebbe evidentemente suffragata da dati concreti, non certo con quella che potrebbe rappresentare semplicemente la percezione – in quanto tale soggettiva – di quanto accaduto. Tuttavia dobbiamo essere chiari su un punto: le proiezioni mensili. Sì, perché fin da Maggio eravamo sostanzialmente convinti che la prima metà di Giugno avrebbe proposto un certo tipo di tempo mentre la seconda avrebbe segnato l’avvento dell’Anticiclone Africano.
Detto fatto, l’andamento meteo climatico ha rispettato appieno quel tipo di trend. Trend che poi si è tramutato in previsione, allorquando è stato possibile affidarsi pienamente ai modelli matematici a più alta risoluzione e allorquando l’andamento termico e pluviometrico hanno provato ad allinearsi ai dettami dei centri di calcolo internazionali.
Un conto però è la percezione di ciò che è stato, un altro conto è illustrare ciò che è avvenuto snocciolando dati reali. Ed è ciò che contiamo di fare tra circa una settimana, allorquando avremo a disposizione tutto il set completo dal quale evidentemente sarà possibile evincere che Giugno sarà stato.
Torniamo al caldo: riprenderà a picchiar duro. Parecchio. Nel fine settimana, l’ultimo mensile appunto, l’Anticiclone Africano cambierà orientamento. Piegherà verso nordest, puntando con più convinzione non soltanto il Mediterraneo centrale ma anche il cuore del Vecchio Continente.
Le proiezioni termiche parlano chiaro: l’isoterma +20°C a 1500 metri sarà quella preponderante. Lecito attendersi, quindi, picchi di temperatura massima dello stesso tenore di quelli registrati i giorni scorsi. Ovvero 37-38°C in tante città italiane, ma anche oltre 40°C in Sardegna, Sicilia e forse localmente al Sud.
Sicuramente non belle notizie, perché un conto – lo sappiamo – è il meteo stabile e soleggiato, un altro paio di maniche è il “cattivo tempo” associato a particolari condizioni anticicloniche. Perché oltre al caldo, vista la persistenza della componente subtropicale, dovremo fronteggiare la solita umidità relativa.
Dovremo fronteggiare l’afa, le notti tropicali, quella sensazione di caldo opprimente che certamente non aiuta. Tutt’altro. Ed è questo ciò che preoccupa maggiormente, il fatto che una decina di calura africana potrebbero ribaltare l’andamento termico di un mese intero. Confermando una volta di più – semmai ce ne fosse ancora bisogno – che le Estati targate anni 2000 difficilmente cambieranno registro. Difficilmente torneremo a parlare dell’Anticiclone delle Azzorre e di quella che un tempo era la normalità meteo climatica stagionale mediterranea.