Caldo africano verso 37°C. Giovedì arrivano temporali e grandine
Siamo sotto una potente cupola di Heat Dome, con un anticiclone che ha matrice sub-tropicale, quindi del Nord Africa. Più semplicemente noto come anticiclone africano. Ma si prepara un cambiamento, e poi una svolta.
Caldo africano rovente verso i 37°C, poi giovedì la svolta: in arrivo temporali e grandine
Un riscaldamento precoce che prepara fenomeni estremi
Come spesso hanno evidenziato i maggiori esperti di meteo, il sensibile riscaldamento precoce della stagione estiva può essere l’innesco di fenomeni atmosferici di forte intensità proprio durante l’estate, ma anche all’inizio della stagione autunnale, sempre che però il grande calore estivo prosegua. Nella fattispecie abbiamo un’ondata di caldo che si sta realizzando alla fine della primavera meteorologica, dopo un intervallo di clima fresco nei primi venti giorni circa del mese di maggio, anche perché non tutti i primi venti giorni hanno avuto temperature fresche: abbiamo registrato qualche evento piuttosto importante con un refrigerio addirittura sotto la media. Nel suo insieme, però, il mese di maggio non è assolutamente sotto la media; anzi, questa fase piuttosto calda sta innalzando considerevolmente il livello della temperatura media del maggio 2026. Approfondisci qui l’evoluzione mensile.
Contents- Un riscaldamento precoce che prepara fenomeni estremi
- Record europei: Londra verso il primato storico di maggio
- La prima svolta di giovedì: aria fredda dalla Russia
- Prima decade di giugno: due scenari, ECMWF e GFS a confronto
- Meteo estremo: non ci sono altri termini da usare
- Clima cambiato e agricoltura sotto pressione
E con un caldo così precoce, succede che i mari si surriscaldano sensibilmente: ce ne accorgeremo soprattutto nel corso della prima decade di giugno, anche se proprio per giugno i modelli matematici prospettano un tempo molto più variabile, tutto da confermare, perché il centro meteo europeo indica variabilità atmosferica di modesta entità e il transito di perturbazioni tutto sommato abbastanza deboli provenienti da ovest dopo la rottura del caldo africano che si verificherà nella seconda parte di questa settimana. Ricordiamoci che si tratta di un evento importante, perché finalmente scenderanno le temperature dai livelli elevatissimi che avremo: si avranno picchi anche fino a 36°C, se non punte di 37°C, soprattutto sui settori occidentali della Pianura Padana.
Record europei: Londra verso il primato storico di maggio
Insomma, fa caldissimo. Tra le altre cose, non fa caldo solo in Italia: le temperature sono da record in Francia, nel sud dell’Inghilterra a Londra è atteso il record storico di temperatura per il mese di maggio, con il rischio che la colonnina di mercurio nella giornata di oggi, lunedì 25 maggio, possa toccare addirittura 34-35°C. Stiamo parlando di una situazione che, solo osservata da vent’anni fa, sarebbe sembrata fantascienza, e purtroppo, diciamolo, il Riscaldamento Globale ha una sua fortissima influenza. Qui, però, ci sono anche delle condizioni sinottiche divenute estremamente favorevoli grazie al cambiamento climatico, come l’espandersi a dismisura di un anticiclone proveniente dalle regioni subtropicali, ovvero un’alta pressione africana. Per maggiori dettagli sulla portata del fenomeno, leggi l’analisi sulla bolla di calore che invade l’Europa.
Le alte pressioni africane hanno la caratteristica di essere piuttosto intense in quota, ma questa ne ha un’altra: presenta un valore di pressione atmosferica elevato anche al suolo, soprattutto sulla Francia e sulle Isole Britanniche, mentre in Italia la pressione atmosferica non è particolarmente elevata. Questi fenomeni, messi insieme, generano grande calura: c’è poco da dire, è un caldo che ha origine africana. Anche se qualcuno lo smentisce, questo è un anticiclone africano, divenuto poi anticiclone europeo perché ne ha sviluppato una sua propaggine: una struttura che nasce dall’Africa e si espande dal deserto del Sahara verso l’Europa, addirittura fino alle Isole Britanniche e al sud della Scandinavia. Insomma, siamo di fronte a una situazione meteorologica vista tante volte ormai in questi ultimi anni.
La prima svolta di giovedì: aria fredda dalla Russia
Come dicevo, ci sarà poi un cambiamento attorno a giovedì, perché scenderà aria piuttosto fredda dalla Russia e questa dilagherà sull’Europa orientale, portando instabilità atmosferica in Italia con anche dei temporali. Potrebbero esserci fenomeni temporaleschi anche di forte intensità, e non meravigliatevi se ci saranno delle grandinate. Sull’argomento è utile consultare questa panoramica sul refrigerio in arrivo con temporali e grandine.
Per quanto riguarda invece i primi giorni del mese di giugno, il modello matematico americano, a differenza di quello europeo, prospetta il transito di perturbazioni anche robuste, persino la formazione di una bassa pressione sul Golfo Ligure. Siamo su un campo previsionale a lungo termine, quindi c’è necessità di conferme piuttosto importanti a questo riguardo; ovviamente arriveranno, perché è sufficiente attendere qualche giorno e avremo informazioni più precise. Il centro meteo europeo è meno propenso a prevedere un tempo estremamente instabile nella prima decade di giugno; tuttavia, lo vede anche questo modello, ossia intravede tempo instabile, dei temporali soprattutto sulle regioni settentrionali e fenomeni anche sulla fascia appenninica, qualche rovescio sulle coste. Una situazione meteorologica che cambia, dunque, e tra le altre cose finalmente temperature molto più accettabili.
Prima decade di giugno: due scenari, ECMWF e GFS a confronto
Il centro meteo americano, invece, vede un maggior rigore dell’instabilità atmosferica con fenomeni che possono assumere forte intensità e, come ho detto prima, anche una bassa pressione ben strutturata sul Golfo Ligure che a quel punto darebbe impulso a precipitazioni molto abbondanti e localmente intense sulle regioni del Nord Italia. Sappiamo che con calura e soprattutto contrasto termico i fenomeni possono essere molto violenti: non parliamo solo di temporali, ma anche di piogge continue, capaci di scaricare per diverse ore grandi quantitativi d’acqua. In Italia ne abbiamo ampia testimonianza con i fenomeni avuti negli ultimi anni. Questi episodi, accaduti soprattutto negli ultimi cinque anni, ci insegnano parecchio, perché ci dicono che quando la temperatura supera certe soglie possono verificarsi precipitazioni davvero molto violente e abbondanti. Per inquadrare meglio queste dinamiche, consulta lo scenario sul potere dell’anticiclone come in piena estate.
La prima decade di giugno sembra essere, comunque, una vera e propria svolta. Penso possa essere temporanea, perché effettivamente poi l’estate è tutta avanti nel tempo: la porteremo avanti per tutto giugno, per tutto luglio e poi per tutto agosto, quando in teoria ci dovrebbe essere la rottura della stagione estiva, ma questa ormai non c’è più, come avrete notato. Anche i primi giorni di settembre, se non l’intero mese, molte volte sono caratterizzati da condizioni meteorologiche estive, tranne alcune giornate che invece vengono rubate dall’autunno, un autunno che poi quando giunge sembra sostanzialmente non esserci. Insomma, siamo sempre di fronte a una situazione meteorologica piuttosto cruda, piuttosto acuta.
Meteo estremo: non ci sono altri termini da usare
Questa si chiama meteo estremo, c’è poco da girarci attorno. Molto spesso si evita questa terminologia per non sembrare allarmistici, ma davanti a condizioni come quelle che stiamo osservando e che osserveremo non possiamo utilizzare aggettivi diversi. Qui non si tratta di moderarsi: anzi, la moderazione fa ben più danni. È necessario – come succede all’estero e come fanno gli enti ufficiali, cosa che in Italia invece non avviene – avvisare che ci sono condizioni meteorologiche davvero molto estreme, e questo deve essere comunicato alla popolazione affinché possa tenerne conto e non consideri la previsione meteo come qualcosa di serie B, una notizia trascurabile.
Io credo che il meteo sia un qualcosa che fa parte della nostra vita, che regola le nostre abitudini, tanto che persino organismi commerciali come Google lo ritengono un tema di estrema sensibilità. In Italia non è così: viene considerato molto spesso alla pari dell’oroscopo, nonostante vi siano comunque ingenti investimenti anche nel nostro Paese in ambito di prevenzione. Per i giornali e i mass media la meteorologia è davvero qualcosa di opzionale, di riempitivo: si fa perché ci dovrebbe essere, non perché è un prodotto di estrema utilità. L’estrema utilità è data dal fatto che è importante conoscere che tempo fa, non solo dalle app meteo – che sono a supporto – ma anche dalla voce di persone che conoscono la materia. Per cogliere appieno il contesto climatico, puoi leggere questo approfondimento sul cambiamento climatico che amplifica il caldo africano.
Clima cambiato e agricoltura sotto pressione
A completamento di questo, si deve parlare anche di ciò che avverrà, di ciò che ci aspetta. Si deve parlare di meteorologia per l’agricoltura, perché l’agricoltura è sensibilissima ai cambiamenti del tempo, e lo abbiamo visto anche con i grossi danni registrati a maggio con delle grandinate sul Nord Italia, soprattutto sulle viti, ma con gravi ripercussioni anche sulle auto. Le compagnie di assicurazioni, per esempio, hanno lanciato numerosi alert avvisando che ci sarebbero state le possibilità di avere grandine e successivamente anche degli avvisi del tipo: “se avete subito dei danni, rivolgetevi alla vostra compagnia più vicina”. Sostanzialmente il meteo è importante, ma allo stesso tempo viene estremamente criticato, perché nel nostro Paese non c’è una cultura della meteorologia. Quando si parla di quanto ho scritto in questo articolo, cioè che il tempo è variabile, che questo grande caldo non significa che sia estate ma che c’è un’anomalia meteorologica di grave entità, ecco che si fatica a far passare il messaggio.
In seguito, nella prima decade di giugno, potremmo avere un’altra forma di anomalia, perché in teoria dovrebbe piovere quasi esclusivamente al Nord Italia; se invece andassimo a prendere per buone le previsioni del centro meteo americano, le precipitazioni potrebbero spingersi molto più a sud, e questo in genere a giugno in passato non succedeva. Gli anni ’60 e gli anni ’90 lo possono tranquillamente dimostrare dagli archivi meteorologici. Sostanzialmente, quello che vi voglio dire è che il clima è cambiato, e questo è un motivo aggiuntivo per cui seguire la meteorologia – soprattutto spiegata, narrata – è molto importante per capire il perché del tempo che fa e che farà. Ed è quello che cerchiamo di fare da oltre venticinque anni con i nostri siti web. Per chi vuole proiettarsi oltre, ecco perché l’estate 2026 rischia di essere più calda di quella del 2003.
Credit e approfondimenti scientifici
