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Grandine Martedì 2 Giugno: ecco quali regioni rischiano

Dopo il picco di caldo fino a 36°C, Martedì 2 Giugno arrivano temporali violenti e grandine grossa al Nord Italia.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
31 Mag 2026 - 17:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Martedì 2 Giugno con la grandine

Meteo: caldo fino a 36°C, poi temporali e grandine grossa. Il 2 Giugno cambia tutto al Nord

Caldo al capolinea, picchi fino a 36°C

(METEOGIORNALE.IT) Mentre si concretizza, nella giornata di Domenica, l’ennesima giornata calda, segnaliamo 36°C a Foggia e 34°C a Piacenza – siamo nel Nord Italia, ma anche in Sardegna, a Decimomannu – oltre ai 33°C di Parma, Bolzano, Bologna e persino Aosta, e poi di nuovo in Puglia. Si toccano 32°C a Forlì, Milano Linate, Novara Cameri, Padova, Torino Caselle, Treviso e Verona Villafranca, mentre i 31°C vengono raggiunti in molte località, tra cui Cagliari, Catania, Milano Malpensa, Perugia, Pescara, Roma Urbe, Bergamo e Brescia. I 30°C, infine, sono toccati da un numero ancora più ampio di centri abitati.

Insomma, c’è da dire che fa caldo in modo diffuso, e tutto questo calore darà energia ai fenomeni temporaleschi che si verificheranno nella giornata del 2 Giugno. Si tratta dell’avvio di un netto peggioramento legato a due perturbazioni in arrivo. Le prime avvisaglie sono attese già nelle prossime ore: temporali che potrebbero assumere anche forte intensità, con locali grandinate. Le condizioni meteo per il giorno 2, però, sembrano assai più compromesse, e queste previsioni sono state elaborate da modelli matematici estremamente sofisticati.

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In questo caso prendiamo in considerazione il modello matematico tedesco ICON del DWD, che ci offre informazioni estremamente dettagliate ora per ora e, tra l’altro, viene aggiornato di frequente.

 

I primi temporali già nella giornata di oggi

Per quanto riguarda la giornata del 31, oggi, sono attesi molti temporali nelle zone interne, ma si riverseranno a tarda sera e nel corso della notte anche sulla pianura, soprattutto quella lombarda centro-orientale. Rovesci sparsi pure sull’Emilia-Romagna e numerosi fenomeni sulla fascia alpina e prealpina, dove l’instabilità atmosferica è marcata. Ancora temporali nelle zone interne dell’Italia centrale e in quelle della Sardegna e della Sicilia.

Siamo, paradossalmente, in una fase di relativa stabilità atmosferica, eppure fa piuttosto caldo: vi spiego perché.

 

Perché l’alta pressione sta cedendo

In quota sta cedendo l’alta pressione. Quell’alta pressione che presentava un geopotenziale elevato, cioè una pressione atmosferica in quota estremamente alta, sta ora venendo meno. Con questo cedimento si genera l’instabilità atmosferica che, complice il calore, provoca un moto d’aria dal basso verso l’alto, il cosiddetto moto ascensionale: si forma così il vapore acqueo che dà origine alle nubi. Nubi che, man mano che crescono, diventano cumulonembi, le tipiche nubi del temporale.

 

Lunedì 1° Giugno, instabilità in espansione verso il Centro

Ma vediamo esattamente cosa succederà nella giornata del 1 Giugno, abbastanza delicata dal punto di vista meteorologico, dato che ci troviamo in un lunghissimo fine settimana. L’instabilità atmosferica sembra espandersi un poco verso sud, quindi saranno coinvolte le zone interne della Toscana e delle Marche. Non a caso si profila un Lunedì pieno di maltempo, con il ponte rovinato al Nord.

Attenzione, ecco la possibilità di grandinate: le prime le vedremo in Lombardia, con qualche temporale grandinigeno anche sulla Lombardia centro-orientale, segnatamente tra la Bergamasca orientale e il Bresciano. Temporali con rischio di grandine pure sull’Appennino marchigiano, sempre nella giornata del Primo.

 

Martedì 2 Giugno, la giornata più insidiosa

Andiamo avanti: l’evoluzione meteorologica propone un sensibile cambiamento del tempo nelle primissime ore del 2, quando l’instabilità atmosferica andrà esplodendo soprattutto sulle regioni del Nord Italia e, segnatamente, in Lombardia. È proprio la Lombardia a venire continuamente indicata come l’area più sensibile a questo cambiamento, che si concretizzerà il 2 Giugno con grandinate al Nord nel giorno della Festa della Repubblica.

Sembra che i temporali più intensi possano formarsi tra la provincia di Novara, quella di Milano e, probabilmente, più a est, verso quella di Bergamo. In questo caso sono possibili grandinate anche con chicchi di medie e grosse dimensioni: la città di Milano è dunque a rischio, stavolta, nel corso del pomeriggio.

La situazione andrà esplodendo – è un termine poco tecnico, ma rende bene l’idea – perché si formeranno nubi a fortissimo sviluppo verticale in moltissime aree, innanzitutto al confine tra Piemonte e Lombardia, quindi il Novarese e l’Astigiano fino al Torinese e forse anche al Cuneese. Temporali sparsi su tutta la pianura lombarda, così come sulla bassa pianura emiliano-romagnola; rovesci anche su alcune province della Toscana, segnatamente quelle di Arezzo e Siena, e ancora lungo l’Appennino e nelle zone interne della Penisola. Il rischio di grandine appare considerevolmente elevato sulla bassa pianura tra Lombardia e Piemonte nel giorno del 2 Giugno, soprattutto nel pomeriggio.

In serata vedremo ancora temporali sparsi, con attività grandinigena probabilmente in calo nella seconda parte della giornata. Parliamo soprattutto della sera, con precipitazioni abbondanti su tutta la Lombardia centro-settentrionale e, verosimilmente, sulla parte più orientale della Liguria, segnatamente verso l’Appennino tosco-emiliano e l’est del Genovese.

 

Il modello europeo conferma, occhio alla notte tra il 2 e il 3

Questo ci dicono i modelli matematici, e abbiamo la possibilità di consultarne anche altri per intercettare eventuali discrepanze rispetto a questa previsione. Il centro meteo europeo, l’ECMWF, conferma l’elaborazione del modello tedesco: temporali soprattutto sulle regioni settentrionali, tra Piemonte e Lombardia, e poi sparsi anche verso l’Emilia-Romagna. La previsione viene dunque avvalorata, con fenomeni piuttosto violenti in Lombardia e, questa volta – secondo il modello europeo – anche nella pianura veneta e verso le pianure friulane, con rischio di grandinate dai chicchi anche di medie e grosse dimensioni su queste aree.

Nella nottata tra Martedì 2 e Mercoledì 3 resta il rischio di temporali con grandine nella bassa Pianura Padana, verso l’area del Po: parliamo del confine tra Lombardia ed Emilia-Romagna fino alle basse pianure del Veneto. Sono aree particolarmente esposte alla grandine, anche secondo tutte le statistiche di cui disponiamo. Possibilità di nubifragi pure in Toscana e sul settore orientale della Liguria, come detto, per effetto di temporali anche di forte intensità.

 

Crollo termico e isola di calore urbano

Considerate che potrebbe nevicare in alta montagna, perché in quota è in arrivo aria fredda. Ci sarà un sensibile abbassamento della temperatura massima nella giornata del 2 Giugno: le massime saranno paragonabili alle minime che stiamo registrando in questi giorni e, nelle aree urbane, persino inferiori. Si tratta di un quadro che conferma l’ondata di fresco attesa tra il 2 e il 4 Giugno.

Ricordo che nelle aree urbane stiamo registrando valori elevati a causa dell’isola di calore urbano, ovvero quel calore che si stempera molto lentamente durante le ore notturne nelle città, per via dell’elevata cementificazione: ne parliamo ogni anno. E purtroppo le aree urbane, dove vive gran parte degli italiani, sono quelle più bersagliate dalle ondate di caldo. Proprio per questo, molto spesso, quando leggete le temperature minime – quelle degli aeroporti, che si trovano all’esterno, in campagna – dovete sapere che possono risultare anche di 5°C inferiori rispetto a quelle misurate in città, dove abitate, o dove perlomeno vivono molti di voi.

 

Verso il 3 Giugno

Il lunghissimo weekend del 1 Giugno finisce, e vi lascio al 3 Giugno con questa instabilità atmosferica che si sposterà verso le Venezie, pur andando incontro a un sensibile miglioramento proprio in quella giornata. C’è da dire che al suolo, il 3 Giugno, avremo aree di bassa pressione: questo può voler dire che nei giorni successivi l’instabilità tornerà a farsi viva. Del resto si profila una perturbazione temporalesca dopo l’altra, e i colleghi ne hanno già parlato in altri approfondimenti.

 

Crediti:

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • DWD – Modello ICON, Deutscher Wetterdienst
  • NASA – Urban Heat Islands

  (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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