Caldo da record in Europa, Londra a 35°C: ecco come sarà l’Estate 2026
Fa caldo, e questa prima fase di calura si è imposta soprattutto sulle regioni settentrionali italiane. Poi la notizia è diventata europea, con un’ondata di calore davvero fuori da ogni immaginazione in Francia e in Inghilterra, dove Londra continua a toccare massime di 35°C: valori che rappresentano un record storico assoluto, mai misurato prima nella lunghissima serie di osservazioni meteorologiche della capitale britannica nel mese di maggio.
- Caldo da record in Europa, Londra a 35°C: ecco come sarà l’Estate 2026
- Temporali in arrivo e caldo che si sposta verso sud
- Le previsioni stagionali di ECMWF e NOAA per Giugno
- Anticiclone delle Azzorre e Anticiclone africano: la differenza che pesa
- Quando l’anomalia diventa la norma, anche in Primavera e Inverno
- Il ruolo dell’Artico caldo e l’incognita Atlantico
- Cosa aspettarci davvero
Il picco massimo fu raggiunto qualche anno fa, in piena estate, con 40°C, anche quello un primato. E pensate: un valore di 35°C a fine maggio non è poi così distante dai 40°C toccati nel cuore della stagione calda. Per di più, le Isole Britanniche uscivano da un periodo piuttosto fresco, con nevicate fino a quote molto basse, quasi pianeggianti, soprattutto sul centro-nord. Ora è arrivato questo grande caldo, derivante da masse d’aria provenienti dalle regioni subtropicali.
Tutto questo fa parte del cambiamento climatico: è inutile nasconderci dietro qualsiasi ipotesi, purtroppo è la realtà. Come ho detto tante volte, non ci sono più le stagioni di una volta e dobbiamo attenderci condizioni sempre più estreme. L’estremizzazione del clima rischia di essere molto attiva nel mese di giugno.
Temporali in arrivo e caldo che si sposta verso sud
I miei colleghi hanno parlato dei temporali attesi nelle prossime giornate: per via dell’interferenza di aria più fresca, la temperatura scenderà e finalmente il grande caldo si ridurrà, anche se i valori resteranno superiori alla media. Questo è ciò che sembra prospettarsi. Il caldo, fra l’altro, tenderà a espandersi verso il sud Italia, Sardegna e Sicilia. Alla fine la situazione cambierà, ma solo perché sul Nord Italia ci saranno violenti temporali; il calore resterà protagonista, e se ne riparlerà parecchio, coinvolgendo soprattutto le regioni meridionali.
Quanto al fresco, vale la pena dire da dove dobbiamo aspettarcelo. Attualmente c’è aria fredda che scende verso la Russia europea: è da qui che giunge quel poco di instabilità atmosferica capace di generare i temporali sull’Italia, soprattutto nelle zone interne delle regioni settentrionali. Non sembrerebbe trattarsi di una vera e propria ondata di maltempo, ma sui dettagli quotidiani avremo modo di confrontarci con i colleghi.
Le previsioni stagionali di ECMWF e NOAA per Giugno
Sto cercando di capire, invece, cosa ci possiamo attendere nel mese di giugno sulla base delle mappe diffuse dai vari centri meteorologici, cioè quello europeo e quello americano per essere precisi. Si tratta di centri di estrema autorevolezza, riconosciuti da tutti gli organi meteorologici a livello mondiale, che distribuiscono dati utili anche per quei paesi che non possono sviluppare modelli matematici ad alta risoluzione.
Questi modelli ci dicono, soprattutto sulle previsioni stagionali, che avremo un’estate piuttosto calda. Tuttavia, sull’idea che l’estate 2026 sarà tutta quanta molto calda, io ci andrei cauto, perché si tratta di proiezioni stagionali e quindi soggette a variazioni. Sul fronte delle precipitazioni, sembra che in Italia ce ne possano essere più della media sulla parte centro-settentrionale e nelle aree appenniniche: è un elemento molto positivo, che dovrebbe realizzarsi soprattutto nella prima parte dell’estate. Nella seconda parte, invece, viene confermata ancora la presenza di condizioni anticicloniche provenienti dal Nord Africa.
Anticiclone delle Azzorre e Anticiclone africano: la differenza che pesa
Manca, in tutto questo, l’Anticiclone delle Azzorre. Negli ultimi giorni si è inserito al di sotto dell’anticiclone africano, e questo tutt’uno ha un po’ confuso le acque: alcuni osservatori, guardando le mappe, hanno intravisto un Anticiclone delle Azzorre caldissimo sulle Isole Britanniche, dove si sono toccate temperature da record. Ecco, non è andata esattamente così. Non è stata l’alta pressione delle Azzorre a determinare quel caldo infernale: a causarlo è stata la compressione dell’aria tipica degli anticicloni provenienti dalle aree subtropicali, ovvero dal Nord Africa, struttura che comprime l’aria nei bassi strati.
Tutto questo porta a temperature elevatissime, osservabili molto più a sud, per esempio in Spagna, oppure raggiungibili anche in alcune località costiere e pre-costiere del Nord Africa. Sono anticicloni di blocco, figure bariche che fanno parte sempre più spesso delle stagioni estive sia nell’emisfero settentrionale che in quello meridionale: una novità che sta rendendo le estati veramente fastidiose, davvero impegnative.
Questi fenomeni atmosferici sembrano essere dovuti al cambiamento del clima. Il Riscaldamento Globale, quindi, sta innescando dinamiche atmosferiche che tendono a essere sempre più ostili durante la stagione estiva. Un caldo che ormai dura mesi, non più settimane: provoca anomalie termiche a catena, che proseguono per lunghissimi periodi e finiscono per alterare il clima di un’intera stagione.
Quando l’anomalia diventa la norma, anche in Primavera e Inverno
Queste situazioni, che fino a qualche decennio fa erano più tipiche dell’estate, si osservano oggi anche in primavera – come vediamo proprio in questo periodo – e in alcune annate persino in inverno. Pensiamo ad alcune ondate di caldo registrate in pieno periodo natalizio negli ultimi anni, fatta eccezione per l’ultimo, almeno in Europa, con onde di calore proporzionate alla stagione: lo zero termico saliva sensibilmente di quota e tutto ciò comportava anche un’assenza di precipitazioni.
Viene spontaneo chiedersi se questi quadri atmosferici possano avere delle interruzioni, cioè se gli anticicloni di blocco possano essere spezzati da fasi decisamente più gradevoli, magari accompagnate da piogge. La risposta è sì, capita un po’ in tutti i continenti. In Europa, però, sembra accadere raramente, purtroppo: è quanto abbiamo visto negli ultimi anni, in cui la stagione estiva è divenuta un periodo di lunga sofferenza per il grande caldo, con l’assenza di impulsi di aria fredda davvero decisi. Quelli più incisivi si sono spinti soltanto sulle regioni settentrionali, dove hanno innescato fasi temporalesche anche molto importanti; un po’ più attenuato, invece, il fresco – chiamiamolo così – è giunto più verso sud, portando temperature finalmente nella media, ossia in linea con il riferimento climatico, perché noi continuiamo a vivere condizioni atmosferiche con valori costantemente superiori alla norma.
Il ruolo dell’Artico caldo e l’incognita Atlantico
Il problema è che l’Artico è molto caldo rispetto alla norma, e quindi durante l’estate probabilmente ha un minor impatto sul cambiamento del tempo atmosferico alle medie latitudini. In Europa, certamente, potrebbe esserci l’influenza dell’Oceano Atlantico con fronti nuvolosi e perturbazioni: è capitato anche in passato, in annate ormai molto distanti da oggi, che hanno visto fasi temporalesche. I modelli stagionali non possono darci previsioni puntuali su questo: difficilmente riescono a indicare tracce di un simile sviluppo, perché si tratta di condizioni ormai ben fuori dalla norma e, di solito, questo tipo di anomalia viene quasi scartato dai modelli matematici, come se non potesse più replicarsi.
Tuttavia, osservando altri run – così si chiamano le diverse corse dei modelli stagionali – si vede invece che qualche disturbo proveniente dall’Oceano Atlantico potrebbe realizzarsi: andrebbe così a generare una situazione meteorologica in cui la stagione estiva si calmerebbe. Per esempio, nel 2025 abbiamo visto un agosto che ha attenuato la calura sulle regioni settentrionali italiane, e lo ha fatto in modo netto, al punto che non sono state poi così tante le giornate con valori superiori ai 30°C, a differenza di quanto accaduto nel 2024, nel 2023 e nel 2022. Eppure non era previsto dai modelli stagionali ufficiali.
Cosa aspettarci davvero
Quindi cosa ci dobbiamo aspettare? Innanzitutto, incertezza. La traccia di una stagione molto calda dobbiamo attendercela, ma allo stesso tempo – come dicevo prima – l’incertezza può aprire la porta a quelle correnti oceaniche o anche settentrionali capaci di placare le fasi più roventi e regalarci periodi più freschi, magari con temperature nella media e, a quel punto, anche con parecchi temporali, soprattutto sul Nord Italia e forse anche più a sud. Auspicabile, ma non prevedibile: la stagione estiva, al momento, è prevedibile soltanto come molto calda nella sua prima fase, con precipitazioni soprattutto sulle regioni del Nord Italia.
In seguito, invece, dovrebbe esserci l’espandersi maggiore e piuttosto persistente di regimi di alta pressione e masse d’aria calda, perché il modello matematico stagionale indica temperature decisamente sopra la media e precipitazioni sotto la norma. Ciò non vuol dire che non ci saranno piogge: le precipitazioni avvengono soprattutto in presenza di condizioni favorevoli, ossia di instabilità atmosferica con contrasti termici. Questo significa che sbuffi d’aria umida provenienti dall’Oceano Atlantico o da nord potranno, nonostante la cappa di alta pressione, raggiungere le regioni settentrionali, dove non è prevista una situazione siccitosa drammatica, bensì precipitazioni nella media o un pochino sopra la norma. Tutto sommato non poco positivo, anzi positivissimo, perché significa che – secondo le previsioni stagionali – non ci sarà siccità.
Ovviamente, poi, dovremo attendere conferma con i bollettini giornalieri; anche sul fronte temperature, è un aspetto che valuteremo giorno per giorno, soprattutto per capire se avremo anomalie positive prolungate, cioè valori sopra la media per lunghissimi periodi, e se ci saranno fasi di interruzione di questo gran calore. Lo vedremo sicuramente con i prossimi aggiornamenti, ma anche con le proiezioni stagionali, che potrebbero già darci un input, un’avvisaglia di uno o più cambiamenti. Per questo è opportuno seguire questo tipo di articoli: non vi confermano con precisione che tempo farà, bensì vi illustrano per linee generali un’evoluzione meteo-climatica, parlando soprattutto di anomalie. È questo, in fondo, che i modelli stagionali ci dicono: ci parlano di anomalie climatiche, e da queste noi deriviamo, in linea di massima, quello che potrebbe essere il tempo atmosferico.
Credit:
- Met Office – UK May and spring temperature record provisionally broken
- Copernicus Climate Change Service – ECMWF monitors early summer European heatwave
- Copernicus C3S – Seasonal forecasts
- Copernicus Climate Bulletins – April 2026 highlights
- ECMWF – C3S Seasonal Forecasts