Il modello americano GFS individua una svolta per inizio giugno
(METEOGIORNALE.IT) Il centro meteo euro-americano, ovvero GFS dell’istituto NCEP, è particolarmente sensibile quando individua una tendenza orientata al medio e lungo termine e, pur essendo soggetto ad amplissime variazioni, ci prospetta un cambiamento atmosferico rilevante soprattutto a partire dai primi giorni di giugno. Sarà in quel momento che, devo dirlo, giungerebbero finalmente le tanto agognate piogge della primavera, anche se ormai saremo già nell’estate meteorologica sulle regioni del Nord Italia. Tanta pioggia è attesa anche nelle zone interne dell’Italia centrale, a tratti in quelle del Sud e perfino in Sicilia. Grandi precipitazioni sono previste pure su gran parte della Spagna, con i picchi sui Pirenei così come al settentrione dell’Italia, nella regione alpina. Cosa dovrebbe succedere, sostanzialmente? Si intrufolerebbero correnti di natura oceanica verso il Mediterraneo centrale, dando oltretutto una svolta vera e propria al grande caldo che attualmente ci attanaglia, abbassando sensibilmente le temperature su tutte le regioni centro-settentrionali italiane. Anche al Sud, seppur in misura minore, si avvertirebbe il calo, dato che l’ondata di calore da queste parti è molto più attenuata rispetto alle altre regioni italiane.
L’origine dell’ondata di caldo: dal Sahara fino al cuore d’Europa
L’ondata di calore attualmente in corso ha avuto origine primaria nel deserto del Sahara: si è spostata verso il Marocco per poi raggiungere la Penisola Iberica. Qui le correnti da sud di origine africana si sono ulteriormente riscaldate, nonostante le latitudini più settentrionali sulle ampie aree continentali, per poi riversarsi verso la Francia e il sud dell’Inghilterra, dove proprio nella giornata di oggi, 25 maggio, si stanno raggiungendo temperature record per il mese. Da considerare che ci sono 35°C a Londra, e questo fa veramente effetto, anche perché siamo a maggio: ricordo che maggio, tra le altre cose, ha visto in passato sulla capitale britannica persino cadere la neve. Quindi i 35°C sono un valore abominevole, devo dire. La linea di tendenza del meteo a lungo termine, peraltro, sino a tutta la prima decade di giugno, se volessimo parlare del sud delle Isole Britanniche, non vede il ritorno di grandi piogge. Le piogge si fermerebbero in Francia e Germania più a sud, verso l’area del Massiccio Centrale, nella Francia centrale.
Correnti dal Golfo di Guascogna verso l’Italia settentrionale
Qui si dovrebbe realizzare una corrente proveniente dal Golfo di Guascogna diretta poi verso l’Italia, soprattutto l’Italia settentrionale, dove vediamo, in questa mappa che ho allegato, che i picchi massimi di precipitazione in alcune aree potrebbero raggiungere nell’arco della settimana prossima anche 200 millimetri di pioggia. Ma siamo sulle Alpi, e le Alpi sono molto piovose nel trimestre estivo: qui abbiamo infatti il picco massimo di piovosità annuale. Effettivamente molti che vanno in vacanza in montagna non conoscono il clima alpino e pensano che durante la stagione estiva prevalgano il bel tempo praticamente perenne, il sole e temperature estremamente piacevoli. In realtà sulle Alpi le condizioni meteo sono molto diverse, e da ciò deriva anche la rigogliosa vegetazione oltreché il verde diffuso. Sulle Alpi, durante la stagione estiva, abbiamo le maggiori precipitazioni dell’arco dell’anno, e il modello matematico americano ci indica grandi piogge in arrivo su tutto l’arco alpino: piogge che poi andranno a estendersi anche in molte aree della pianura delle regioni del Nord Italia.
Temporali, perturbazioni e basse pressioni profonde dal fine settimana
Saranno precipitazioni prevalentemente temporalesche, così come succede durante la stagione estiva. Quindi molti temporali dovrebbero giungere – i primi molto fugacemente durante questa settimana, nella seconda parte, soprattutto sul settore orientale – ma sarà proprio dal prossimo fine settimana e nei giorni successivi che le regioni settentrionali saranno interessate dal passaggio ricorrente di perturbazioni e forse anche di profonde e basse pressioni. Questo ci dice il modello matematico americano. Ovviamente non tutti i modelli sono d’accordo: il modello matematico europeo ECMWF, ad esempio, indica instabilità atmosferica e quantità di precipitazioni decisamente inferiori, e soprattutto perturbazioni piuttosto modeste. Va detto però che, al lato pratico, queste perturbazioni – una volta che giungono da ovest, se dovessero avvenire come vede il modello matematico europeo – darebbero comunque precipitazioni abbondanti a carattere temporalesco. Ci sarebbero infatti delle giornate soleggiate, seguite quindi da un aumento della temperatura, che poi diventa energia per la formazione di aree temporalesche piuttosto vivaci. Quindi temporali molto intensi sono previsti anche dal centro meteo europeo, e potrebbero essere accompagnati pure da forti grandinate, oltre a precipitazioni localmente anche oltre il nubifragio.
Nubifragi e bombe d’acqua: la differenza nei numeri
I nubifragi, ormai, secondo la carta meteorologica sono quelli intorno ai 30-40 millimetri di pioggia in un lasso di tempo di 60 minuti: quando in 60 minuti registriamo una precipitazione tra i 30 e i 40 millimetri, possiamo parlare di nubifragio. Abbiamo invece, proprio, delle vere e proprie bombe d’acqua, anche se il termine non è prettamente meteorologico ed è un linguaggio più che altro giornalistico. Questa terminologia deriva dal fatto che i 30-40 millimetri di pioggia cadevano un tempo: oramai i violenti temporali sono in grado di portare quantitativi di pioggia tra i 70 e i 100 millimetri in un’ora, e anche ben oltre. Abbiamo numerose testimonianze, a livello mondiale ma anche in Italia, di quantitativi di pioggia persino di 150 millimetri in un’ora: quindi il termine “bomba d’acqua” tutto sommato ci sta, anche se la meteorologia italiana non lo vuole accettare e ritiene che sia addirittura un termine non certamente scientifico. Ma al di là della scienza, qui è importante che le persone comprendano e siano capaci di spiegare ciò che succede: la meteorologia è importante che scenda a un livello molto chiaro e compreso da tutti, essendo una fenomenologia che determina situazioni atmosferiche le quali condizionano decisioni e, soprattutto, anche importanti condizioni che possono mettere a repentaglio la sicurezza.
Sicurezza durante un violento nubifragio
Detto questo, se è previsto un violento nubifragio, ovviamente è meglio evitare di usare l’automobile. Se è previsto un violento nubifragio in una zona particolarmente soggetta ad allagamenti, è preferibile assolutamente abbandonare i piani bassi, soprattutto quelli sotterranei, perché l’acqua può creare un allagamento in tempi rapidissimi. Purtroppo abbiamo avuto in passato anche delle vittime durante i nubifragi: molti nubifragi infatti hanno causato vittime, soprattutto nei seminterrati. Questo, però, è già un altro discorso.
La pioggia torna sulle Alpi, in tempo per l’estate meteorologica
Tornando e concludendo, si profila quindi una situazione meteo che tende a vedere il ritorno finalmente della pioggia sulla regione alpina, come dovrebbe essere d’estate, e infatti dal 1 giugno giungerà l’estate meteorologica.
Credit (METEOGIORNALE.IT)