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      Home » Caldo a 40 gradi, ma poi? Spunta un’area ciclonica autunnale
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      Caldo a 40 gradi, ma poi? Spunta un’area ciclonica autunnale

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 10/06/2026
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      9 Min Lettura
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      Area ciclonica che rompe il caldo.

      Caldo africano verso i 40°C: i giorni più roventi e la svolta di fine Giugno

      Vi stiamo parlando ormai da qualche giorno del ritorno in grande stile del caldo e abbiamo anche individuato alcune di quelle che potrebbero essere le giornate con il picco massimo di temperatura. Si stima che il grande caldo possa risultare imponente in particolare nelle giornate di Giovedì 18 e Venerdì 19 Giugno, quando le temperature potrebbero in alcune località persino raggiungere quota 40°C. Si tratta comunque di un trend che possiamo definire a medio termine e che, di conseguenza, ha bisogno di essere confermato, soprattutto per quanto riguarda i numeri. Le temperature di picco previste sono molto elevate, anche perché partiamo da valori termici che sono già stati spesso molto sopra la norma.

      Contents
      • Caldo africano verso i 40°C: i giorni più roventi e la svolta di fine Giugno
        • Le temperature massime città per città
        • Un’ondata orientata verso il nord-est e notti calde
        • Anomalie termiche: dall’Iberia all’Europa centrale
        • Dopo il 24 Giugno una possibile svolta verso il refrigerio
        • Il ritorno dell’instabilità: temporali e grandine
        • Un clima che è cambiato

       

      Le temperature massime città per città

      Per quanto riguarda i picchi, secondo i nostri calcoli si stimano valori intorno ai 39°C a Firenze, Benevento, Terni, Forlì e Prato, e 38°C anche a Roma: un dato importante, visto che parliamo della capitale. Si va poi sui 37°C in molte località della Val Padana e verso l’Italia centrale; le località con 36°C cominciano ad aumentare e si scende di nuovo verso i 35°C in moltissime zone italiane, compresa Milano. Queste dovrebbero essere le temperature più elevate, anche se in alcuni comuni si possono toccare valori maggiori.

      Vediamo infatti picchi ed estremi ancora più alti: ad esempio 41°C a Settebagni, 40°C a Fiano Romano, e si può andare anche oltre. Persino in alcuni quartieri di Roma sono previsti valori roventi: a Roma Bufalotta, ad esempio, sono attesi 40°C, così come a Roma Castel Giubileo, sempre sui 40°C. Insomma, Roma sarà piuttosto colpita da questa prossima ondata di calore.

       

      Un’ondata orientata verso il nord-est e notti calde

      Si tratta però di un’ondata che, stavolta, non sembra orientarsi con i picchi più estremi sul nord Italia, o quantomeno sul nord-ovest: li abbiamo visti più verso il nord-est. Questa ondata di calore sarà comunque importante e ci darà qualche noia, perché cominceranno a esserci anche temperature notturne elevate, con le abitazioni che ormai si stanno surriscaldando.

      In alcune aree, nelle ore di Mercoledì, si sono verificati dei temporali con bruschi abbassamenti della temperatura: solo per darvi un’idea, a Milano si è passati da oltre 27°C a 17°C nel transito di un veloce temporale, che ha poi prodotto violente grandinate appena a nord della città. Dove si verificano questi fenomeni, quindi, il caldo si sente di meno.

       

      Anomalie termiche: dall’Iberia all’Europa centrale

      Questa ondata di caldo ha una sua peculiarità, perché andrà a vagare dalla penisola iberica verso la Francia e l’Europa centrale, toccando anche l’Italia con intense anomalie. Cosa sono le anomalie della temperatura? Sono la differenza tra la temperatura che si misura e la media di riferimento. Le anomalie previste sono molto marcate appena a nord delle Alpi, sull’Europa centrale: particolarmente colpiti dal caldo saranno il sud della Germania, l’Ungheria, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Polonia. E poi, tanto per cambiare, la Francia, soprattutto quella centro-meridionale, con valori che potranno risultare anche di 10°C superiori alla media.

      L’Italia, invece, avrà anomalie più moderate, che si riducono man mano che si scende verso sud: in Sicilia, ad esempio, l’anomalia sarà molto limitata. Una curiosità: sulla Libia settentrionale, in estensione verso il canale di Sicilia, ci saranno addirittura anomalie negative, ovvero temperature appena sotto la media. Non così in Sicilia, dove ci porteremo su valori sopra la media. In altre parole, l’ondata di caldo interesserà tutta l’Italia, ma il caldo intenso riguarderà soprattutto il centro e il nord, con i picchi massimi che, come abbiamo visto, si concentrano al centro Italia, nel Lazio e in Sardegna.

       

      Dopo il 24 Giugno una possibile svolta verso il refrigerio

      A questo punto parliamo anche di un cambiamento atmosferico verso un refrigerio, cosa che può già farci ipotizzare una durata di questo evento. Di solito, in passato, questi fenomeni non avevano una fine ben definita in ambito previsionale e poi, magari, la svolta arrivava in modo improvviso, diversamente da quanto annunciato dai modelli matematici. Stavolta, invece, si intravede un’attenuazione considerevole dell’ondata di calore dopo il 24 Giugno, anche se le anomalie permarranno al sud, soprattutto in Sardegna e Sicilia.

      Se tutto sarà confermato, verso il 25 Giugno – ma qui stiamo andando verso una previsione davvero a lunghissimo termine – si aggiungerebbe una bolla d’aria fresca, con un abbassamento della temperatura specialmente sulle Venezie, quindi Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto, oltre a Romagna e coste adriatiche sino al Molise, con picchi anche intorno ai 7°C sotto la media. È una previsione a lungo termine, quindi i numeri possono ancora cambiare parecchio; tra l’altro, questo refrigerio potrebbe persino essere cancellato.

       

      Il ritorno dell’instabilità: temporali e grandine

      Cosa porterebbe questo refrigerio? Sarebbe accompagnato da una situazione di instabilità atmosferica in quota: a quel punto ci sarebbero grossi temporali o forti piogge sulle Alpi, temporali a catena lungo la fascia della Val Padana, in estensione probabilmente, stavolta, anche alla Liguria e poi verso le coste dell’Adriatico, a partire dalle Marche. Oltre alle regioni del nord Italia, quindi, il maltempo arriverebbe sino alla Puglia centro-settentrionale, con un certo rischio di grandinate.

      Parliamo ovviamente di una previsione a lunghissimo termine: se davvero si realizzasse, questo è lo scenario che potremmo avere, con una situazione meteorologica molto dinamica per quanto riguarda le precipitazioni. Il modello matematico, diciamoci la verità, tende spesso a esagerare parecchio, ovvero a fornire indicazioni che possiamo considerare come semplici tracce. Detto ciò, dopo il peggioramento che si sta verificando adesso, il prossimo, intorno al 24-25 Giugno, dovrebbe essere associato a un’enorme goccia d’aria fredda, a un’area ciclonica in quota piuttosto ampia con il centro sui Balcani settentrionali. Avrebbe poi una sua evoluzione, ma questa situazione andrebbe a coinvolgere pesantemente l’Italia, con un vero e proprio guasto del tempo.

       

      Un clima che è cambiato

      Sono eventi meteorologici già capitati anche in passato, ma attenzione: si tratta di un passato molto più recente rispetto a quello remoto, perché un tempo le stagioni erano molto più stabili rispetto a quelle attuali. D’estate i temporali si verificavano al nord Italia non così di frequente, mentre verso il centro e il sud il clima mediterraneo determinava condizioni generalmente soleggiate: era quell’estate piacevole dell’anticiclone delle Azzorre. Ora, però, l’anticiclone delle Azzorre non c’è più; al suo posto domina l’anticiclone subtropicale, ovvero quello africano. Da qui i contrasti termici, situazioni atmosferiche estremamente incerte e favorevoli anche a fenomeni di forte intensità.

      Questi sbalzi termici sono piuttosto rischiosi proprio per i fenomeni violenti. Come dicevo, oggi abbiamo parlato nella cronaca delle grandinate devastanti che si sono verificate e che si verificheranno nelle prossime ore. Ci sono anche dei feriti, perché la grandine provoca danni, e poi le raffiche di vento dei temporali risultano violentissime: anche in questo caso si contano altri danni e altri feriti, a causa dei rami caduti e della grandine stessa. Insomma, parliamo comunque sempre di un meteo estremo e, ogni volta che c’è un cambiamento, non sembra esserci davvero un’alternativa a tutto questo, almeno al momento.

       

      Crediti:

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
      • Copernicus Climate Change Service – Seasonal forecasts
      • World Meteorological Organization (WMO); Royal Meteorological Society
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