
(METEOGIORNALE.IT) Tra il 4 e il 10 Maggio è atteso un nuovo e lungo peggioramento delle condizioni del tempo. Prepariamoci a una fase meteo in cui l’Italia sarà interessata da ostinate correnti sud-occidentali. Dopo un lungo periodo caratterizzato da un blocco – ovvero un anticiclone piuttosto persistente sulle regioni occidentali del continente, che ha sbarrato il passo a qualunque perturbazione – tornerà a vivere il flusso Atlantico.
È una cosa essenziale
Con tale termine indichiamo le comuni perturbazioni provenienti dall’oceano, che si muovono da ovest verso est: profonde saccature che arrivano fino alla Penisola Iberica e risalite di masse d’aria calda, umida e instabile, che investono principalmente il nord e le alte tirreniche.
Il risultato sarà una netta divisione del Paese: le regioni settentrionali e parte di quelle centrali saranno esposte a condizioni instabili, con piogge e temporali diffusi e persistenti, mentre il Sud e le Isole Maggiori sentiranno molto di più gli influssi sciroccali – le temperature risulteranno ben sopra media e il tempo sarà largamente soleggiato.
Un pattern già visto
Dal punto di vista della dinamica atmosferica, la saccatura artica tenderà a stabilizzarsi tra la Francia, la Penisola Iberica e il Mediterraneo occidentale. L’ingresso di aria fredda in quota contribuirà a una diminuzione dei geopotenziali, favorendo la formazione di minimi di pressione secondari tra il Golfo del Leone, il Mar Ligure e l’alto Tirreno.
Questa configurazione predispone le regioni del nord e le alte tirreniche a ricevere molta acqua. È essenziale che piova abbondantemente in questa parte dell’anno, sia perché ci avviciniamo al periodo di maggiore evaporazione, sia perché è proprio la fase in cui la richiesta idrica è più elevata, per via della forte vocazione agricola della Valle Padana.
Italia spaccata in due
Dal punto di vista termico, si delineerà una situazione a più velocità. Le regioni del nord-ovest e l’arco alpino registreranno valori inferiori alla norma, con un clima fresco e spesso umido. Non si esclude la possibilità di nevicate a quote medio-alte, generalmente oltre i 1700-2000 metri, ma più comunemente attorno ai 2300-2500 metri – livelli quindi particolarmente elevati. Il nord-est e il Centro vivranno condizioni più variabili, con temperature mediamente in linea con il periodo ma soggette a oscillazioni legate ai passaggi perturbati.
Diametralmente opposta la situazione al Sud e sulle Isole, dove i valori termici potranno superare la media anche di 3-5°C. In queste aree si potranno raggiungere facilmente i 26-28°C, con punte localmente più elevate nelle zone lontane dal mare. Attenzione alle coste che, con i mari ancora piuttosto freddi, conterranno sensibilmente l’ascesa termica.

Rischio forti temporali?
In questo caso è abbastanza basso. Sia ECMWF sia GFS non vedono l’opzione di violenti temporali, perlomeno diffusi. Non possiamo comunque escluderli del tutto: con un forte contrasto termico tra le diverse aree del Paese, in particolare lungo la linea di confine tra l’aria più fresca e quella più calda, qualche episodio severo ci potrà essere, fortunatamente molto meno rispetto alle sassate di grandine del 19-20 Aprile. Parliamo comunque di un pattern meteo decisamente primaverile, un tempo capriccioso e incerto, inaffidabile e ballerino.
La zona più esposta alle piogge
Per quanto riguarda le precipitazioni, il Nord Italia sarà la zona più colpita dal maltempo. Qui sono attese piogge frequenti e localmente abbondanti, soprattutto sui settori esposti delle Alpi, con accumuli significativi – anche sui 100 litri per metro quadrato – e il rischio di qualche problema idraulico. In generale, il clima sarà spesso grigio e fresco, con poche pause soleggiate.
Al Centro, l’instabilità sarà diffusa ma più irregolare. Le regioni tirreniche e le zone interne saranno le più interessate da rovesci e temporali, talvolta anche di forte intensità, in particolare tra Toscana, Umbria e Lazio. Nelle zone adriatiche, invece, potrebbe non piovere praticamente nulla.
Al Sud le precipitazioni risulteranno molto scarse. Gli impulsi instabili tenderanno a indebolirsi nel tentativo di superare la barriera anticiclonica. Solo occasionalmente si potranno verificare rovesci isolati, soprattutto nelle aree interne e montuose, mentre altrove prevarrà il sole, complice anche lo Scirocco e il Libeccio che in queste zone non portano precipitazioni.

I venti
Al Centro-Nord prevarranno venti di Libeccio e Ponente, spesso sostenuti e con raffiche anche forti, soprattutto durante il passaggio delle perturbazioni. Nei bacini meridionali si potranno invece attivare correnti di Scirocco, con risalita di aria calda e polverosa dal Sahara.
Di conseguenza, lo stato dei mari sarà generalmente mosso o molto mosso: i bacini occidentali, come il Mar Ligure e il Tirreno, potranno risultare anche agitati, mentre l’Adriatico e lo Ionio si manterranno per lo più mossi, senza però raggiungere le condizioni di tempesta che si sono viste più volte nel corso di questo inverno.
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