
(METEOGIORNALE.IT) Mentre le temperature superano i 30 °C e arrivano anche i primi bagni in mare, lo sguardo si sposta inevitabilmente a quelli che saranno i primi segnali di maltempo ormai confermati in settimana. L’imponente cupola di alta pressione che sta avvolgendo l’Europa centro-occidentale non avrà vita lunga nonostante la sua struttura davvero maestosa e apparentemente solida. Temporali e grandinate dunque potrebbero di nuovo muoversi in direzione dell’Italia, ma andiamo con ordine per capire anche quali saranno le regioni più esposte a questa instabilità di stampo estivo.
L’alta pressione perde colpi, ecco i temporali
Facciamo una premessa: da qui all’inizio di giugno non arriveranno assolutamente perturbazioni organizzate né dall’Atlantico né tantomeno dal nord Europa. Insomma scordiamoci ondate di maltempo estese e di stampo autunnale poiché non ce ne sarà traccia in nessun angolo del vecchio continente.
La cupola di alta pressione però tenderà lentamente ad indebolirsi soprattutto alle medio-alte quote a cominciare da Gran Bretagna, Francia e Germania. Questo indebolimento permetterà una maggior turbolenza dell’aria dal basso verso l’alto e proprio da queste turbolenze potrebbero svilupparsi improvvisi temporali di calore pomeridiani e serali non solo sull’Europa centrale ma anche su alcune nostre regioni.
Perché tornano i temporali?
La troposfera in questi giorni accumulerà enormi quantità di energia a causa del forte caldo presente nei bassi strati (del resto ci saranno temperature oltre 30°C per diversi giorni!). Nel momento in cui arriverà aria un po’ più fresca e secca in quota, il contrasto favorirà la nascita di celle temporalesche improvvise e localmente intense. In breve:
- Alta pressione in graduale indebolimento in settimana
- Aria più fresca in quota in arrivo sull’Europa centrale
- Forte energia accumulata nei bassi strati
- Elevato rischio di temporali di calore pomeridiani
Occhi puntati su Mercoledì 27 Maggio
Gli occhi al momento sono puntati sulla giornata di mercoledì 27 maggio che sarà effettivamente la prima di una lunga serie di giornate instabili.
Mappe alla mano, l’indebolimento dell’alta pressione favorirà l’ingresso in quota di aria un pochino più secca e fresca che permetterà la formazione di queste turbolenze su Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia-Romagna.
Proprio su queste regioni ci sarà il maggior rischio di temporali isolati ma localmente potenti poiché caratterizzati da improvvisi nubifragi, chicchi di grandine di medie dimensioni e anche forti raffiche di vento.

Le zone più a rischio grandine
Le celle temporalesche potrebbero svilupparsi dapprima sulle Alpi e le Prealpi, poi anche sulla Val padana centro-orientale che sarà effettivamente il focus principale del maltempo nella seconda parte di mercoledì.
Qualche improvviso temporale potrà colpire anche la Valle d’Aosta e il Piemonte ma saranno fenomeni estremamente rari. Ricapitolando a grandi linee, avremo:
- Possibili temporali forti su Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna
- Rischio grandine soprattutto tra Alpi, Prealpi e pianure del nord-est
- Raffiche di vento improvvise durante i rovesci più intensi
- Fenomeni isolati ma localmente violenti
Ancora temporali per giorni
Di temporali certamente ne arriveranno ancora tanti altri nel prosieguo di settimana, ma approfondiremo l’argomento nei prossimi editoriali.
Quel che appare ormai evidente è che il caldo accumulato in questi giorni potrebbe trasformarsi rapidamente nel carburante ideale per nuovi fenomeni estremi, tipici delle fasi di passaggio tra alte pressioni subtropicali e infiltrazioni più fresche in quota.
Fonti e modelli meteo consultati
Previsioni e analisi realizzate con l’aiuto delle recenti emissioni modellistiche dei centri meteo principali, tra cui tra cui ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche, GFS – Global Forecast System NOAA e i dati climatici ufficiali di NOAA. (METEOGIORNALE.IT)
