
(METEOGIORNALE.IT) Ormai i modelli meteo non hanno più dubbi. Sta per arrivare una fase stabile e soleggiata per tutti, o quasi. Questo perché, almeno in una prima fase, l’Italia non sarà coinvolta totalmente dalla massa d’aria africana. Ma andiamo per gradi e scopriamo che cosa aspettarci entro la fine di questo mese.
La timeline della svolta
A partire da mercoledì 20 l’anticiclone subtropicale potrebbe tornare protagonista sul Mediterraneo centrale, inaugurando quella che si profila come la prima vera fase dal sapore estivo di questo nuovo anno. Le proiezioni dei principali modelli atmosferici indicano una tendenza piuttosto chiara: tra il 20 e il 28 maggio l’alta pressione dovrebbe rafforzarsi progressivamente, riportando condizioni di stabilità diffuse, temperature in aumento e cieli in prevalenza sereni su gran parte della Penisola.
Questo è davvero un ribaltone. Fino ad adesso la primavera, pur regalandoci qualche fase meteo piuttosto calda, non è mai stata estrema. Invece adesso potremmo avere valori tipici dell’estate. Oltretutto, maggio per ora è risultato assai freddo. L’aria fredda proveniente dal nord Europa, responsabile di temperature decisamente inferiori alla media stagionale, sarà presto un ricordo.
E che sbalzo! Il promontorio nordafricano inizierà a espandersi dal Mediterraneo occidentale e dal Nord Africa, consolidandosi gradualmente sull’Italia e su buona parte dell’Europa centro-occidentale. E la durata non sembra proprio trascurabile.

Anticiclone molto robusto
La sua struttura, analizzando le mappe in nostro possesso, appare piuttosto solida sia nei geopotenziali sia nelle temperature in quota – segnale che il caldo potrà farsi sentire con una certa decisione soprattutto al Centro-Nord e sulle Isole Maggiori.
Ma attenzione a una cosa: la sua espansione potrebbe assumere una configurazione leggermente sbilanciata verso nord, protendendosi quasi fino alle latitudini dell’Europa settentrionale. Questo tipo di dinamica potrebbe non coinvolgere appieno l’intero paese e, nelle zone orientali, almeno fino al 22, prepariamoci ad avere acquazzoni abbastanza frequenti sui rilievi e a locali sconfinamenti sulle zone pianeggianti o marittime.
Proprio lungo il medio Adriatico e in alcune aree del Sud, potrebbero continuare a esserci importanti refoli di aria fredda. Il risultato sarebbe una maggiore variabilità atmosferica, con annuvolamenti irregolari, qualche episodio temporalesco pomeridiano – piuttosto irregolare ma comunque presente – e aria meno calda rispetto alle altre zone. Rimarchiamo comunque un concetto: si tratterebbe di fenomeni isolati e di breve durata, inseriti all’interno di un contesto generale decisamente più stabile rispetto alla fase precedente.
Le regioni adriatiche e parte del Meridione potrebbero quindi sperimentare giornate meno calde e più ventilate, soprattutto durante le ore centrali del pomeriggio. Qui le temperature massime dovrebbero mantenersi generalmente al di sotto dei 25-27°C, grazie alla presenza di correnti nord-orientali relativamente fresche. Ciò non toglie che anche altrove, in una prima fase, difficilmente si arriverà ai 30°C.

Poi farà più caldo
Da venerdì 22 maggio in avanti, il tempo dovrebbe assumere caratteristiche pienamente stabili. Entrambi i modelli meteorologici in nostro possesso sono concordi: i cieli si presenteranno spesso sereni o poco nuvolosi, con calma di vento e radiazione solare molto forte. Tutti elementi che favoriranno un deciso aumento delle temperature massime, con valori che in diverse aree potrebbero raggiungere e localmente superare la soglia dei 30°C. Sarebbe la prima volta nel 2026.
Le zone più esposte al caldo saranno probabilmente la Sardegna, soprattutto i settori interni, dove l’influenza dell’aria subtropicale sarà più diretta. Anche la Toscana interna potrebbe registrare valori elevati, con temperature quasi tipiche della tarda primavera avanzata o addirittura dell’inizio di Giugno. Al Nord-Ovest, in particolare tra Piemonte e bassa Valle d’Aosta, il possibile contributo dei venti di caduta dalle Alpi potrebbe favorire ulteriori impennate termiche attraverso il fenomeno della compressione favonica, con valori sopra i 30°C.

Ma non possiamo parlare di ondata di calore
Nonostante il sensibile aumento termico – che si avvertirà moltissimo rispetto al freddo di questi giorni – il caldo previsto in questa fase dovrebbe risultare ancora abbastanza nei ranghi della sopportabilità. L’umidità, almeno inizialmente, non sarà particolarmente elevata e le ore serali saranno gradevoli, con notti tutt’altro che bollenti.
Si tratterà quindi di un caldo asciutto, tipico delle prime espansioni subtropicali della stagione. Siamo ormai abituati a vere e proprie ondate di caldo estremo, ma se paragonato a quello che potrebbe accadere nel cuore di Luglio, questo primo caldo sarà assolutamente contenuto e sopportabile.
Qualche dato sulle isoterme: le simulazioni del modello ECMWF mostrano l’espansione dell’isoterma di +16°C a circa 1.500 metri di altitudine su gran parte del Nord Italia e dell’arco alpino. Si tratterebbe di un valore tipico dei Luglio degli anni Cinquanta o Settanta. Ormai il caldo attuale è ben maggiore e quindi siamo abituati a valori decisamente più elevati.

Ma quanto durerà?
Secondo le attuali elaborazioni modellistiche, le divergenze sono ancora importanti. Se in principio sembrava che la fase anticiclonica potesse protrarsi almeno fino alla fine del mese, garantendo diversi giorni consecutivi di stabilità atmosferica, adesso alcune cose potrebbero cambiare.
Come spesso accade durante la tarda primavera, il quadro resta suscettibile a variazioni. Alcuni scenari ipotizzano la possibile formazione di una “goccia fredda” sul fianco orientale dell’alta pressione, capace di destabilizzare temporaneamente le condizioni atmosferiche soprattutto tra Adriatico e Sud Italia. Ne deriverebbero piogge e temporali sulle regioni orientali, senza però coinvolgere in maniera totale il paese.
Altre simulazioni, invece, intravedono la possibilità di un graduale ritorno delle correnti atlantiche negli ultimi giorni di maggio. Un eventuale ingresso perturbato da ovest potrebbe interrompere la fase stabile riportando maggiore instabilità, piogge più diffuse e un sensibile calo termico – con la concreta possibilità di temporali davvero molto intensi.

Quindi, ricapitolando
Andiamo per gradi. Secondo quanto evidenziato dalle simulazioni dei modelli in nostro possesso, l’anticiclone sembra intenzionato a imporsi con decisione sul Mediterraneo, regalando all’Italia il primo vero caldo dell’anno. Ma attenzione: alla luce di quanto detto, non si può ancora parlare di un cambio di stagione definitivo, perché maggio resta un mese estremamente dinamico e spesso capace di sorprendere anche dopo lunghe fasi stabili.
Prepariamoci quindi a salutare questo freddo artico – parecchio tardivo, va detto – ma senza illuderci di avere subito sole e caldo in maniera indeterminata. Ricordiamo che fino a pochi decenni fa maggio non era praticamente mai estivo…
Credit: (METEOGIORNALE.IT)