• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
venerdì, 1 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home A Scelta dalla Redazione

El Niño ed Estate 2026 dal meteo estremo: facciamo chiarezza

Giuseppe Proietti di Giuseppe Proietti
01 Mag 2026 - 12:00
in A Scelta dalla Redazione, Meteo News
A A
Share on FacebookShare on Twitter

(METEOGIORNALE.IT) Cari lettori, sono sicuro che vi sarà capitato di leggere o ascoltare previsioni dai toni piuttosto allarmistici riguardo a un’estate 2026 descritta come eccezionalmente calda, quasi “infernale”, a causa dell’arrivo di El Niño. Sebbene si tratti di un fenomeno che incute una certa dose di timore negli addetti ai lavori, non dobbiamo né creare allarmismo né fare semplificazioni eccessive.

LEGGI ANCHE

Formula 1, GP di Miami a rischio: allerta fulmini sul circuito

Meteo estremo in USA, tra grandine e tornado: potrà mai capitare in Italia?

 

Non a caso, se vi chiedessimo quale sia il legame tra le due cose, sono sicuro che molti considererebbero un rapporto diretto e inevitabile tra il fenomeno e condizioni estreme sul Mediterraneo, come se si trattasse di una causa immediata e dominante.

 

È un po’ diversa

Sappiamo bene che il campo meteorologico è decisamente più complesso rispetto alle semplificazioni che spesso si leggono sul web. È certamente vero che le estati degli ultimi decenni tendono a risultare sempre più calde, con anomalie termiche positive anche marcate.

 

Questo rientra in un contesto climatico ben documentato, caratterizzato da un aumento della probabilità di eventi estremi; su tutti i valori termici, con l’estate che diventa progressivamente più calda grazie alla presenza ostinata del famoso anticiclone africano.

 

Ma bisogna fare una precisazione: tale tendenza è legata a fattori noti e ampiamente studiati, che operano indipendentemente dalla presenza o meno di El Niño. In altre parole, anche in assenza di questo fenomeno, le condizioni di caldo intenso sono oggi più probabili rispetto al passato. Quindi non possiamo equiparare le due cose: viaggiano in buona parte su binari paralleli.

 

Un ulteriore approfondimento

Il problema nasce quando si attribuisce automaticamente a El Niño la responsabilità di una specifica stagione estiva particolarmente calda in Europa. Questa interpretazione è piuttosto riduttiva e non utile a spiegare bene il concetto. Il sistema ENSO, di cui El Niño rappresenta la fase calda, è certamente una delle principali fonti di variabilità climatica su scala globale, ma va ricordato senza mezzi termini che esso non agisce come regolatore diretto delle estati europee.

 

Durante il semestre caldo, il segnale proveniente dal Pacifico tropicale tende a essere attenuato o addirittura sovrastato da altre forzanti climatiche: l’ingerenza dell’alta pressione africana, presente con o senza El Niño, e la forza con cui la linea degli alisei (l’ITCZ, in termine tecnico) riesce a spingere masse d’aria calda direttamente dal Sahara verso le nostre latitudini.

 

Immagine molto riassuntiva, ma anche utile, per far capire ai nostri lettori che, effettivamente, El Nino non è così preponderante per quanto riguarda le ondate di calore nella prossima estate.
Immagine molto riassuntiva, ma anche utile, per far capire ai nostri lettori che, effettivamente, El Nino non è così preponderante per quanto riguarda le ondate di calore nella prossima estate.

 

Esistono degli studi

C’è un contributo scientifico interessante che suggerisce possibili connessioni tra ENSO e clima europeo, quello di Brönnimann del 2007 (cliccate qui per leggerlo). Ma si tratta di ipotesi caratterizzate da un livello di confidenza medio-basso. Gli scienziati hanno cercato di approfondire la questione, ma il legame rimane comunque piuttosto labile.

 

Un altro aspetto fondamentale riguarda la tempistica e l’intensità del fenomeno. Gli aggiornamenti più recenti forniti dal NOAA, attraverso il Climate Prediction Center, indicano una crescente probabilità di sviluppo di El Niño nella seconda parte del 2026.

 

Questo vuol dire che la nostra estate sarà già ampiamente trascorsa, o che comunque potremmo avvertirne le propaggini esclusivamente nel periodo autunnale – forse con un autunno leggermente più caldo e con qualche difficoltà in più per il flusso atlantico a entrare con decisione. Ma stiamo parlando di tendenze a molti mesi di distanza, che non riguardano i calori dei prossimi periodi.

 

Che cosa ne concludiamo?

Alla luce di queste considerazioni, emerge con chiarezza che non esistono basi scientifiche robuste per affermare che l’estate 2026 sarà particolarmente calda per colpa di El Niño. La sua influenza sui nostri climi estivi è piuttosto debole, sia perché non si è ancora lontanamente raggiunto il picco del fenomeno, sia perché la sua potenza si esprime principalmente in zone del pianeta molto distanti da noi.

 

Per comprendere meglio come sarà davvero l’estate 2026, sarà molto più utile osservare l’evoluzione dei regimi atmosferici euro-atlantici nei prossimi mesi, la forza del monsone africano o le mappe meteorologiche a lungo termine.

 

Ricordiamo infine che, dagli anni 2000 in poi, tutte le estati italiane hanno registrato anomalie positive della temperatura media stagionale rispetto al riferimento climatico del periodo 1950-2000, con intensità variabile ma sempre significativa. Questo dato evidenzia come il problema del caldo estivo non abbia bisogno di El Niño come giustificazione: è già una realtà consolidata, e il futuro al riguardo non lascia spazio a facili ottimismi.

 

Puntate di calore sempre più frequenti e intense? Non possiamo dare la colpa al Nino. Questo perché ci sono a prescindere, è anche in questa estate 2026 che sta per iniziare ne avremo sicuramente a che fare. Non è questione di fare terrorismo, bensì di mettere i nostri lettori di fronte alla realtà.

Credit: (METEOGIORNALE.IT)

  • NOAA – Climate Prediction Center (CPC)
  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
  • World Meteorological Organization (WMO) – ENSO Update
  • Copernicus Climate Change Service (C3S)
  • Nature Climate Change – AAAS
Seguici su Google News
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

Meteo estremo in USA, tra grandine e tornado: potrà mai capitare in Italia?

Prossimo articolo

Formula 1, GP di Miami a rischio: allerta fulmini sul circuito

Giuseppe Proietti

Giuseppe Proietti

Prossimo articolo
Gara Formula 1 Miami sospesa per fulmini

Formula 1, GP di Miami a rischio: allerta fulmini sul circuito

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.