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Il Mediterraneo è già caldo: se ne parla poco, ma è un pessimo segnale

In questo articolo analizziamo le possibilità di eventuali fenomeni estremi: non è una previsione certa

Giuseppe Proietti di Giuseppe Proietti
13 Mag 2026 - 12:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) In questo periodo sta piovendo tanto con numerosi eventi meteo violenti. Ma come mai capitano già a maggio? Non dovrebbero essere appannaggio di giugno, luglio e agosto? La risposta è tendenzialmente sì. Un tempo, all’incirca fino agli anni 80 e 90, questi violenti temporali capitavano quasi solamente nel cuore dell’estate, dopo una lunga fase di caldo.

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Adesso però non solo riescono a esserci già in aprile e maggio, ma fenomeni alluvionali possono coinvolgerci per tutto l’autunno. Il vero problema, oltre all’estremizzazione climatica che stiamo vivendo, è anche il fatto che il Mare Nostrum è già caldo. Ora, vogliamo dire che ci sono temperature che possiamo fare tranquillamente il bagno. Il problema è che i valori risultano ben al di sopra della media rispetto a quanto dovrebbe essere in questo periodo dell’anno.

 

Perché è un dato importante

Tralasciando il fatto che un mare caldo può essere un problema per le specie di pesci e flora ittica, avere delle acque già sopra media adesso è un brutto segnale. Questo perché difficilmente l’estate sarà fresca e anche l’autunno dovrebbe risultare più caldo della media, anche grazie al fenomeno del Nino.

 

Ne conseguirà che le condizioni meteo atmosferiche saranno spesso improntate verso le temperature alte e quindi si immagazzinerà calore latente in superficie e soprattutto nel mare. Inoltre, forse non tutti sanno che l’acqua ha un’inerzia termica ben maggiore rispetto alla terraferma. Questo perché si scalda più lentamente ma soprattutto si raffredda più lentamente e rilascia nel tempo calore sotto forma di energia termica.

 

Stagione di accumulo

Può sembrare poco ma già adesso abbiamo circa 1,5 gradi di temperatura sopra le medie. Effettivamente il mare è ancora freddo, ma non come lo era un tempo. Di conseguenza, questo scarto termico non farà altro che aumentare nei prossimi mesi.

 

Oramai anche i nostri lettori che vanno al mare sanno bene che tra agosto e settembre sembra quasi di stare alle terme. Sembra di essere immersi quasi nel Mar Rosso. Le temperature superficiali sono sempre più alte e potenzialmente potranno crescere ancora fino addirittura a inizio autunno. E questo è un pessimo segnale.

 

Le anomalie delle temperature superficiali del mar Mediterraneo negli ultimi giorni fonte immagine. SOCIB.

 

Prepariamoci a intense anomalie

Il mix di El Nino strong, le temperature superficiali già alte e la possibilità dell’ennesima estate dal meteo rovente non fanno presagire assolutamente nulla di buono. Questo vuol dire che nella seconda parte della prossima stagione e soprattutto in autunno potremmo avere delle anomalie marcate per quanto riguarda le temperature.

 

Di conseguenza, più che per l’estate calda (che ovviamente sarà così perché oramai il trend meteo climatico è quello), il vero pericolo si nasconde nei mesi successivi. Su quello che potremmo rischiare tra settembre e novembre.

 

L’eredità di una stagione estiva dalle temperature così elevate è un Mar Mediterraneo che subisce vere e proprie ondate di calore marino, immagazzinando una quantità di calore estrema. Il Mare Nostrum si trasforma così in un colossale serbatoio di energia potenziale, pronta a emergere (o forse esplodere…) in avanti con la stagione autunnale. Ovviamente stiamo parlando di scenari possibili nel lunghissimo periodo. Nessuno di noi ha la sfera magica e può vedere con mesi di anticipo sì ci sarà una grave alluvione in un determinato comune o meno.

 

Se già adesso il Mar Mediterraneo ha queste temperature così elevate, attenzione nei prossimi mesi che potrebbero aumentare davvero tanto, con tutte le conseguenze del caso chiarite in questo articolo.

 

Occhio da Ottobre in poi

Parallelamente, con l’arrivo dei mesi autunnali, entrerà una nuova circolazione atmosferica europea: la corrente a getto tende ad abbassarsi fisiologicamente di latitudine, spingendo continui treni di perturbazioni atlantiche, cariche di aria più fresca e instabile, verso la nostra penisola.

 

Quando queste masse d’aria fredda e instabile in quota scivolano sopra la superficie veramente molto calda del mare, il contrasto termico e igrometrico diventa esplosivo. Questo scenario meteo si traduce in un possibile aumento di fenomeni estremi e alluvionali. Qualcosa che oramai negli ultimi anni è diventato tristemente e molto frequente.

 

Purtroppo sappiamo bene che la stagione autunnale sta diventando sempre più rischiosa. Non è detto che sicuramente ci saranno alluvioni, però in un clima più caldo vuol dire che evapora più acqua e pertanto ne può cadere di più di un tempo.

 

Prepariamoci quindi a un autunno che potrebbe avere conseguenze piuttosto notevoli e allarmanti sui fenomeni meteo estremi. Non è detto affatto che colpiranno dappertutto, ma il rischio che in alcune occasioni ci possano essere c’è eccome. Monitoreremo a dovere nei prossimi mesi.

 

Il rischio di colate detritiche, alluvioni Lampo e areali potrà crescere nel periodo autunnale qualora le temperature superficiali marine continueranno a essere ben al di sopra delle medie tipiche di riferimento.

 

Credit

  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration

  • Copernicus Climate Change Service

  • World Meteorological Organization

  • IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (METEOGIORNALE.IT)

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