Questo mese di Maggio ci sta letteralmente spiazzando per il meteo così turbolento e segnato dai passaggi delle perturbazioni, l’esatto opposto della quiete atmosferica che avevamo assaporato ad Aprile. La causa principale di questa forte turbolenza trova la sua ragion d’essere nella persistenza di una vasta e profonda depressione posizionata sul Centro-Nord Europa, capace di far sentire il proprio influsso così instabile anche sul bacino del Mediterraneo, visto che manca una figura anticiclonica. L’Italia si ritrova, suo malgrado, nel bel mezzo di un vero e proprio crocevia di masse d’aria differenti.
Il peggio deve però ancora arrivare. Le perturbazioni atlantiche transitano senza ostacoli verso il nostro Paese, ma tra Venerdì 15 e Sabato 16 l’ulteriore sprofondamento della saccatura darà origine ad un vortice ciclonico sui mari italiani, alimentato da un massiccio contributo d’aria fredda d’estrazione polare. Tutto questo vivace scenario cambierà drasticamente dopo il fine settimana. L’anticiclone inizierà finalmente a fare capolino, sbarrando la strada alle continue perturbazioni e chiudendo in modo graduale la porta alle irruzioni fredde provenienti da nord.
Il crollo termico e il ritorno della neve
Prima di poter arrivare a questa svolta positiva, dovremo però stringere i denti e affrontare la fase più acuta dell’attuale trambusto meteorologico. Nei prossimi giorni, in effetti, la situazione degenererà verso una marcata instabilità che culminerà in un corposo calo delle temperature. Il vortice depressionario di cui abbiamo detto, abbraccerà gran parte dell’Italia, accanendosi sul Centro-Nord.
Non avremo una fase acuta di maltempo, ma anche con un vero crollo dei valori termici che piomberanno senza pietà al di sotto della media. A causa delle precipitazioni intense avremo persino modo di rivedere la neve sulle Alpi. I fiocchi bianchi si spingeranno a quote di tutto rispetto per la metà di Maggio, arrivando a imbiancare i paesaggi montani fino a 1200 o 1300 metri di altitudine sui versanti maggiormente esposti a nord. Qualche nevicate imbiancherà anche le vette dell’Appennino Settentrionale.
Le bizze di primavera
Una battuta d’arresto così brusca della stagione è per certi versi clamorosa, ma non così eccezionale. In realtà, stiamo semplicemente parlando di dinamiche atmosferiche tipiche di Maggio, scenari che abbiamo già vissuto in innumerevoli occasioni nel corso degli ultimi anni. Gli improvvisi raffreddamenti fuori stagione possono avvenire anche in pieno maggio, sebbene questi episodi risultino nettamente meno frequenti e assai più fugaci rispetto alle grandi ondate di calore. I recenti timori di un inizio estate esageratamente precoce si sono, per fortuna, rivelati infondati.
Prima di iniziare a sudare sul serio bisognerà attendere con pazienza. Analizzando attentamente il quadro evolutivo per l’ultima decade del mese, si nota un iniziale ritorno alla normalità stagionale, seguito a stretto giro dalle primissime vere prove di estate. La tanto attesa svolta comincerà a prendere forma in modo concreto tra il 18 e il 20 Maggio. Osserveremo l’avanzata di un campo di alta pressione che, tuttavia, si mostrerà ancora un po’ incerto e incapace di dominare incontrastato sul Mar Mediterraneo. L’Italia resterà così esposta ad infiltrazioni d’aria fresca in quota con instabilità perlopiù pomeridiana.
Verso la prima esplosione dell’estate 2026
Il ritorno dell’anticiclone sarà inizialmente titubante, ma in grado di fare da scudo contro l’arrivo di nuove e intense perturbazioni. Attenzione però, perché lo sbilanciamento del promontorio anticiclonico dalla Spagna verso il Nord Europa lascerà l’Italia del tutto esposta a continue e fastidiose infiltrazioni d’aria fresca dai quadranti settentrionali. Queste correnti fredde in quota, contrastando vivacemente con il fisiologico riscaldamento del suolo durante le ore diurne, faranno da miccia perfetta per l’innesco di temporali sparsi. Parliamo di fenomeni intensi che colpiranno in prevalenza le aree interne e le zone montuose, con capricci che potrebbero protrarsi sino almeno al 22-23 maggio specie al Centro-Sud.
I termometri registreranno un lieve aumento nei valori massimi, riportandosi in media o appena al di sopra. Non avremo ancora a che fare con la canicola opprimente, anche se le temperature cominceranno ad avvicinarsi ai 30 gradi in svariate località del Paese a partire dal 21 Maggio e dal 22 Maggio, in particolare sulle vaste distese della Pianura Padana e lungo le coste del medio e alto versante tirrenico.
Dal 25 maggio anticiclone con i primi apporti di caldo africano
La vera e propria svolta decisiva verso uno scenario più instabile maturerebbe con ogni probabilità intorno al 24 o al 25 Maggio. L’anticiclone africano sembra infatti intenzionato a consolidarsi in maniera possente sul bacino del Mar Mediterraneo. L’arrivo di imponenti masse d’aria di matrice subtropicale favorirà un verticale decollo delle temperature, anche se probabilmente il caldo più intenso riguarderà la Spagna e la Francia meridionale.
Probabilmente anche sull’Italia il primo caldo stagionale dal sapore puramente estivo, a partire dal Nord, dalla Sardegna e dalle regioni tirreniche proprio durante l’ultima e decisiva settimana del mese. L’estate, prestando fede a queste proiezioni, debutterà in grande stile preparando il terreno a un avvio di Giugno che potrebbe risultare infuocato. Si preannuncia un ingresso stagionale rovente, con un caldo estremo capace di spingere agilmente la colonnina di mercurio ben oltre i 35°C, intrappolandoci sotto una pesante e immobile cappa d’afa. Naturalmente sono scenari tutti da definire nel dettaglio, ma quello che possiamo dire è che si intravede già il meteo estivo, anche se avremo un passaggio fortunatamente molto graduale.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.