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      Home » Caldo estremo sul’Italia e maltempo anticiclonico: l’esperto spiega perché lo chiama così
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      Caldo estremo sul’Italia e maltempo anticiclonico: l’esperto spiega perché lo chiama così

      L'intervista a Davide Santini, previsore del team Meteo Giornale, spiega ai lettori perché questa definizione non è un ossimoro

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 19/06/2026
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      6 Min Lettura
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      Contents
      • Come mai utilizza una terminologia simile?
      • Ci faccia l’approfondimento
      • Salute pubblica a rischio?
      • Vegetazione, siccità e rischio incendi: altri problemi in vista
      • Le temperature marine e l’effetto sulle coste?
      • Un Giugno di fuoco, ci pare di capire

      La nuova ondata di caldo in arrivo sull’Italia potrebbe essere considerata, a tutti gli effetti, una vera fase di maltempo anticiclonico. Queste sono le parole di Davide Santini, esperto del team di previsioni meteo del sito web MeteoGiornale.

       

      Come mai utilizza una terminologia simile?

      È un gioco di parole, ma non è affatto qualcosa di irreale. Sebbene il termine venga da sempre associato a piogge, temporali e fenomeni atmosferici intensi, anche un periodo caratterizzato da caldo estremo e prolungato può rappresentare una situazione di forte pericolo. Ecco perché mi sento di chiamarlo con questa sorta di modalità ossimorica: non perché voglia creare un neologismo, ma proprio perché attraverso una serie di approfondimenti spiego come mai troppo caldo e per troppo a lungo possa essere pericoloso.

       

      Ci faccia l’approfondimento

      Il primo elemento da considerare è l’anomalia termica: le temperature saranno probabilmente superiori alla media del periodo anche di 5-8 gradi per più giorni consecutivi. Un aumento così marcato, soprattutto se associato a una lunga durata, è un vero e proprio problema. Non si tratterà infatti di una semplice giornata calda, ma di una fase persistente con valori elevati destinati a protrarsi probabilmente per 10 o più giorni.

      A partire dal prossimo weekend sono previste temperature massime frequentemente comprese tra 35 e 38°C in molte zone del Paese. Il caldo intenso potrebbe quindi diventare una costante, con condizioni difficili da sopportare soprattutto nelle aree urbane e nelle zone interne, senza la minima brezza refrigerante e con calma piatta di vento.

       

      Sarà un’ondata di calore veramente estrema per le aree occidentali del continente europeo. Non possiamo parlare solo di onda calda, ma stavolta è qualcosa di più. Ecco perché ho voluto utilizzare i termini “maltempo anticiclonico”.

       

      Salute pubblica a rischio?

      Certo che sì. Un periodo così lungo con temperature elevate può rappresentare un rischio concreto, soprattutto per le persone più fragili, anziane o con difficoltà a regolare la temperatura corporea. Anche le attività lavorative all’aperto, specialmente durante le ore centrali della giornata, potrebbero diventare problematiche a causa del pericolo di colpi di calore. Bisognerà quindi stare molto attenti, e non solo per un paio di giornate.

       

      Oltre al caldo diurno, aumenterà anche la sensazione di afa. L’umidità renderà l’aria più pesante e il disagio termico crescerà progressivamente. Anche le ore notturne potrebbero offrire poco sollievo, con temperature minime spesso superiori ai 20°C, ma con valori che potranno toccare anche i 25°C. Occhio ai centri storici delle grandi città, dove le minime potrebbero addirittura sfiorare l’incredibile soglia di 30°C.

       

      Caldo davvero estremo su Francia e Spagna e molto intenso sul nostro paese, con maggior coinvolgimento dei settori occidentali rispetto a quelli orientali.

       

      Vegetazione, siccità e rischio incendi: altri problemi in vista

      Parliamo, per una volta, anche della povera vegetazione. Temperature costantemente vicine o superiori ai 35-38°C favoriscono un rapido aumento dell’evaporazione e della perdita di acqua dal terreno. Questo stress idrico può indebolire le piante, compromettere le colture e, nei casi più estremi, portare al deperimento della vegetazione. È qualcosa che è già successo diverse volte nelle ultime annate.

       

      La lunga assenza di precipitazioni significative, unita al progressivo disseccamento dei terreni, farà inoltre aumentare il rischio di incendi. Vegetazione secca e temperature elevate rappresentano una combinazione molto pericolosa. Oltretutto, sappiamo bene che un incendio non nasce da solo – spesso accade per negligenza o per criminalità umana – ma è capace di autoalimentarsi. Questo è un grosso problema: bisognerà avere squadre speciali operative, pronte a intervenire in caso di pericolo. Non dimentichiamoci poi di tutti gli animali che muoiono durante un incendio.

       

      Le temperature marine e l’effetto sulle coste?

      Sarà certamente un’ulteriore problematica. Acque superficiali più calde riducono l’effetto mitigatore delle brezze marine, che normalmente contribuiscono a rendere più sopportabili le giornate estive lungo le coste. Di conseguenza, anche le aree costiere potrebbero risentire maggiormente della persistenza del caldo. Non da subito, ma dai primi giorni di Luglio l’effetto rinfrescante marino sarà praticamente compromesso.

       

      Un Giugno di fuoco, ci pare di capire

      Purtroppo, le tendenze meteorologiche sono queste. Non mancheranno comunque alcuni temporali pomeridiani, soprattutto nelle zone vicine ai rilievi, anche piuttosto violenti in qualche rara occasione. Si tratta però di una fenomenologia meteo prevalentemente locale, e si potrà apprezzare un calo delle temperature soltanto nelle aree effettivamente interessate dalle precipitazioni. Nel complesso, quindi, non si vedono veri e propri break estivi: questa ondata di calore così violenta e duratura sarà effettivamente una sorta di maltempo anticiclonico.

      Solo a cominciare dal 24/25 di questo mese potremmo avere il primo debole calo di temperatura. Ma attenzione che non si tratterebbe affatto di un’ondata di maltempo o di fresco, ma solo un caldo meno estremo e un po’ più tipico della stagione

      Credit:

      • WMO – Extreme Heat Grips Europe
      • WHO/WMO – Protecting Workers from Increasing Heat Stress
      • European Environment Agency – The Impacts of Heat on Health
      • WMO – Extreme Heat, Cold, Precipitation and Fires Mark the Start of 2026
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