Anticiclone africano, la pressione atmosferica elevata in quota che porta il caldo
(METEOGIORNALE.IT) C’è un equivoco che torna puntuale, ogni estate. Si parla di anticiclone africano e qualcuno corre a controllare il barometro di casa, magari quello appoggiato sul mobile dell’ingresso, e storce il naso. La pressione atmosferica è nella media. A volte persino sotto, o appena sopra. E allora dov’è questa famigerata bolla rovente africana? Beh fuori il caldo diventa sempre più intenso. Diffusamente si parla di anticiclone africano. In questi giorni c’è chi ha contestato tale definizione, ma cerchiamo in questo articolo solo di fare chiarezza, e non di certo polemica.
Le alte pressioni che dal Nord Africa risalgono verso Europa e Italia non abitano al suolo, ma in quota. Sono di matrice subtropicale – cioè provenienti dalle fasce calde del pianeta -, e in quanto tali giungono sempre da sud, perché a sud c’è l’Africa. Banale, ma fondamentale, sono denominate Alte Pressioni africane o Anticicloni africani. In varie circostanze tale Alta Pressione si allarga sino a congiungersi con un altro Anticiclone, quello delle Azzorre, che è ha tutt’altra natura e diversa massa d’aria. E’ sufficiente osservare le temperature, attualmente interessa Madeira dove a Funchal ci sono 21°C, mentre quello africano influenza le coste delle Canarie dove si viaggia sui 30°C. Ma c’è un aspetto ben peggiore.


Gli altissimi geopotenziali
Guardando le due mappe ECMWF di sabato 23 maggio e lunedì 25 maggio, la situazione diventa ben più nitida. E per questo ci aiutiamo a osservare quei colori arancione – quasi rossi – sopra il continente non descrivono la pressione atmosferica che misuriamo a terra. Stanno indicando il geopotenziale a 500 hPa, ovvero la quota a cui troviamo la superficie isobarica di mezza atmosfera.
In parole povere? Più la massa d’aria è calda, più si dilata verso l’alto, e quella superficie sale. Quando la incontriamo oltre i 5800 metri di altezza, vuol dire che sotto c’è aria molto calda, leggera, espansa. La tipica firma di un’alta pressione subtropicale. E le masse continentali a sud dell’Europa sono quelle dell’Africa.
Perché il barometro di casa inganna
Ecco il nocciolo della questione. Il vecchio Anticiclone delle Azzorre, quello robusto delle estati di un tempo, schiacciava la colonna d’aria e faceva impennare i valori al suolo: 1025, 1028, talvolta oltre i 1030 hPa. Una bestia di matrice oceanica, solida e ben piantata. In quei bei tempi, la calura era molto inferiore rispetto a quella attuale, anche di oltre 5°C. Attualmente, ad esempio, nella Francia del Nord e Isole Britanniche del Sud ci sono sino a 15°C superiori alla media. Quel geopotenziale ha anche un altra dinamica, comprimere l’atmosfera sino ai bassi strati, ovvero il suolo, e quando questo succede come quando soffiano i venti dai monti, esempio, il Favonio Alpino, la temperatura sale sensibilmente.
L’anticiclone africano, infratti ha una dinamica molto complessa da comprendere, spesso per semplificare si parla di Alta Pressione senza precisare che è in quota e non al suolo. La sua potenza vive sopra le nostre teste. Al suolo può presentarsi con 1015 o 1018 hPa, numeri del tutto ordinari. Insomma, il barometro tace, ma a 5000 metri di quota la struttura è imponente. I valori di pressione sono molto elevati, si innalza oltre i 4000 metri di quota lo Zero Termico, il cielo è spesso diffusamente sereno, l’atmosfera in quota è secca, priva di instabilità atmosferica.
Pertanto, prevalgono i cieli sereni – spesso velati dalla polvere sahariana -, le notti tropicali (minime sopra o uguali a 20°C), massime che sfondano i 35°C anche al Nord Italia. In effetti, quando questa configurazione si insedia, l’estate cambia volto alla stagione, ed è quello che sempre con maggior frequenza avviene ormai da più di due decenni, determinanto la stagione estiva con anomalie termine eccezionali.
Cosa raccontano le mappe che vediamo
Nella mappa di sabato 23 maggio si distingue già la lingua arancione che dal Mediterraneo si allunga verso le Isole Britanniche, con il fulcro ancorato sull’Europa centrale. Tre giorni più tardi, lunedì 25 maggio, la struttura si compatta e definisce: un nucleo di valori elevati piantato tra Germania, Polonia e arco alpino.
Niente di anomalo per gli standard moderni, attenzione. Configurazioni del genere fanno ormai parte del copione climatico contemporaneo, e ricorrono con frequenza crescente rispetto a vent’anni fa. Il Riscaldamento Globale ne ha amplificato persistenza e intensità, ed è il dato che gli specialisti seguono con maggiore attenzione.
Quindi, la prossima volta che qualcuno bolla l'”alta pressione africana” guardando il barometro di casa, vale la pena ricordarsi che la verità sta più in alto. Molto più in alto.
Credit (METEOGIORNALE.IT)
